"La partita più importante del mondo"
martedì 25 maggio 2004
Intro articolo
Mourinho spera che l'esperienza maturata dai suoi l'anno scorso in Coppa UEFA possa aiutarli a battere il Monaco.
Corpo articolo
di Diogo Teixeira, Gelsenkirchen
José Mourinho si sta preparando per "la partita più importante del mondo", con la volontà di regalare all'FC Porto il secondo trofeo europeo consecutivo.
L'impresa del Liverpool
Mourinho, tecnico dei portoghesi dal gennaio 2002, ha già conquistato due titoli nazionali, una Coppa di Portogallo e una Coppa UEFA. Domani, in quella che potrebbe essere la sua ultima gara sulla panchina dei lusitani, tenterà di eguagliare l'impresa del Liverpool FC, che negli anni '70 vinse in due stagioni consecutive coppa UEFA e Coppa dei Campioni.
"Voglio quella coppa"
Per un tecnico con soli quattro anni di esperienza ad alti livelli, l'aver portato la propria squadra ad un traguardo simile è già un impresa incredibile. Mourinho tuttavia si riterrà soddisfatto solo dopo aver battuto l'AS Monaco FC. "Ad inizio stagione non ci aspettavamo di arrivare fin qui - ha spiegato il tecnico ai giornalisti presenti all'Arena Aufschalke -. Il nostro obiettivo era quello di vincere il campionato portoghese e raggiungere la fase ad eliminazione diretta della UEFA Champions League. Ora invece dobbiamo vincere il trofeo, perché voglio quella coppa".
L'importanza del collettivo
Nonostante la conquista della Coppa UEFA della scorsa stagione, pochi avrebbero pronosticato il Porto come finalista, alla ricerca della seconda vittoria dopo quella del 1987. Ora che sono in finale, i portoghesi vengono dati come favoriti da molti, ma Mourinho ha insistito sul fatto che entrambe le compagini hanno le stesse probabilità di vittoria. "Siamo due squadre piuttosto simili. Entrambe siamo giunte fin qui grazie all'ottimo lavoro svolto dal collettivo. Quando si gioca una competizione del genere e non si hanno a disposizione i dieci migliori giocatori al mondo, l'unico modo per vincere è quello di chiedere ai propri uomini di impegnarsi al massimo".
L'undici di partenza
Mourinho ha certamente saputo ottenere il meglio dai suoi uomini e l'undici che partirà titolare contro il Monaco non sarà molto diverso rispetto a quello che lo scorso maggio aveva affrontato il Celtic FC a Siviglia: Vítor Baía, Paulo Ferreira, Jorge Costa, Ricardo Carvalho, Nuno Valente, Costinha, Alenichev, Deco, Maniche, Capucho e Derlei.
Scelte offensive
Da allora sono passati 12 mesi e Mourinho si trova ora a dover decidere se Derlei dovrà essere affiancato da Benni McCarthy o da Carlos Alberto. I due avevano fatto coppia in attacco quando Derlei si era infortunato durante la fase ad eliminazione, ma ora che il talentuoso attaccante è tornato a disposizione, segnando anche il gol vittoria nella semifinale contro l' RC Deportivo La Coruña, la maglia da titolare fisso è tornata stabilmente sulle sue spalle.
Altre opzioni
A centrocampo Mourinho dovrà decidere se affidarsi a Pedro Mendes o a Dmitri Alenichev. Il tecnico ha dichiarato: "So che il Monaco ha preparato delle contromisure per entrambe le scelte, come del resto abbiamo fatto noi nei loro confronti. I miei giocatori sanno che cosa devono fare sia che debbano affrontare la coppia formata da [Fernando] Morientes e [Dado] Pršo, sia che si trovino davanti al solo Morientes, o ancora con [Ludovic] Giuly largo a destra o in appoggio alle punte. Tuttavia, visto che ancora non conosco il modulo che adotteranno, non posso certo rivelare il mio".
L'importanza dell'esperienza
Mourinho si aspetta una gara molto tattica, anche se in una finale le emozioni non mancano mai. Il tecnico portoghese è sicuro che l'esperienza di Siviglia è stata importante e ha affermato: "Stiamo vivendo una sorta di déjà vu e questo aiuterà i giocatori". Al contrario, l'unico uomo del Monaco con alle spalle un'esperienza diretta in una finale europea è Morientes, tre volte vincitore della Champions League con la maglia del Real Madrid CF.
Il trofeo più prestigioso
Tuttavia, neppure giocare una finale di coppa UEFA è come competere per la conquista del più prestigioso trofeo continentale, come ha sottolineato lo stesso Mourinho. "Questa è la partita più importante al mondo. Ai miei giocatori voglio soltanto dire di fare le stesse cose che hanno fatto negli ultimi due anni e mezzo, ricordando che certe gare non si vincono se non si riescono a controllare le proprie emozioni".
"La partita più importante al mondo"
Mourinho ha poi aggiunto: "Dobbiamo essere felici di trovarci a giocare la gara più importante al mondo, voglio che i miei giocatori lo capiscano e che in caso di sconfitta non si buttino giù. Ci siamo allenati benissimo per tutta la settimana e anche se la finale si giocasse oggi, saremmo pronti. Non è possibile prepararci in maniera ulteriore, per il momento non ci resta altro che goderci la nostra presenza in finale".