Il Ct dell'Ungheria, Marco Rossi, sugli avversari del Gruppo A, sulla sua filosofia di gioco e su Dominik Szoboszlai – l'intervista
mercoledì 12 giugno 2024
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"Il talento deve essere liberato, non trattenuto", spiega il Ct dell'Ungheria, Marco Rossi, in vista di EURO 2024.
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Marco Rossi sembra più che pronto per la sua seconda fase finale di EURO come allenatore. Il 59enne italo-ungherese ha assunto la guida dell'Ungheria nel 2018 e ha qualificato la nazionale a EURO 2020 ottenendo prestigiosi pareggi nelle qualificazioni contro Francia e Germania in un girone estremamente difficile che comprendeva anche gli ex campioni del Portogallo.
Rossi ha parlato a UEFA.com di cosa si aspetta da EURO 2024, della sua ammirazione per il centrocampista Dominik Szoboszlai e di come gli piace far giocare le sue squadre.
Ricordi ed emozioni di EURO 2020
Sono ricordi bellissimi. Ricordo in particolare la partita contro la Germania, e sento ancora la mia giacca fradicia, perché a un certo punto ha iniziato a piovere. Alla fine ci sembrava di avercela quasi fatta. Credo che mancassero dieci minuti quando [Leon] Goretzka ha segnato il gol del 2-2 e ha infranto i nostri sogni".
Spero che non si ripeta questa volta, perché sembra che ci sia sempre la Germania nel nostro cammino. Li abbiamo avuti anche nel girone di Nations League. Sono diventati i nostri avversari abituali. Speriamo di avere la stessa fortuna che abbiamo avuto nelle ultime tre partite contro di loro [V1 P2].
Sulla sua filosofia di gioco
Credo che ogni squadra debba essere organizzata e disciplinata tatticamente per avere una forte identità, soprattutto in fase di non possesso e subito dopo aver perso la palla. Ci sono dei principi fondamentali da rispettare quando si parla di possesso palla, ma i miei giocatori sono assolutamente liberi di scegliere le zone del campo che preferiscono.
Credo che il talento debba essere liberato, non trattenuto. A seconda delle scelte che facciamo in attacco, quando perdiamo il possesso e non possiamo attaccare di nuovo, dobbiamo adattare la nostra difesa.
Su Dominik Szoboszlai
Il futuro di Dominik era scritto nelle stelle. Fin dall'età di 15 anni, tutti lo tenevano d'occhio per farlo diventare un potenziale giocatore della nazionale. Credo che ciò che lo contraddistingue sia la sua grande autostima e sicurezza. Si tratta di autostima e fiducia nei propri mezzi, non di arroganza. È qualcosa che deriva dalla percezione che ha del proprio talento e soprattutto dalla consapevolezza del lavoro che svolge.
Sugli avversari del Gruppo A
La Germania giocherà in casa e i suoi tifosi vorranno che vinca. Storicamente sono abituati a vincere e in questo Europeo hanno la grande possibilità di festeggiare il successo in casa. Le altre due squadre [Scozia e Svizzera] sono più al nostro livello in un certo senso. Non voglio sbilanciarmi sulla Germania, anche se non credo che riuscirà a fare nove punti.
Contro la Scozia e la Svizzera, molto dipenderà dalla nostra posizione in queste partite. Ma con le nostre caratteristiche individuali, abbiamo buone possibilità contro queste due squadre.