La notte di Redondo
mercoledì 12 marzo 2003
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Il centrocampista del Milan torna al Santiago Bernabéu dopo quasi tre anni.
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Di María Bretones
Fernando Redondo sa che nel calcio non c’è spazio per i sentimenti. Nell’estate del 2000, due mesi dopo aver contribuito in maniera determinante alla conquista della UEFA Champions League da parte del Real Madrid CF, l’elegante centrocampista argentino fu ceduto all’AC Milan.
Il pasticcio madridista
Il presidente madrilista Florentino Pérez, rivelò la volontà dell'allora 31enne nazionale argentino di lasciare il Real e completare il trasferimento da 8 milioni di euro in Italia. Nel frattempo un incredulo Redondo sosteneva pubblicamente il contrario.
Grave infortunio
Senza avere neppure il tempo per dire 'adios' al pubblico spagnolo, Redondo si trovò a Milano e lontano dai campi di gioco per due anni a causa di un grave infortunio al ginocchio destro, patito durante la preparazione estiva.
Nessun risentimento
Arrivarono poi ulteriori complicazioni, culminate con altri due interventi chirurgici. Redondo è tornato in campo solo nel dicembre del 2002. Ora, in vista di un emozionante ritorno al Santiago Bernabeu di Madrid per la partita con il Real, il “principe” rivela di non nutrire alcun risentimento nei confronti della sua ex squadra.
"Notte speciale"
"Sento ancora qualcosa di speciale per Madrid - ha detto Redondo -, faccio ancora il tifo per loro e non vedo l’ora di rivedere i miei vecchi compagni di squadra, anche se sarà strano vederli indossare una maglia diversa dalla mia. Detto questo, è inutile sottolineare che sarà una notte speciale per me".
Nessuna amarezza
Ma se Redondo confessa amore eterno per la squadra, non altrettanto si può dire per i quadri dirigenziali del Real Madrid. Comunque l'argentino non manifesta alcuna amarezza, neanche nei confronti del presidente Perez: "Questo è il calcio, con le sue regole, e probabilmente era finita un’era per me - ha detto -, mi sarebbe piaciuto lasciare il club in un modo migliore, ma non posso incolpare il presidente per questo".
Emozioni contrastanti
Una vittoria del Milan a Madrid potrebbe significare l’uscita di scena dalla competizione della squadra più costosa del mondo. Una prospettiva che lascia in Redondo emozioni contrastanti. "E’ ovvio che vogliamo vincere, ma non li vogliamo fuori dalla competizione - ha dichiarato -, a dire il vero, mi piacerebbe incontrare di nuovo il Real in finale. Sono convinto che ce la faranno a qualificarsi".
"Ricchi di stelle"
Redondo, che continua a considerare l’attuale capolista del campionato spagnolo la più forte squadra in Europa, ammette che avrebbe giocato volentieri insieme ai vari Ronaldo, Luis Figo e Zinedine Zidane. "E’ una squadra ricca di stelle e mi sarebbe piaciuto farne parte. Ma ho già vissuto la mia bella esperienza a Madrid e non ho rimpianti".
Un personaggio popolare
Pur essendosi ricostruito la carriera a Milano, Redondo continua a godere di grande popolarità nella capitale spagnola. “Possiedo tuttora una casa a Madrid - ha detto -, e ogni volta che ci vado mi accorgo di non essere stato dimenticato. Ora ho l’occasione per salutare i tifosi, cosa che non sono riuscito a fare due anni fa".
Debito di riconoscenza
Anche se il suo cuore rimane sempre a Madrid, l’ex stella di AA Argentinos Juniors e CD Tenerife è conscio delle sue attuali responsabilità come giocatore del Milan. La società rossonera, la scorsa settimana, gli ha prolungato il contratto per un’altra stagione. "Ho passato momenti difficili, ma non ho mai pensato di mollare tutto - ha concluso Redondo -, amo il calcio e non ho mai voluto chiudere la mia carriera in malomodo. Ho ancora un debito di riconoscenza nei confronti dei tifosi del Milan".