Gelsenkirchen nel mirino
martedì 20 aprile 2004
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Juan Carlos Valerón vuole portare il suo Deportivo alla finale di UEFA Champions League.
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di Luke Nicoli
Il centrocampista del RC Deportivo La Coruña, Juan Carlos Valerón, sostiene che la squadra spagnola non avrà mai più come quest’anno la possibilità di vincere la UEFA Champions League. Soprattutto dopo la clamorosa vittoria sull’AC Milan nei quarti di finale della competizione.
Grande ottimismo
La vittoria per 4-0 conquistata nella partita di ritorno al Riazor, che ha consentito di superare i rossoneri con il punteggio complessivo di 5-4, è entrata ormai nella storia della competizione. Proprio quella grande prestazione, secondo il nazionale spagnolo, ha portato una ventata di ottimismo in tutta la squadra nella fase di preparazione alla semifinale di andata di questa sera contro l'FC Porto.
‘Enorme iniezione di morale’
“Eliminare in quel modo i campioni in carica ci ha dato morale in vista della prima semifinale della nostra storia - ha dichiarato a uefa.com l'ex fantasista del Club Atlético de Madrid -. Negli ultimi tre anni il Deportivo ha giocato molte ottime partite, ma nessuna importante quanto quella disputata contro il Milan".
Alternativa spagnola
Nessuno poteva immaginare che saremmo arrivati fino a questo punto. Ora che ci siamo, però, dobbiamo cercare di vincere la Champions League. Per noi sarebbe molto importante vincere la più prestigiosa delle competizioni internazionali per club anche perché, per una volta, il trofeo andrebbe a una squadra spagnola diversa dal Real Madrid CF o dall'FC Barcelona”.
Gol fondamentale
Valerón ha ispirato la manovra spagnola contro il Milan. Inoltre, il colpo di testa con cui ha messo a segno il secondo gol del Deportivo al 35’ è stato fondamentale per la vittoria finale. La squadra doveva recuperare quattro reti e, sempre secondo Valerón, la mentalità vincente del complesso galiziano è stata importantissima per superare l’ostacolo.
Colpito a freddo
“Penso che i giocatori del Milan dessero per scontato il passaggio del turno. Per questo non sono stati in grado di reagire alla determinazione con cui abbiamo giocato quella sera - ha spiegato il 28enne centrocampista -. Eravamo fiduciosi in un risultato positivo e il gol messo a segno nella fase iniziale ci ha dato la fiducia per mirare alla vittoria. Un altro segreto del successo è che non abbiamo dato ai nostri avversari la possibilità di giocare o di mantenere il possesso di palla”.
Sicuri di vincere
“Dopo che io ho messo a segno il secondo gol, abbiamo creduto davvero che potevamo farcela. Avevamo la possibilità di conquistare una vittoria di portata storica. Quando Alberto Luque ha messo a segno il 3-0 abbiamo continuato a giocare con la massima concentrazione. Sapevamo di essere sicuramente in grado di passare il turno”.
La minaccia Porto
Adesso, però, c’è il Porto, detentore della Coppa UEFA, tra il Deportivo e la finale alla AufSchalke Arena di Gelsenkirchen il 26 maggio. Dopo essersi qualificata nel Gruppo F insieme al Real Madrid CF, la squadra portoghese ha eliminato Manchester United FC e Olympique Lyonnais per giungere a questo derby iberico.
Il pericolo Deco
Valerón non sottovaluta il Porto e in particolare il suo regista Deco e l’abilità del tecnico portoghese José Mourinho. “Mourinho conosce molto bene il campionato spagnolo e sa come giochiamo. Deco è un giocatore al quale si deve stare molto attenti”.
Gli avversari in finale
Se il pronostico di Valerón dovesse avverarsi, e se il Deportivo si qualificasse per la finale, questo sarebbe il giorno più grande nella storia del club, fondato 98 anni fa. L’avversario in finale sarebbe il Chelsea FC o l’AS Monaco FC. Ma se la squadra galiziana sarà della partita, a Valerón non farà paura nessuna delle due squadre.
Sfidanti di primo piano
Contro il Monaco in trasferta abbiamo subito otto gol, prova eloquente di quanto sia forte. Anche il Chelsea, però, è una squadra difficile da battere – ha detto -. Sembra che quest’anno non riusciremo a vincere la Primera División, ma conquistare la Champions League sarebbe una bella consolazione!”.