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Il segreto della Svizzera

In vista della finale del Campionato Europeo Under 21 UEFA contro la Spagna, il centrocampista Xavier Hochstrasser spiega a UEFA.com la ricetta del successo della formazione elvetica.

Xavier Hochstrasser in semifinale contro la Repubblica Ceca
Xavier Hochstrasser in semifinale contro la Repubblica Ceca ©Action Images

Il calcio svizzero si trova in una fase di crescita costante. Due anni dopo il successo in Coppa del Mondo FIFA Under 17 in Nigeria, i giovani talenti elvetici si sono di nuovo messi in luce al Campionato Europeo Under 21 UEFA.

La squadra di Pierluigi Tami è formata da alcuni giovani che hanno trionfato due anni fa e da quattro giocatori che hanno già raggiunto la nazionale maggiore, disputando la recente gara di qualificazione a UEFA EURO 2012 contro l'Inghilterra a Wembley: Xherdan Shaqiri, Granit Xhaka, Innocent Emeghara e Admir Mehmedi.

Il centrocampista Xavier Hochstrasser, che ha collezionato la seconda presenza nella semifinale contro la Repubblica Ceca, parla a UEFA.com della squadra che sabato ad Aarhus sfiderà la Spagna per il titolo.

Difesa
Sapevamo che Yann Sommer era un ottimo portiere e lui lo ha dimostrato. È il nostro capitano e non ha ancora subito gol, spero solo che continui così. Per quanto riguarda i difensori, ho giocato quasi tutte le qualificazioni con Jonathan Rossini, che è un giocatore molto solido. Timm Klose sta andando bene come sempre, per noi è fondamentale. I terzini [Philippe Koch e Gaetano Berardi] devono adattarsi ai centrali e aiutare in attacco. Quando guardi una squadra come l'FC Barcelona, vedi chiaramente che i terzini si spingono sempre in avanti. Ok, non siamo il Barcellona, ma spesso loro ci aiutano. Abbiamo tanti buoni difensori, anche in panchina.

Centrocampo
I centrocampisti centrali [Fabian Lustenberger e Xhaka] devono dettare il gioco. È questa la zona del campo in cui si vincono o perdono le partite. È importante distribuire la palla sulle fasce o in avanti. Dal punto di vista difensivo, qualcuno deve sempre coprire, anche se abbiamo una certa libertà. Anche i giocatori di fascia [Emeghara, Fabian Frei e Shaqiri] devono essere disciplinati, perché nel calcio internazionale tutti i giocatori devono lavorare. Detto questo, non puoi chiedere a tutti di coprire al 100%. Sulle fasce ci sono giocatori molto forti. Abbiamo un piccolo fenomeno come Shaqiri, ma è importante che anche lui lavori, perché noi lavoriamo per lui.

Attacco
La prima punta [Mehmedi, Mario Gavranović o Nassim Ben Khalifa] deve sempre muoversi perché spesso è da sola. Sta ai giocatori sulle fasce e ai centrocampisti centrali andare a sostegno. L'attaccante deve essere capace di tenere la palla e aiutarci nella fase di non possesso. Se tiene palla, per la squadra diventa tutto più facile perché può difendere alto.

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