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Giovani tecnici crescono

L'età degli allenatori arrivati alle finali UEFA quest'anno indica il ricambio generazionale in corso.

di Simon Hart

La presenza di una squadra francese e di una portoghese nella finale di UEFA Champions League della settimana prossima è una ventata di aria fresca per il calcio europeo, ma è soprattutto la giovane età dei tecnici di AS Monaco FC ed FC Porto a farci accorgere del vento di cambiamento che sta soffiando su tutto il continente.

Giovani leoni
Due volte vincitore della Champions League da giocatore, Didier Deschamps ha la possibilità di aggiudicarsi il titolo da allenatore a soli 35 anni. Dall'altra parte della barricata a Gelsenkirchen c'è il 41enne José Mourinho, mentre la Coppa UEFA l'ha vinta invece il Valencia CF, guidato dal 44enne Rafael Benítez, battendo in finale l'Olympique de Marseille del 43enne José Anigo.

Brutta stagione
I giovani allenatori stanno dunque vivendo una stagione da ricordare. Marcello Lippi, Ottmar Hitzfeld e Sir Alex Ferguson, tre allenatori della vecchia guardia, hanno al contrario avuto una stagione assolutamente da dimenticare. Dopo aver vinto a ripetizione nell'ultimo decennio, Lippi (56 anni) e Hitzfeld (55) hanno terminato la stagione con un pugno di mosche in mano e si sono dimessi dalla guida di Juventus FC ed FC Bayern München. Il Manchester United FC di Sir Alex potrà invece consolarsi sabato prossimo vincendo la FA Cup in finale contro il Millwall FC, ma le macchie di una stagione negativa non se ne andranno per questo.

Pianificazione
Stiamo dunque assistendo all'emergere di un nuovo ordine calcistico? È vero che il belga Raymond Goethals aveva ben 71 anni quando portò il suo OM alla conquista della Champions League nel 1992/93, ma nella pur breve storia della competizione la media all'anagrafe dell'allenatore vincente è di 51 anni. Ferguson ha nuovamente intenzione di "pianificare a lungo termine e ricostruire una squadra che possa giocare insieme per alcuni anni", ma alla fine dell'anno in corso avrà 63 anni… Per quanto riguarda gli altri due allenatori citati prima, Lippi potrebbe non tornare mai più ad allenare una squadra di club, mentre Hitzfeld avrebbe deciso di prendersi un anno di riposo.

Mentalità giovane
Secondo il direttore tecnico UEFA Andy Roxburgh, la chiave è la mentalità, non l'età dell'allenatore. Prendiamo ad esempio il manager dell'Arsenal FC Arsène Wenger: ha 54 anni e mai come quest'anno le sue azioni hanno avuto una quotazione più alta. "Ritengo che la crème de la crème tecnica, sia che si tratti di giovani che di meno giovani, abbia una mentalità aperta e cerchi sempre di porsi in una situazione di vantaggio - ha spiegato Roxburgh a uefa.com -. Quando si perde questo approccio, allora si è fuori, a qualsiasi età".

L'esperienza ha il suo peso
L'essere giovani comunque non basta, ha aggiunto Roxburgh. I tecnici più anziani "hanno un'ampia esperienza dalla loro, conoscono tutte le mosse e i dettagli del gioco. L'unica domanda è: ne hanno ancora voglia? Sir Alex Ferguson sì, e anche Sir Bobby Robson è un perfetto esempio di entusiasmo mai sopito. Ovviamente ci sono pericoli da entrambe le parti: per un giovane quello di diventare precocemente troppo sicuro di se stesso, mentre per un allenatore anziano l'autocompiacimento è sempre dietro l'angolo".

Tutor saggi
Roxburgh riconosce che gli allenatori giovani, come ad esempio Deschamps e Mourinho, regalano al mondo del calcio due cose fondamentali, "lo spirito per l'avventura e l'energia". Ma poi avverte che non è il caso di generalizzare: Deschamps e Mourinho saranno pur giovani, ma hanno finora dimostrato di avere la volontà di imparare dai più esperti. "Mourinho ha lavorato con Bobby Robson e Louis van Gaal, e da entrambi ha preso molto. È un allenatore molto deciso e apprende la lezione molto velocemente. Proprio come Deschamps".

Meteore
Ora arriva per entrambi la parte più difficile: rimanere nel Gotha degli allenatori. Secondo Roxburgh, "il pericolo è quello di diventare una meteora. Si balla solo per una stagione, ma poi si rientra subito nel limbo insieme alla maggior parte dei tecnici". Ma questo non sembra proprio essere il destino dei giovani allenatori che hanno ben figurato quest'anno.

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