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Dida, dalla polvere alle stelle

Mentre Sir Alex Ferguson si interroga sul valore dei suoi portieri, Ancelotti puuò affidarsi alla classe di Dida.

di Paolo Menicucci

L’AC Milan ha già un piede nei quarti di UEFA Champions League grazie alla rete messa a segno da Hernán Crespo su errore del portiere del Manchester United FC Roy Carroll, che ha permesso ai Rossoneri di espugnare l’Old Trafford nella gara di andata.

Un prezzo altissimo
Il nazionale nordirlandese ha pagato a caro prezzo il suo errore. Tre giorni più tardi Sir Alex Ferguson ha infatti deciso di richiamare Tim Howard dal Portsmouth FC e molto probabilmente sarà l’estremo difensore americano a scendere in campo a Milano. “Quando c’è così tanta pressione dei media sulla squadra, è meglio affidarsi a un giocatore che arriva da fuori – ha spiegato il tecnico del Manchester -. Controlleremo lo stato di forma di Tim e decideremo chi mandare in campo”.

La classe di Dida
Anche Howard, tuttavia, non ha incantato in Champions League nel corso della stagione e dopo aver subito un gol evitabile alla prima giornata della competizione, contro l’Olympique Lyonnais, ha collezionato soltanto un’altra presenza. Non ha problemi di questo genere il tecnico rossonero Carlo Ancelotti, che può affidarsi senza patemi alla classe del suo N° 1, Dida.

Un errore clamoroso
Nelle ultime tre stagioni il 31enne brasiliano si è imposto come uno tra i migliori portieri al mondo, ma in passato ha vissuto anche lui momenti difficili. Carroll e Howard possono prendere ispirazione dalla reazione di Dida dopo un episodio simile: nel corso della Champions League 2000/01, il brasiliano, alla sua prima stagione al Milan, si fece sfuggire dalle mani un innocuo tiro della disperazione di Lee Bowyer del Leeds United AFC proprio allo scadere. Quell’errore costò la partita ai Rossoneri e il posto in squadra al portiere.

“Ho mostrato il mio valore” 
"Se rifacessi un errore del genere ora, sarebbe tutto molto più facile, perché ormai ho già dimostrato quanto valgo. Uno sbaglio è uno sbaglio – ha spiegato il sudamericano -. Allora fu tutto più difficile, perché ero alle prime partite con il Milan e nessuno mi conosceva. Molte persone mi giudicarono subito come un mediocre”.

“Una seconda occasione”
Quell’errore segnò l’inizio di un periodo nero per Dida, che in seguito venne squalificato per aver fatto uso di un falso passaporto portoghese, che di fatto lo rendeva un giocatore comunitario. “Nonostante tutto, non ho mai perso la fiducia in me stesso – ha ricordato l’estremo difensore -. Ho continuato ad allenarmi con grande impegno e a imparare il più possibile. Ho lavorato con molti tecnici di grande spessore e ho aspettato di avere una seconda occasione per dimostrare di essere un giocatore da Milan”. Quell’occasione è arrivata nell’agosto 2002, nel turno preliminare di Champions League contro l’FC Slovan Liberec.

“Mentalmente pronto” 
Il Milan superò i cechi in virtù dei gol segnati in trasferta, cominciando la corsa che avrebbe portato i Rossoneri alla vittoria ai rigori nella finale contro la Juventus FC. Dida fu il protagonista assoluto della partita. “Ero mentalmente pronto alla gara contro lo Slovan e lo dimostrai in campo. In finale parai numerosi rigori, da allora tutti sanno quanto valgo”.

Mani d’acciaio 
L’anno seguente Dida si è assestato sugli stessi livelli, contribuendo alla conquista dello Scudetto e ora è considerato il miglior portiere della Serie A, assieme allo juventino Gianluigi Buffon. Il brasiliano sta vivendo uno strepitoso momento di forma e nelle ultime cinque partite ha subito soltanto una rete. Howard e Carrol si augurano di iniziare presto una simile serie positiva, a partire magari dalla sfida di martedì. L’occasione va presa al volo. E possibilmente afferrata con un paio di mani sicure.

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