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Da sergenti a fratelli maggiori

L'età degli allenatori che vincono la UEFA Champions League è sempre più bassa. L'ultimo numero di Champions analizza i motivi di questo salto generazionale.

Europe's talented young coaches ©Getty Images

Versione ridotta di un'articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista Champions. Abbonati subito.

Padri, sergenti e dittatori: gli allenatori possono essere tutto questo. Ma nel 2011, Pep Guardiola aveva appena 40 anni e 130 giorni quando ha vinto la seconda UEFA Champions League, mentre André Villas-Boas, allora sulla panchina dell'FC Porto, è diventato il più giovane allenatore a vincere la UEFA Champions League a soli 33 anni e 213 giorni.

Otto delle ultime nove Champions League sono state vinte da allenatori sulla quarantina, eccezion fatta per Sir Alex Ferguson. Questo salto generazionale implica che gli allenatori di oggi siano più fratelli maggiori che sergenti.

Villas-Boas, ora sulla panchina del Chelsea FC, ha solo 246 giorni in più del centrocampista Frank Lampard. José Eduardo Simões, il presidente dell'A. Académica de Coimbra che ha dato a Villas-Boas il primo incarico da allenatore, dichiara che l'età non è un problema: "Mantenere le distanze è più una questione di atteggiamento. In Portogallo c'è un proverbio che dice: 'Il lavoro è lavoro, il cognac è cognac'. Significa che tutti devono stare al proprio posto".

Augusto Inácio, assistente al Porto quando Sir Bobby Robson ha dato a Villas-Boas un ruolo di osservatore a soli 16 anni, spiega: "Essere giovani può essere un vantaggio, perché i calciatori hanno meno problemi a comunicare con te".

Il modello di Villas-Boas è certamente José Mourinho. Il portoghese ha guidato il Porto alla conquista della UEFA Champions League all'età di 42 anni ripetendosi con l'FC Internazionale Milano nel 2010. Ma l'impresa non è riuscita l'anno successivo con il Real Madrid eliminato dal Bayern Monaco il 19 maggio 2011.

Al pari di Mourinho, Guardiola ha dimostrato che i giovani tecnici non mancano di carattere e personalità. Arrivato al Barcellona nel 2008, lo spagnolo ha subito detto ai suoi: "Se pensate che io sia di manica larga vi sbagliate. Lavorerete duro". Il tecnico ha imposto la sua autorità, vendendo Ronaldinho e Deco e multando chi arrivava in ritardo agli allenamenti. Xavi Hernández racconta: "Ho detto ad Andrés Iniesta, 'Sarà meglio saltare su questo treno, o lo perderemo'. Eravamo calati un po', ma Pep ha ripreso in mano tutto e ha vinto come un falco".

Dopo aver guadagnato la sua fiducia, i giocatori hanno capito che Guardiola non è un dittatore. "Pep non dà semplicemente ordini, li spiega - commenta Gerard Piqué -. In questo modo migliori come giocatore e capisci di più". Mourinho ha un metodo simile che chiama 'scoperta guidata'.

Sebbene l'età media dei tecnici sia in discesa, diversi veterani hanno ritrovato una nuova giovinezza abbracciando nuovi approcci tecnici; a 66 anni Jupp Heynckes si è reinventato con un nuovo stile all'FC Bayern München, e sarà proprio lui ad affrontare l'FC Basel 1893 guidato dal 36enne Heiko Vogel agli ottavi di UEFA Champions League.

Bob Paisley aveva 62 anni quando ha vinto la terza Coppa dei Campioni nel 1981. Se Guardiola ci riuscisse tra qualche mese, eguaglierà il record di Paisley alla "tenerà" età di 41 anni.

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