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Lione, fuori la grinta

Pedretti, centrocampista del Lione, scaccia la soggezione alla vigilia del ritorno contro il Milan.

Il centrocampista dell’ Olympique Lyonnais Benoît Pedretti ritiene che i campioni di Francia abbiano giocato in soggezione contro l’AC Milan nella partita di andata dei quarti di finale di UEFA Champions League della settimana scorsa. Il francese sostiene che la squadra deve giocare con maggiore decisione a San Siro domani.

Dominio del Milan
I rossoneri, finalisti lo scorso anno, hanno dominato la fase iniziale della partita allo Stade Gerland. Il Lione, intanto, aveva difficoltà a giocare ai livelli che gli hanno consentito di rimanere imbattuto in casa in incontri di UEFA Champions League per tre anni e mezzo. Andrea Pirlo, Gennaro Gattuso e Clarence Seedorf hanno controllato il centrocampo e creato numerose occasioni da rete. Soltanto una serie di ottime parate di Grégory Coupet ha impedito ai rossoneri di portarsi in vantaggio.

‘Abbiamo giocato male’
Nonostante la partita sia finita a reti inviolate, Pedretti ha dichiarato a uefa.com: “Nella fase iniziale abbiamo giocato male e troppo contratti in difesa. Sembrava che stessimo a guardarli giocare. Quando si fa una cosa del genere contro una squadra di quelle qualità, finisce che la palla non la vedi”. Il Milan, sei volte campione d’Europa, ha avuto grande spazio sulla stampa francese alla vigilia della gara e il centrocampista pensa che ciò potrebbe avere condizionato l’approccio mentale del Lione. “Sul Milan hanno scritto moltissimo, ma forse i rossoneri non sono bravi come tanti dicono”.

‘Giocatori di classe’
“Nella partita di andata non hanno giocato meglio di noi e penso che lo stesso accadrà domani. Hanno giocatori molto bravi che diventano eccellenti quando hanno il possesso di palla, ma non sono altrettanto bravi quando non hanno il pallone. Ce ne siamo resi conto quando abbiamo cominciato a giocare e a creare loro qualche problema”.

Parata di Dida
Ai campioni francesi è mancato lo squalificato Juninho Pernambucano anche se il suo sostituto Pedretti ha fatto del suo meglio per giocare come il regista brasiliano. Il 25enne giocatore è stato sul punto di aprire le marcature con un calcio di punizione alla Juninho, ma il suo tiro a rientrare è stato deviato da Dida. “Ho giocato nella posizione di Juninho, ma non posso essere considerato simile a lui – ha dichiarato Pedretti -. Ho cercato di fare la mia partita e di dare un adeguato contributo alla squadra”.

‘Siamo stati pericolosi’
La punizione di Pedretti ha risvegliato il Lione che ha gradualmente acquisito maggiore fiducia nei suoi mezzi. “Nel secondo tempo siamo tornati a essere noi stessi – ha continuato -. Li abbiamo pressati maggiormente quando erano in possesso di palla e abbiamo imposto il nostro ritmo. Non appena abbiamo cominciato a rifornire con maggiore prontezza le nostre punte Florent Malouda e Sylvain Wiltord ci siamo resi più pericolosi. Se riusciremo anche a Milano a mettere i nostri attaccanti in condizione di rendersi pericolosi, penso che potremo andare a rete”.

Il ritorno di Juninho
Il Lione non ha perso in trasferta, in qualunque competizione, dall’aprile dello scorso anno. Inoltre, in questa stagione di UEFA Champions League, ha sempre segnato almeno una rete nelle partite fuori casa. Potrà inoltre contare sul rientro di Juninho, anche se è squalificato un altro centrocampista di rilievo come Tiago. Ancora una volta, dunque, toccherà a Pedretti giocare un ruolo di grande importanza.

Trasferimento clamoroso
Considerato tempo addietro come la stella nascente del calcio francese, l’elegante centrocampista si è un po’ perso dopo il clamoroso trasferimento dal FC Sochaux-Montbéliard all’Olympique de Marseille nel 2004. Anche nei suoi primi sei mesi al Lione ha stentato a imporsi tanto che ha perso il posto in nazionale. Nelle ultime settimane ha comunque ripreso a giocare con regolarità.

I miglioramenti di Pedretti
Sembra essere tornata quell’abilità in fase di distributiva che era una delle caratteristiche migliori del gioco di Pedretti e il giocatore ha ritrovato fiducia in se stesso. “Le mie prestazioni personali non sono la cosa più importante in questo momento – ha sottolineato -. Mi fa piacere che io stia giocando con maggiore frequenza e è un grande piacere partecipare a gare così importanti come quella con il Milan. Ma la cosa più importante è che il Lione si qualifichi per le semifinali. Adesso l’unica cosa che mi interessa è aiutare la squadra a raggiungere questo obiettivo”.

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