
Centinaia di tifosi ad applaudire, l’onore di un ricevimento al Quirinale al cospetto del presidente della Repubblica. A UEFA EURO 2012 l’Italia si è fermata all’ultimo ostacolo, cedendo di schianto in finale a una Spagna che si è confermata al top del calcio non solo europeo, ma mondiale. L’accoglienza riservata agli Azzurri al loro rientro dall’Ucraina e dalla Polonia conferma però il concetto espresso da Cesare Prandelli nella conferenza stampa conclusiva a Cracovia: questa è una nazionale che ha fatto sognare l’Italia.
L’aereo che ha riportato la squadra a Roma è atterrato all’aeroporto di Fiumicino poco prima delle 18 e i giocatori, appena scesi dalla scaletta, sono stati accolti dall’applauso di un centinaio di operatori dello scalo aeroportuale. Il pullman azzurro è stato invece preso d’assalto dai tifosi, che in preda all’entusiasmo hanno “travolto” d’affetto Gianluigi Buffon e compagni, oltre a intonare cori di incitamento a Prandelli.
Poi tutta la delegazione azzurra si è diretta al Quirinale per l’incontro con il presidente Giorgio Napolitano, che aveva assistito dal vivo all’esordio dell’Italia all’Europeo (1-1 a Danzica con la Spagna lo scorso 10 giugno) e con il quale si è instaurato un grande ‘feeling’. Al capo dello stato Buffon, capitano della nazionale, ha regalato la medaglia d’argento ricevuta ieri allo stadio Olimpico di Kiev; Andrea Pirlo e Mario Balotelli gli hanno inoltre donato un gagliardetto e un pallone, entrambi autografati da tutti i giocatori che in precedenza lo stesso Buffon aveva presentato uno ad uno.
“Siamo qui per dirle grazie”, ha detto a Napolitano il presidente della FIGC, Giancarlo Abete, “per come ci ha accompagnato in questa avventura europea. Siamo soddisfatti e sereni, perché pensiamo di aver fatto tutti il nostro dovere e di aver onorato il nostro Paese. Le siamo grati per l’invito, ci avete fatto sentire vicinanza”.
“Grazie dell’invito a prescindere, ci ha aiutato a sopportare una sconfitta”, ha detto a sua volta Prandelli rivolgendosi al presidente della Repubblica, “Siamo orgogliosi di aver rappresentato l’Italia con i valori che lei nella lettera commovente che ci ha mandato ha descritto. Grazie di cuore”.
“La cosa importante è che quelle parole valgono dopo Kiev come valevano esattamente prima di Kiev, perché esprimevano un riconoscimento che è mio, delle istituzioni e di milioni di italiani”, ha voluto sottolineare Napolitano nel suo intervento, “Quando siete partiti sapevamo le tensioni e le cadute che ha conosciuto e sta ancora attraversando il mondo del calcio: avete ottenuto risultati straordinari che pochi potevamo mettere in conto, anche se c’è ancora molta strada da fare come dice il Ct. Credo sono stato in grado di cogliere la passione che vi anima”.
In precedenza Prandelli aveva parlato a Casa Azzurri per l’ultima conferenza stampa in terra polacca. "Possiamo essere orgogliosi di questa Italia, siamo soddisfatti perché siamo andati oltre l’aspetto sportivo e abbiamo proposto un gioco piacevole”, ha detto, “Abbiamo regalato un sogno all’Italia, pur partendo senza grandi aspettative”.
Il Ct aveva anche lanciato un invito al rinnovamento. “Siamo in un Paese vecchio, con modalità e strutture vecchie: noi abbiamo provato a cambiare, è una necessità”, ha sottolineato, “Può essere un esempio anche per il Paese. Questo è un progetto vincente per tutto il calcio, ma bisogna convincere tutti. Se devo limitarmi a fare tre allenamenti ogni otto mesi, diventa dura fare il mio lavoro…”.
Prandelli, comunque, continuerà il progetto tecnico con la nazionale: sarà lui a guidare l’Italia alla qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA 2014 in Brasile. "Se non avesse sciolto i dubbi, avrei protestato!", ha scherzato Napolitano. “La partita di ieri non ci ha lasciati indifferenti – ha detto da parte sua Buffon arrivando a Fiumicino – perdere così fa male, ma in precedenza avevamo giocato cinque partite di livello. E’ giusto che questo progetto vada avanti con Prandelli”. Ora le meritate vacanze, poi tutti di nuovo a lavoro.
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