La Finlandia ci crede ancora

La sconfitta patita lunedì contro un'Inghilterra ridotta in dieci è sembrata l'ennesima occasione sprecata per il calcio finnico, ma la squadra di Markku Kanerva ha ancora le carte in regola per dire la sua nel Gruppo B.

La Finlandia ci crede ancora
©Getty Images

La sconfitta patita lunedì contro un'Inghilterra ridotta in dieci è sembrata l'ennesima occasione sprecata per il calcio finnico, ma il Ct Markku Kanerva è convinto che la sua squadra abbia ancora molto da dire nel Gruppo B.

Orgoglio e delusione
La delusione era palpabile nel ritiro finlandese dopo la sconfitta 2-1 subita a Halmstad, mitigata però dall'orgoglio di aver tenuto testa per lunghi tratti di gara ad un'avversaria blasonata. "Sapevamo di essere in grado di giocare un buon calcio e l'abbiamo dimostrato contro l'Inghilterra - ha spiegato il difensore centrale Jonas Portin -. Nei primi 30' abbiamo davvero messo in difficoltà i nostri avversari, li abbiamo mandati in confusione".

Impresa sfiorata
Gli uomini di Stuart Pearce sono passati in vantaggio un po' a sorpresa al 15' grazie a Lee Cattermole, ma la Finlandia ha prontamente replicato al 33' su rigore, trasformato da capitan Tim Sparv e concesso per un fallo di Michael Mancienne, espulso nell'occasione, su Berat Sadik. "Quando l'Inghilterra è rimasta in dieci, abbiamo pensato che l'impresa era alla nostra portata - ha proseguito Portin, che al termine del torneo lascerà l'FF Jaro per trasferirsi all'Ascoli Calcio -. Sfortunatamente, nel finale non siamo stati abbastanza concreti per riacciuffare il pareggio".

Un pizzico di nervosismo
A destra, Portin era supportato dal terzino Joni Aho, che ha ammesso di avere temuto molto il confronto diretto con James Milner e Gabriel Agbonlahor. "Ero molto nervoso in avvio di partita e non sapevo che cosa aspettarmi - ha ammesso il difensore dell'FC International Turku -. Poi ho capito che dovevo giocare la mia partita come sempre e sono orgoglioso che la squadra abbia tenuto testa ad avversari che militano in uno dei campionati più difficili al mondo".

L'appoggio dei tifosi
Come tutti i suoi compagni, anche Aho è rimasto colpito dal sostegno che la Finlandia ha ricevuto dai tifosi presenti sugli spalti lunedì e si augura che contro la Germania si respiri la stessa atmosfera. "C'erano 5.500 tifosi sugli spalti, ma quando hanno cantato il nostro inno nazionale sembravano 20.000 - ha proseguito il difensore -. Con un pibblico del genere alle spalle, puntare alla vittoria nella prossima partita sarà più facile". Portin ha poi aggiunto: "Mi auguro che l'Inghilterra vinca i suoi rimanenti impegni, in modo che la lotta per il secondo posto si limiti alle altre tre squadre del girone. Possiamo ancora farcela, ne sono sicuro".

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