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Una vita per l'Ajax

Pubblicato: Domenica, 4 novembre 2012, 10.44CET
Frank de Boer, vincitore della UEFA Champions League con l'Ajax nel 1995, tenta l'impresa anche da allenatore e parla del famoso vivaio della squadra di Amsterdam, oltre che delle sue prospettive nella fase a gironi.
Una vita per l'Ajax
Frank de Boer parla a Champions Matchday del passato, del presente e del futuro dell'Ajax ©Getty Images
 
 
 
Pubblicato: Domenica, 4 novembre 2012, 10.44CET

Una vita per l'Ajax

Frank de Boer, vincitore della UEFA Champions League con l'Ajax nel 1995, tenta l'impresa anche da allenatore e parla del famoso vivaio della squadra di Amsterdam, oltre che delle sue prospettive nella fase a gironi.

Il tecnico dell'AFC Ajax, Frank de Boer, sa cosa significa vincere la UEFA Champions League, essendoci riuscito nel 1995 dopo una carriera che lo ha visto partire dalle giovanili della squadra di Amsterdam. Ora, l'ex nazionale olandese cerca di raggiungere gli ottavi da allenatore e parla a Champions Matchday dell'importanza del famoso vivaio e delle prospettive dei lancieri nel Gruppo D.

Hai vinto la UEFA Champions League nel 1995 e la maggior parte dei giocatori arrivava dal vivaio. Qual è il segreto di questa società?
Il modo di investire sui giovani. Puntiamo sempre di più sul vivaio, soprattutto in questo periodo di crisi, e abbiamo capito che è la vera essenza dell'Ajax: è andata bene per anni, ma si può sempre migliorare.

Quanto è importante il vivaio al giorno d'oggi?
Molto, e negli ultimi due anni è stato diretto da Johan Cruyff. Lui ha chiarito che la filosofia dell'Ajax è sempre stata questa e deve rimanere intatta, per il club e per la sua immagine in tutto il mondo.

Perché la squadra del 1995 era così speciale?
La chiave erano i giocatori: c'erano veri campioni, anche se in quel momento non erano così conosciuti. Eravamo una squadra molto unita ci conoscevamo benissimo. I giocatori non sono stati venduti dopo due anni ed è stato possibile costruire una vera squadra. Il merito è stato anche di Louis van Gaal.

È possibile confrontare la squadra di oggi con quella di allora?
Noi giocavamo con un No10, che poteva essere Jari Litmanen o Dennis Bergkamp, mentre ora giochiamo con due trequartisti e un giocatore di supporto, ma la filosofia è la stessa: creare triangoli, cercare di essere in superiorità numerica a metà campo e rendersi pericolosi in questo modo.

Ci sono giovani lasceranno il segno in questa stagione?
Tobias Sana, che gioca da esterno e arriva dalla Svezia, ci ha sorpresi. Derk Boerrigter è un attaccante ancora giovane, ma in generale ha destato una buona impressione. Il terzino destro Ricardo van Rhijn sembra esperto, ma è arrivato da poco in prima squadra ed è già in nazionale.

Che cosa è andato storto nella gara persa per 4-1 in casa contro il Real Madrid CF?
Contro il Real e il Borussia Dortmund non abbiamo avuto fortuna. Abbiamo dominato nel possesso palla, ma non siamo riusciti ad andare in vantaggio. Non puoi permetterti di sbagliare contro squadre come quelle, perché alla fine ti presentano il conto.

Come siete riusciti a battere il Manchester City FC?
Per alcune fasi abbiamo giocato un buon calcio, anche se affrontavamo una grande squadra. Abbiamo dimostrato quello che volevamo fare. Mi arrabbio quando la gente dice che abbiamo vinto perché gli altri hanno giocato male. I nostri giocatori hanno dominato, mentre il City non ha saputo rispondere.

Ultimo aggiornamento: 05/11/12 1.10CET

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