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Il Real perde tutto?

Dai sogni di una fantastica tripletta campionato-Champions-Copa del Rey, il Real Madrid rischia di restare con un pugno di mosche.

di Andy Hall

Dopo un brillante avvio di stagione, il Real Madrid CF sembra essere in crisi proprio sul più bello. Sembrava che i Galácticos dovessero fare tripletta campionato-Champions League-Copa del Rey. E invece… nel giro di tre settimane il Real è stato eliminato da due competizioni e nella Liga le cose si sono maledettamente complicate.

Copa del Rey
La caduta del Real comincia il 17 marzo con la sconfitta 3-2 in finale di Copa del Rey contro il Real Zaragoza. Il Real ci teneva a sollevare un trofeo che mancava da ben undici anni dalla sua bacheca. La sconfitta sembra aver invece solo innescato una spirale negativa irreversibile.

Eliminazione europea
In Champions League, apparentemente spento dal punto di vista fisico e caratteriale, il Real si è fatto eliminare (per la regola dei gol segnati in trasferta) dall'AS Monaco FC nei quarti di finale, sprecando il vantaggio di due reti dell'andata. Sembra che alla fine uno dei giocatori abbia detto: "Era il quarto di finale più facile degli ultimi anni. E l'abbiamo sprecato".

Sempre peggio
Tre giorni dopo l'eliminazione dalla Champions, Real in caduta libera. Perde 3-0 in casa contro il CA Osasuna in Primera División. Non solo la prima sconfitta in casa da un anno a questa parte, ma "la" sconfitta che permette al Valencia CF di diventare capolista a sei giornate dalla fine. E il Real deve affrontare ancora niente meno che Club Atlético de Madrid, FC Barcelona e RC Deportivo La Coruña.

Oltre al danno…
… le beffe! Batoste tutte dovute proprio a ex giocatori del Real (anche se solo in prestito). Savio Bortolini e Dani García nel Saragozza, Fernando Morientes nel Monaco e Valdo nell'Osasuna. I tifosi del Santiago Bernabéu sono tutt'altro che contenti, e ne hanno ben donde...

Fragilità difensiva
In effetti la tifoseria non ha tutti i torti. Il Real ha vinto molto nelle ultime stagioni, ma quella ormai sembra essere acqua passata. La bravura del giovane portiere Iker Casillas non può più nascondere le tante lacune di una difesa quanto mai ballerina.

Sempre e solo attaccare…
Il Real è sempre stato una squadra votata all'attacco, per lo spettacolo. Sfidando la massima secondo cui le grandi squadre hanno sempre grandi difese. Negli ultimi anni la retroguardia è stata quanto meno trascurata per rinforzare sempre e solo l'attacco. Basti ricordare gli acquisti di Luís Figo, Zinedine Zidane, Ronaldo e David Beckham.

L'esodo dei difensori
La difesa, intanto, si sguarniva: in rapida successione partivano Rafael Alkorta, Iván Campo e Aitor Karanka. Il non più giovane capitano Fernando Hierro veniva scaricato alla fine della scorsa stagione, considerato appunto… troppo vecchio. E in questa stagione il Real ha subito in campionato 42 reti. Praticamente il doppio rispetto al Valencia.

E il turnover?
Un'altra critica mossa all'allenatore Carlos Queiroz: troppo poco turnover. Come Vicente del Bosque, suo predecessore, il tecnico portoghese ha spremuto i "Golden 11" finché ha potuto, limitando però troppo le possibilità per i giovani madridisti.

L'inesperienza si paga
Una pecca messa in evidenza dalla trasferta del Real a Monaco in Champions League. È stato infatti schierato il giovane difensore Álvaro Mejía: giocatore di talento, pare, ma di troppa poca esperienza per reggere una difesa già scricchiolante. Senza parlare poi di Borja Fernández messo inutilmente al posto dello squalificato David Beckham.

La dura realtà
E se arrivassero altre sconfitte prima che gli uomini di Queiroz riescano a ritrovarsi? Un periodo disastroso ha insegnato una dolorosa lezione. Intendiamoci, il Real Madrid rimane una squadra formidabile. Ma se non saranno risolti i problemi difensivi, avversari più umili e determinati saranno sempre pronti ad approfittare del tallone di Achille dei Galácticos.