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Ci pensa Lehmann

Prima la nomina a titolare della nazionale tedesca, ora la magica notte spagnola e il rigore parato che vale la finale di Parigi.

Jens Lehmann è felice di non avere seguito il consiglio di Thierry Henry in occasione del calcio di rigore parato che ha aperto all’Arsenal FC le porte della finale di UEFA Champions League.

Record di inviolabilità
Il portiere tedesco si è disteso sulla sua sinistra per intercettare il rigore calciato da Juan Román Riquelme allo scadere, allungando a 745 minuti l’incredibile record di inviolabilità in UEFA Champions League, pari a 12 ore e 25 minuti di gioco ai massimi livelli. "Un paio di giorni fa riflettevo sulla possibilità di un rigore di Riquelme e avevo concluso che probabilmente mi sarei tuffato sulla mia sinistra. A convincermi è stata la sua postura dal dischetto: sono stato fortunato. Anche Thierry si era espresso in proposito, ma non ho seguito il suo consiglio”.

Apnea troppo lunga
"Credo che Riquelme abbia inspirato prima di calciare il rigore, forse troppo a lungo. Quando è stato concesso il calcio di rigore loro erano già stremati da una ventina di minuti, durante i quali non erano più riusciti a dare continuità ai loro attacchi. Il rigore è stato comunque un gentile omaggio dell’arbitro". Il brusio dello stadio El Madrigal avrebbe potuto intimidire un portiere con i nervi meno saldi di Lehmann, glaciale nel momento decisivo della partita. "La pressione del pubblico? Non ci faccio neanche caso, non ho più 21 anni. Ci sono dei vantaggi ad essere più avanti con gli anni".

Giustizia è fatta
L’estremo difensore tedesco ritiene infine che sia stato rispettato un senso di giustizia con la sua parata. "Ho 36 anni e non mi resta molto tempo per giocare una finale di UEFA Champions League. Riquelme, invece, di anni ne ha 27 e potrebbe ancora giocare tre o quattro finali. Insomma, mi sembra di essermi meritato l’accesso in finale". Vincitore della Coppa UEFA con l’FC Schalke nel 1996/97, quando fu decisivo nella serie finale dei calci di rigore, Lehmann potrebbe essere vicino all’apice della sua carriera con questa finale di UEFA Champions League. Tuttavia, il prossimo portiere titolare della Germania al Mondiale davanti a Oliver Kahn non si lascia andare a facili entusiasmi.

'Momento bello, ma non esaltante'
"Questo è certamente uno dei momenti più belli della mia carriera, ma che non definirei esaltante: quando si raggiunge una finale la si vuole sempre vincere. Quando sono arrivato all’Arsenal mi è stato chiesto di vincere: adesso spero di conquistare questa finale per potermi dire soddisfatto". La permanenza dell’ex portiere di AC Milan e Werder Bremen all’Arsenal non sembrava destinata a un lieto epilogo dopo che Arsène Wenger lo aveva escluso dalla prima squadra. Tuttavia, dopo una pausa di riflessione, i progressi del numero uno sono stati evidenti.

'Decisione giusta'
"Ho fatto bene a escluderlo a un certo punto della scorsa stagione”, ha dichiarato Wenger dopo la gara di ieri sera. Lehmann, che ha subito l’ultimo gol in UEFA Champions League da Bayern's Hasan Salihamidžić del Bayern Monaco lo scorso 23 febbraio, ha aggiunto: "Ho iniziato a giocare molto bene dopo quella pausa, e sto continuando a farlo". In attesa di una possibile finale contro il Milan, la squadra con la quale ha collezionato appena cinque presenze nel 1998/99, tutto lascia indicare che questa sia la stagione fortuna di Lehmann.