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Porto, tutte le carte in regola

Pubblicato: Martedì, 25 maggio 2004, 20.30CET
La strada verso la finale: Con una grande stagione europea, il club portoghese ha dimostrato di meritare la finale.

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Pubblicato: Martedì, 25 maggio 2004, 20.30CET

Porto, tutte le carte in regola

La strada verso la finale: Con una grande stagione europea, il club portoghese ha dimostrato di meritare la finale.

Dai tempi del Liverpool FC, a metà degli anni ’70, nessun club è riuscito nell’impresa di vincere la Coppa UEFA e Coppa dei Campioni d’Europa in due stagioni successive. Dopo un inizio altalenante, l’FC Porto è a un passo dal diventare la prima squadra a conseguire questo grande risultato nell’era della UEFA Champions League.

Avvio difficile
Avendo vinto titolo portoghese e Coppa UEFA nel 2002/03, il club entra di diritto nella fase a gironi della Champions League, dove trova il Real Madrid CF, l’Olympique de Marseille e la sorpresa FK Partizan. All’esordio, proprio a Belgrado, il Porto non va oltre il pareggio: in vantaggio con Costinha al 22’, si fa raggiungere da Andrija Delibašic nella ripresa. Due settimane dopo, il portoghese Luis Figo trascina il Real a un secco 3-1 a Oporto, nonostante il vantaggio dei padroni di casa, ancora opera di Costinha. A quel punto diventano decisive le due sfide contro il Marsiglia.

Fuori il Marsiglia, Porto agli ottavi
Sotto pressione, il Porto risponde alla grande. Al Vélodrome si impone per 3-2 dopo essere andato in svantaggio, in casa vince 1-0 con gol di Alenichev, che in Francia aveva messo a segno la terza rete. Con un 2-1 al Partizan firmato da Benni McCarthy il club si assicura la qualificazione agli ottavi, e nell’ultima partita del girone solo la sfortuna gli nega la vittoria a Madrid: finsice 1-1.

Contro il Manchester senza Derlei
Dopo un girone così impegnativo, il fato non dà tregua ai portoghesi e negli ottavi di finale li accoppia al Manchester United FC, che devono affrontare privi di Derlei, fermato da un grave infortunio al ginocchio. José Mourinho ha però insegnato ai suoi a non temere alcun avversario, e la prima partita europea nel nuovo Estádio do Dragão si trasforma in un trionfo grazie a un’altra doppietta di McCarthy che rimonta il gol iniziale degli inglesi.

Il colpaccio di Costinha
Lo United non esce prima dei quarti da sette anni, e col gol di Paul Scholes a Old Trafford sembra essere sulla strada giusta. Lo stesso Scholes si vede poi annullare un gol per fuorigioco, e i padroni di casa cercano invano il colpo del KO. Negli ultimissimi minuti, invece, un calcio di punizione di McCarthy deviato da Tim Howard trova pronto Costinha: al Porto basta il pareggio per passare il turno.

A casa anche il Lione
Nei quarti tocca ai campioni di Francia dell’Olympique Lyonnais, e tra le mura amiche il Porto non perdona, regolando l’avversaria con un netto 2-0. Al ritorno Maniche stronca presto le speranze del Lione portando in vantaggio i suoi, e nel secondo tempo raddoppia mettendo al sicuro il risultato dopo l’1-1 dei francesi. Nei minuti di recupero arriva il definitivo pareggio firmato da Giovane Elber, ma vale solo a consolare i padroni di casa.

Un insidioso Deportivo
Ecco la semifinale, ed ecco l’RC Deportivo La Coruña, reduce dall’impresa di ribaltare il 4-1 dell’andata contro uno squadrone come l’AC Milan, campione uscente. Col Porto il festival del gol non si ripete. In Portogallo il Depor riesce a non subire gol, propiziandosi un ritorno meno problematico di quello contro il Milan. Nonostante l’espulsione di Jorge Andrade nella ripresa, gli spagnoli resistono agli assalti e portano a casa un incoraggiante 0-0.

Mourinho, mossa geniale
A quel punto molti vedono favorito il Deportivo, ma il Porto non perde in Champions League dalla seconda partita del girone, e in trasferta ha sempre fatto punti. Inoltre rientra finalmente Derlei, e con una mossa geniale Mourinho assegna a Costinha, già autore di gol decisivi, la marcatura di Juan Carlos Valerón.

A un passo dal trionfo
Al Riazor l’attaccante spagnolo non riesce a lasciare il segno, e al 15’ della ripresa Deco viene atterrato nell’area galiziana. Dal dischetto Derlei non perdona e mette nei guai i padroni di casa, più tardi l’espulsione di Nourredine Naybet per somma di ammonizioni è il segnale della resa del Deportivo. Il Porto è in finale, a un passo da quella Coppa dei Campioni che non vince dal 1986/87.

Ultimo aggiornamento: 25/05/04 20.49CET

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