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Corradini: il calcio femminile va a sud

Il Ct dell'Italia femminile Under 19 parla delle possibilità delle azzurre di ripetere la vittoria in Francia di due estati fa e di come il calcio femminile si stia spostando sempre più a sud.

Corrado Corradini (Italia)
Corrado Corradini (Italia) ©Sportsfile

Dopo una campagna di qualificazione agevole con sei vittorie in sei partite, 25 gol realizzati e uno solo subito, il Ct Corrado Corradini approccia il Campionato Europeo Under 19 femminile UEFA con più di qualche speranza. Il tecnico parla delle possibilità delle azzurre di ripetere la vittoria in Francia di due estati fa e di come il calcio femminile si stia spostando sempre più a sud.

UEFA.com: come riassumerebbe le qualificazioni?
Corrado Corradini:
Abbiamo fatto un ottimo lavoro e spero che accada anche al torneo. Abbiamo qualche problema fisico che stiamo cercando di superare, ma speriamo che le infortunate recuperino tutte. Se riusciamo a essere in condizione, sarà dura per chiunque giocare contro di noi. Rispettiamo i nostri avversari, ma non temiamo nessuno.

UEFA.com: nel Gruppo A, l'Italia affronta l'Inghilterra campione in carica, la Germania e la Scozia. Non un sorteggio facile, si direbbe.
Corradini:
in un certo senso, per noi è il migliore sorteggio. Se superiamo la fase a gironi, che è il turno ideale per affrontare squadre come Inghilterra e Germania, non dovremo più incontrarle fino alla finale.

UEFA.com: l'Italia inizierà contro la Germania. È meglio affrontarla adesso o una sconfitta potrebbe frenarvi?
Corradini:
penso che la Germania sia altrettanto preoccupata. Non siamo deboli: forse in passato poteva scendere in campo e pensare di segnare facilmente, ma non è più così. Ora dovrà stare attenta e rispettarci, perché ne abbiamo fatta di strada.

UEFA.com: la sua squadra è cresciuta? In cosa potrebbe ancora migliorare?
Corradini:
lavoro da professionista, sfruttando i tanti anni di esperienza a livello maschile [Corradini ha trascorso 18 anni all'S.S. Lazio e ha lavorato come osservatore per la nazionale maggiore maschile]. Le ragazze sono brave a seguire i miei ordini e darei loro un 10 per come hanno lavorato, ma anche per la stabilità, l'affidabilità e l'impegno. Sono qualità che non vedo sempre fra gli uomini.

UEFA.com: quanto potrà arrivare lontano l'Italia?
Corradini:
quando abbiamo vinto nel 2008 avevamo alcune giocatrici nate nel 1992. Alcune di loro sono ancora qui e continuano a dirmi: 'Mister, vogliamo vincere di nuovo.' Sono pronte, fiduciose. L'unico problema è che due o tre di loro non sono nella massima forma e, poiché non abbiamo così tante opzioni, il mancato recupero potrebbe essere un problema. La scuola è un altro problema. Due ragazze sono arrivate martedì perché avevano esami. Un'altra se ne è andata martedì e tornerà venerdì per lo stesso motivo. Non è una situazione ideale.

UEFA.com: quanto aiutano le competizioni UEFA come queste a far crescere il calcio femminile?
Corradini:
aiutano molto e il passo successivo è avere un campionato semiprofessionistico in ogni paese. Non dico che tutte debbano diventare professioniste all'improvviso, ma la direzione dovrebbe essere questa. Quando le ragazze hanno 10-12 anni, servono allenatori esperti se intendono migliorare. Vorrei anche sottolineare che alcune grandi squadre scandinave non si sono qualificate. Qualcosa sta cambiando. Il calcio femminile si sta spostando verso il sud dell'Europa.

Per una panoramica più approfondita sull'Italia e sul cammino qualificazione, cliccare qui