
Il primo esame è superato. Quindi l’Italia merita una promozione… All’indomani della vittoria – la prima a UEFA EURO 2012 – contro la Repubblica d’Irlanda, valsa la qualificazione ai quarti, Cesare Prandelli assegna un bel 7 agli Azzurri e ne elogia lo spirito di squadra. La rivale di domenica a Kiev si conoscerà solo questa sera, ma secondo il Ct è già arrivato un segnale forte.
“All’Italia do un voto alto, per vari motivi”, spiega l’ex tecnico di Parma FC e ACF Fiorentina nella conferenza stampa a Casa Azzurri, “Primo perché all’esordio abbiamo trovato la squadra più forte degli ultimi anni, destinata a vincere ancora per tanto tempo, e abbiamo fatto molto bene. Contro la Croazia abbiamo proposto per 60 minuti un ottimo calcio, poi un lancio lungo ci è costato il pareggio e ha messo in discussione la qualificazione. Infine abbiamo incontrato un’Irlanda caratterialmente forte e senza nulla da perdere: normale poter soffrire, ma abbiamo dato un segnale forte e abbiamo retto. Il voto alto è anche per lo spirito che questi ragazzi stanno creando, un 7 ci può stare…”.
Anche se forse la prestazione contro la squadra di Giovanni Trapattoni è stata la meno convincente delle tre del Gruppo C. “E’ stata l’Italia meno bella dell’Europeo ma per i primi 23 minuti”, precisa Prandelli, “Ma anche in quel periodo la squadra con determinazione cercava le situazioni che ci hanno permesso di mettere in difficoltà l’Irlanda. La preparazione della gara è stata improntata su questo, sull’accettare queste palle lunghe, riconquistarle e poi giocare. Poi la partita l’abbiamo fatto per vincerla, la mentalità offensiva è stata quella giusta”.
Battendo l'Ucraina e grazie alla sconfitta della Francia, l'Inghilterra ha vinto il Gruppo D: sarà la nazionale di Roy Hodgson che contenderà all’Italia la semifinale. “Ha un impianto di gioco collaudato”, riflette Prandelli, “L’Inghilterra sta trovando un equilibrio importante, caratterialmente la conosciamo e non molla nemmeno una rimessa laterale; hanno trovato giocatori di buona fantasia”.
La passione per l’Azzurro non tramonta mai: in 20 milioni hanno seguito la partita incollati al televisore. “Una bella cosa”, ammette il Ct, “vuol dire che questa Italia fa innamorare e funziona”. Le luci della ribalta sono per Antonio Cassano e Mario Balotelli, che si sono sbloccati e hanno regalato agli Azzurri il passaggio del turno: ma Prandelli non dimentica il gruppo… “Secondo me – spiega – in questo momento è importante lo spirito di squadra, anche se sappiamo che abbiamo giocatori che possiedono qualità. Ma la cosa che determina questo cammino è che tutti i giocatori chiamati in causa stanno dando il 100%. Questa per me è una cosa straordinaria, nessuno si risparmia su nulla o fa calcoli. C’è grande rispetto per la squadra, si corre e si è generosi”.
L’argomento più gettonato della conferenza stampa, non una novità, è Balotelli e la sua ‘curiosa’ reazione al gol. “Ho avuto coraggio a farlo entrare”, osserva il tecnico Azzurro, “ma è stato calcolato perchè giocatori come lui nelle difficoltà tirano fuori il meglio…Ha fatto quello che gli abbiamo chiesto, lo ha fatto bene e con generosità. Il sorriso? Deve essere spontaneo, come le emozioni, e se lo prepari non funziona mai. E’ un corpo estraneo? Lui è così…è legato ai momenti e all’umore. Fondamentalmente è un ragazzo d’oro: il giorno che si renderà conto che nessuno gli vuole del male, ma siamo qui tutti per farlo crescere allora avremo in casa un campione”.
All’attaccante del Manchester City FC è partita qualche parola di troppo dopo aver segnato il 2-0 e Leonardo Bonucci si è affrettato a ‘tappargli’ la bocca. “Anche lì si è visto lo spirito di squadra”, l’analisi di Prandelli, “E’ stata una forma protettiva: è giusto che certe cose che si hanno dentro si gestiscano in modo personale, ho trovato bello il gesto di Bonucci. Se Mario ce l’aveva con me? Non lo so, ma glielo chiederò sicuramente”.
Il Ct svela anche un retroscena sui cambiamenti di modulo. “Inconsciamente la squadra nell’amichevole persa contro la Russia prima dell’Europeo ha giocato come se difendessimo a tre, l’ho rivista tante volte - rivela - A quel punto ho pensato alla tranquillità dei miei giocatori, ma volevo un giocatore universale, come De Rossi, che garantisse costruzione anche da dietro: con lui dietro non ho assolutamente perso un giocatore nelle prime due partite, è stato tra i migliori in campo. Poi abbiamo capito che il problema non era la difesa a tre, ma all’allenamento che ci mancava. Ora, con la protezione del centrocampo, il reparto arretrato va molto bene. E quello di ieri è un centrocampo di grande qualità, in cui magari Pirlo ha commesso errori inusuali”.
Quanto ad Alessandro Diamanti, 'fresco' di esordio all'Europeo, Prandelli lo definisce un giocatore “importante, sempre uno dei migliori in allenamento da quando abbiamo iniziato la preparazione a Coverciano. Era penalizzato dal modulo 3-5-2, ha temperamento e voglia di mettermi in difficoltà”. Infine la conferma della filosofia: "La nostra squadra deve cercare di giocare, avere un’idea, non limitarsi a cercare il risultato". Anche domenica contro gli inglesi.
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