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Il successo del Celtic parte da lontano

Pubblicato: Martedì, 27 novembre 2012, 17.33CET
Aiden McGeady è uno dei tanti giocatori di qualità cresciuti nel vivaio del Celtic, un club che punta alla valorizzazione dei giovani talenti come ci rivela Champions Matchday.
Il successo del Celtic parte da lontano
La statua di Jock Stein che campeggia all'esterno del Celtic Park ©Getty Images
 
 
 
Pubblicato: Martedì, 27 novembre 2012, 17.33CET

Il successo del Celtic parte da lontano

Aiden McGeady è uno dei tanti giocatori di qualità cresciuti nel vivaio del Celtic, un club che punta alla valorizzazione dei giovani talenti come ci rivela Champions Matchday.

Una volta Jock Stein disse che la maglia del Celtic FC non è per tutti. "Persino a livello giovanile, questi colori possono essere pesanti da portare", gli ha fatto eco Chris McCart, che nel 2008 è succeduto a Tommy Burns in qualità di responsabile del settore sviluppo giovanile del club di Glasgow.

"Lo scopo del nostro settore giovanile è creare giocatori per la UEFA Champions League - ha spiegato l'ex difensore del Motherwell FC -. Offriamo a questi ragazzi la migliore assistenza tecnica, scientifica e medica, oltre alla migliore formazione scolastica, per metterli nelle condizioni di arrivare a giocare in prima squadra".

Negli anni '60, il settore giovanile del Celtic era un'autentica fucina di talenti. La squadra campione d'Europa del 1967 era interamente formata da giocatori nati nel raggio di 50 km dal Celtic Park e anche se McCart ha ammesso che non sarà facile toccare nuovamente simili vette, il passato resta una grande fonte di ispirazione: "Il Celtic per tradizione ha sempre giocato un calcio avvincente e anche oggi intendiamo tenere fede a quella filosofia. Ci interessa sviluppare un certo tipo di calcio, non vincere ad ogni costo".

Il vivaio del Celtic è suddiviso in tre aree per fascia d'età: junior, inermedia e pro. Dopo aver completato la trafila, i ragazzi approdano in prima squadra o sono liberi di cercarsi un contratto altrove.

Nel corso del primo anno in carica di McCart, il direttore generale del club Peter Lawwell ha fatto visita a molti dei più grandi club d'Europa, come AFC Ajax, SL Benfica e AC Milan, per trarre ispirazione dai loro metodi. "Volevamo essere certi di partire con le basi giuste - ha spiegato -. Se non fossimo partiti bene dall'inizio, non saremmo mai riusciti a portare a termine il progetto come lo avevamo ideato".

Uno dei punti-chiave della strategia del Celtic  è stato quello di rafforzare le relazioni con gli istituti scolastici locali: "Abbiamo creato una convenzione con la St Ninian's High School di Kirkintilloch e per noi è stato un vero successo. I ragazzi del nostro vivaio che provengono dalla Scozia occidentale frequentano l'istituto, che si trova vicino al centro di allenamento di Lennoxtown, e in questo modo possono usufruire di un'educazione scolastica a tempo pieno oltre che di un'adeguata formazione calcistica. Uno di loro, Paul George, è già approdato in prima squadra".

Uno dei momenti più belli vissuti recentemente da McCart è coinciso con l'esordio in UEFA Champions League alla Giornata 1 di James Forrest, nato a Prestwick ed ex raccattapalle al Celtic Park: " ball boy, make his UEFA Champions League debut this season on matchday one. "James è un modello per i ragazzi del vivaio. In lui vedono quello che ce l'ha fatta e sanno di avere anche loro una buona occasione. Se c'è il talento, la chance arriverà anche per loro.

La versione completa di questo articolo compare nell'ultima edizione di Champions Matchday, disponibile in versione digitale su Apple Newsstand o Zinio, nonché in formato cartaceo. E' possibile seguire la rivista su Twitter @ChampionsMag.

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Ultimo aggiornamento: 03/12/12 10.30CET

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