Buffon e l’Italia vogliono stupire
venerdì 22 giugno 2012
Intro articolo
"Non siamo i più forti, questa è la verità, ma non partiamo battuti con nessuno: siamo qui per stupire che significa non porsi limiti", dice il capitano dell'Italia. "Contro l'Inghilterra sfida equilibrata, Cassano ha doti da leader".
Contenuti top media
Corpo articolo
La sfida con l’Inghilterra nei quarti, per lui sarà “equilibratissima”. Non crede che l’Italia possa vincere UEFA EURO 2012, ma che debba ancora migliorare “per proseguire” questo torneo. Gianluigi Buffon, però, è venuto in Polonia e Ucraina insieme ai suoi compagni “per stupire” e ha tutte le intenzioni di farlo anche domenica a Kiev, nella sfida che vale la semifinale.
Dopo il successo contro la Repubblica d’Irlanda, “ho detto che non credo di vincere l’Europeo perché se avessi detto il contrario, sarei stato da ricoverare”, ricorda il capitano in conferenza stampa a Casa Azzurri, “Ora siamo in otto, con Spagna e Germania ancora in lizza: esporsi in maniera perentoria è da presuntuosi. La Spagna è due spanne sopra tutti, la Germania una spanna sopra tutte le altre. Non siamo i più forti, questa è la verità, ma non partiamo battuti con nessuno e lo sappiamo”.
Il numero 1 ricorda gli obiettivi con cui l’Italia è arrivata all’Europeo. “Volevamo riscattare la magra figura fatta in Sudafrica al Mondiale e stupire, che significa non porsi limiti – spiega – Volevamo rendere orgogliosi di noi i nostri tifosi: speriamo di essere all’altezza della situazione”. Quanto alle certezze della squadra di Cesare Prandelli, per Buffon “sono che siamo tra le prime otto d’Europa e che non abbiamo mai perso in un girone non facile, conquistando 5 punti: bisognerà però migliorare ancora per sperare di proseguire questo torneo e levarsi molte soddisfazioni”.
Poi l’obiettivo si sposta sull’Inghilterra. “Di ricordi storici ce ne sono, quello più forte è il Mondiale 1990 anche se la partita non contava molto”, racconta sfogliando l’album, “Strada facendo ci sono state quelle delle qualificazioni all’Europeo, dove l’Inghilterra arrivò prima a scapito dell’Italia grazie allo 0-0 di Roma, e per quanto mi riguarda due amichevoli, entrambi vinte, una a Torino e l’altra a Leeds. In competizioni importanti non l’ho mai affrontata: sarà la prima volta, mi auguro non l’ultima e soprattutto che sia felice”.
Chi parte favorito? “L’Italia ha un grande pregio, che è anche un grande difetto: mette in equilibrio tutte le partite, sia che giochi con squadre più forti sia che affronti quelle deboli”, il parere del capitano, “Con l’Inghilterra partiamo con 50% di possibilità di vincere per entrambe, sarà una partita in cui gli episodi faranno la differenza. Penso sia una partita equilibratissima e alla pari, non vedo favoriti. Percorso fatto e storia degli ultimi anni dicono che sia noi sia loro siamo in cerca di conferme e di riprenderci un po’ di quel prestigio venuto meno negli ultimi 3/4 anni”.
A chi gli chiede se Joe Hart, il numero 1 della nazionale di Roy Hodgson e compagno di Mario Balotelli nel Manchester City FC, possa diventare il più forte del mondo, Buffon risponde: “Penso che lui, Manuel Neuer e Salvatore Sirigu siano i tre portieri che possono segnare un’epoca molto importante nel calcio internazionale. Per il portiere la differenza tra essere uno normale e un campione sta in tante piccole cose, prima fra tutte cercare di sbagliare meno possibile. Poi ci sono tante altre componenti secondarie”.
In Inghilterra già si parla di sfida decisa ai rigori “Ci sono andato tre volte, due ho vinto (finale della Coppa del Mondo FIFA 2006 contro la Francia e finale Campionato Europeo UEFA Under 21 1996 contro la Spagna) e una ho perso (ai quarti di UEFA EURO 2008 contro la Spagna)”, precisa Buffon ricordando il suo bilancio in Azzurro, “Per le nostre coronarie sarebbe cercare meglio di chiudere prima la pratica…”.
Quanto a Wayne Rooney, ritornato e subito decisivo per la squadra di Hodgson nella sfida contro l’Ucraina, per il capitano dell’Italia rappresenta un giocatore che “per carisma ed esempio che dà in campo è un trascinatore: secondo me l’Inghilterra con lui, [John] Terry, [Steven] Gerrard e [Ashley] Cole ha gente navigata che sa come si fa a vincere. Questo può pesare nelle gare”.
Nell’Italia però si è sbloccato Antonio Cassano… “Con lui”, assicura il portiere dell’Italia, “c’è un rapporto di stima e amicizia calcistica, non abbiamo mai giocato insieme ma c’è affinità: mi piace la sua sana follia e il suo modo stravagante e forte di esprimersi. Possiede dentro di sè doti di leadership molto importanti che probabilmente neanche lui conosce. Sia in campo sia fuori è un vero valore aggiunto”.
Prima di dedicare la fine della conferenza stampa (lo aveva ricordato anche in apertura) al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si definisce “figlio di questo tempo” per spiegare il feeling con i social network e svela che questa sera studierà in video, insieme con Morgan De Sanctis e Sirigu, come l’Inghilterra calcia i rigori: Buffon e l’Italia sono pronti a superare un altro esame…