Il Liverpool accontenta Gerrard
mercoledì 13 aprile 2005
Intro articolo
In assenza del capitano, i Reds hanno disputato una partita straordinaria eliminando la Juventus.
Corpo articolo
Di Ivan Carvalho, Stadio Delle Alpi
Alla vigilia della decisiva partita di ritorno con la Juventus FC, il capitano del Liverpool FC Steven Gerrard aveva ribadito che i ‘reds’ avrebbero dovuto disputare la partita della vita per raggiungere le semifinali di Champions League. Rispondendo al richiamo del proprio carismatico leader, costretto a saltare la partita per infortunio, il Liverpool è sceso al Delle Alpi e ha tenuto a bada una Juventus che, finora, aveva incontrato poche difficoltà nel suo cammino fino ai quarti di finale.
Un Juve fiduciosa
Dopo aver iniziato l’avventura in questa Champions League infilando cinque vittorie consecutive per 1-0, la Juventus deve aver fermamente creduto nella possibilità di ribaltare la sconfitta per 2-1 subita all’Anfield. Pur considerando l’assenza del pericoloso attaccante francese David Trezeguet, di nuovo bloccato da un infortunio in allenamento, la squadra italiana si è presentata come la più solida ed esperta, essendosi qualificata in maniera abbastanza agevole per gli ottavi di finale.
A colpi di tattica
L’allenatore della Juventus Fabio Capello, coerente nel suo approccio prudente alla gara, aveva annunciato che la sua squadra avrebbe giocato in maniera ordinata e razionale nella prima metà, senza rischiare nulla per cercare il gol che le avrebbe aperto le porte della qualificazione. L’allenatore del Liverpool Rafael Benítez, dal canto suo, dimostrava di voler concedere poco agli avversari, schierando come unica punta Milan Baroš. Lo spagnolo, del quale è nota la stima nei confronti di Capello, dava l’idea di voler ispirarsi alla sua controparte.
Il Liverpool molto chiuso
Purtroppo per le due schiere di tifosi, il primo tempo ha prodotto poche azioni degne di nota, con il centrocampista del Liverpool John Arne Riise già pronto ad arretrare nel primi 15 minuti andando a formare una difesa a cinque. Questo aspetto, unito al fatto che Pavel Nedved non riusciva a dialogare con i due attaccanti Zlatan Ibrahimovic e Alessandro Del Piero, aveva come conseguenza che gran parte delle azioni offensive della Juve partissero dal piede del francese Lilian Thuram, questa volta nel ruolo di terzino destro vista l’assenza di Jonathan Zebina.
Poche occasioni
Con Ibrahimovic che ogni tanto si spostava indietro fino a centrocampo, con grande disappunto di Capello, gli attaccanti bianconeri faticavano a trovare spazi davanti alla muraglia difensiva eretta di fronte al portiere Jerzy Dudek. Nessuna squadra si è prodotta in un tiro in porta nell’arco dei primi 45 minuti. Solo la Juventus è andata vicina al gol con un tiro di Ibrahimovic dalla corta distanza e con una conclusione al volo fuori bersaglio di Nedved su un corner battuto corto.
Zalayeta in campo
Come previsto, all’inizio della ripresa Capello manda in campo Marcelo Zalayeta al posto di Ruben Olivera, ma la mossa non porta a cambiamenti sostanziali a favore della Juve in quanto il Liverpool riesce a frenare i tentativi del nuovo tridente d’attacco. Le migliori occasioni per i bianconeri arrivano, invece, grazie alle avanzate dei sempre attivi Mauro Camoranesi e Thuram.
Filosofia del gruppo
Dopo aver dimostrato già dai tempi del Valencia CF come si può migliorare disponendo di una solida ossatura di squadra, Benítez ha fatto lavorare i suoi uomini come un gruppo compatto, facendo scorrere i minuti senza correre eccessivi rischi. Il Liverpool, infatti, ha incarnato la filosofia del ‘collettivo prima di tutto’. Sebbene a volte gli inglesi non abbiano offerto un bel calcio da vedere, il Liverpool è riuscito a contenere la Juventus e ad impedirle di trovare gli spazi necessari per rendersi pericolosa.
García in evidenza
Luis García, autore del gol della vittoria all’andata, si è messo in evidenza per i suoi passaggi ispirati e per la capacità di trovare dei varchi nella poco accogliente difesa juventina. Il giovane spagnolo è cresciuto molto sotto la guida di Benítez all’Anfield e la sua prestazione ha contribuito a far cogliere al Liverpool un risultato di grande prestigio.
Ed ora il Chelsea
L’impresa permette anche a Benítez di proseguire nel suo tentativo, anche se con due squadre diverse, di imitare i due successi consecutivi di José Mourinho in Coppa UEFA e in Champions League. Il Liverpool di Benítez affronterà proprio il Chelsea di Mourinho. Per andare in finale ci sarà bisogno che un Gerrard di nuovo a posto si esibisca anche lui nella partita della vita.