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Tutto l'orgoglio di Jónsdóttir

Katrín Jónsdóttir ha preso parte a 127 delle 176 gare disputate complessivamente dalla nazionale femminile islandese e in attesa di capitanare la squadra a UEFA Womens'EURO si racconta a UEFA.com.

Il capitano dell'Islanda Katrín Jónsdóttir
Il capitano dell'Islanda Katrín Jónsdóttir ©Sportsfile

L'Islanda femminile ha giocato la sua 176esima gara complessiva sabato, perdendo 3-2 in amichevole contro la Scozia. Il dato che stupisce, tuttavia, è quello legato al capitano Katrín Jónsdóttir, che ne ha giocate ben 127.

Jónsdóttir, che ha compiuto 36 anni venerdì, ha collezionato la presenza numero 127 affrontando la stessa squadra contro cui esordì in nazionale, appena 16enne, il 9 maggio 1994. Il difensore capitanerà l'Islanda a UEFA Women's EURO 2013, così come fece quattro anni fa in Finlandia, e ha spiegato che cosa significhi per uno dei paesi più piccoli d'Europa essere ai vertici del calcio continentale.

UEFA.com: Che cosa significa per te partecipare alle fasi finali?

Katrín Jónsdóttir: Per me è tutto. Il nostro percorso di crescita è stato lungo e non abbiamo preso parte a molti tornei del genere. Certo, sarebbe stato meglio se ci fossimo arrivati prima, ma sono comunque felice di essere qui e di poter prendere parte a tutto questo.

UEFA.com: Che cosa significa per un piccolo paese come l'Islanda approdare alle fasi finali di un grande torneo continentale?

Jónsdóttir: Credo sia importante. Siamo fieri di essere islandesi, nonostante la crisi che stiamo attraversando. Non è solo il nostro calcio che sta crescendo, ma lo sport in generale. I bambini che lo praticano possono identificarsi con i giocatori che approdano alle fasi finali di un torneo, com'è accaduto alla nazionale i pallamano. E' importante e noi puntiamo a diventare dei modelli per tutte le giovani ragazze che vogliono avvicinarsi al calcio.

UEFA.com: Che cosa ricordi del torneo di quattro anni fa in Finlandia?

Jónsdóttir: Per noi era la prima volta a una fase finale. Eravamo delle matricole, se così si può dire, e quell'esperienza ci è servita per imparare. Abbiamo perso tutte le gare segnando un solo gol e questo non ci ha fatto piacere, ma eravamo inserite in un girone davvero duro. Speravamo di fare meglio, ma il solo fatto di prendere parte a qualcosa che prima avevamo visto solo in televisione è stato fantastico.

UEFA.com: La vostra qualificazione vi ha sorprese?

Jónsdóttir: Ha sorpreso il paese, non certo noi. Il nostro obiettivo era da sempre quello di qualificarci a EURO e sapevamo che dando sempre il massimo avremmo potuto raggiungerlo, quindi non ci siamo sorprese. Siamo felici di aver raggiunto ciò che volevamo e sappiamo che per molti questa è stata una piacevole sorpresa.

UEFA.com: L'esperienza maturata in Finlandia quattro anni fa vi sarà utile in Svezia?

Jónsdóttir: Ricordo che all'epoca eravamo molto tese, soprattutto prima della gara d'esordio. Credo sia normale, ma questa volta abbiamo in squadra molte giocatrici che hanno già fatto quell'esperienza e l'emozione non ci giocherà più brutti scherzi. Sono cambiate tante piccole cose da allora e credo che anche il nostro approccio al torneo sarà diverso.

UEFA.com: Come valutate le vostre avversarie del girone?

Jónsdóttir: Sono tutte ottime squadre e dovremo essere al massimo della condizione psicofisica per sperare di avere successo. Abbiamo già affrontato Norvegia e Germania [nel 2009] e la Norvegia di nuovo nelle qualificazioni 2013 e posso dire che sono due squadre davvero forti. Conosciamo meno bene l'Olanda, ma sappiamo che è una squadra in crescita, quindi non sarà facile".

UEFA.com: Pensi che l'Islanda possa andare davvero lontano nel torneo?

Jónsdóttir: Ci siamo poste come obiettivo i quarti di finale, ma per arrivarci dovremo essere perfette, dando sempre il massimo. Il punto di forza della nostra squadra è lo spirito di gruppo ed è sul gruppo che dobbiamo puntare per avere successo.