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Spunti tecnici

 

Spunti tecnici

"E' stato un torneo magnifico con giovani calciatori che hanno potuto imparare come si gioca", ha commentato l'osservatore tecnico UEFA Ginés Meléndez. "Tutte le otto squadre – e non solo quelle considerate favorite per la vittoria –hanno cercato di costruire il gioco con scambi a centrocampo. E' stato un bello spettacolo ed è stato speciale guardare tanto calcio votato all'attacco e tanta fantasia. Le otto squadre erano molto simili. Non per quanto riguarda i moduli di gioco ma per i concetti espressi su come attaccare e difendere. Se abbiamo visto tanti gol, è stato per gli attacchi ben costruiti e non per le cattive prestazioni delle difese".

L'osservatore tecnico UEFA Ginés Meléndez parla di tattica

Ho partecipato a tanti tornei con la squadra spagnola, ma questo è stato sicuramente uno dei migliori
L'osservatore tecnico UEFA Ginés Meléndez
E' essenziale ricordarsi che il calcio non è una scienza esatta – ma anche che la scienza può aiutare
Il Ct di Malta Sergio Soldano
Più che lavorare sui dettagli vengono trasmessi dei concetti. Ci si avvale di metodi di scoperta guidata per incoraggiare i calciatori a risolvere i problemi
Il Ct della Svizzera Yves Débonnaire

Squadre votate all'attacco hanno portato a un torneo completamente diverso rispetto a quello del 2013 quando furono segnati un totale di 24 gol e la squadra campione solo quattro in cinque partite.

Due ali
Il trend recente con squadre impostate con il 4-2-3-1 è stato confermato nella fase finale a Malta, dove sei squadre su otto adottavano questo modulo di base. Turchia e Portogallo hanno invece optato per un 4-3-3 anche se la prima cambiava spesso giocando con un 4-1-4-1. Anche altre squadre erano molto flessibili nell'arco degli 80 minuti di gioco – la Scozia passava spesso al 4-4-2 mentre la Svizzera al 4-3-3.

La flessibilità tattica ha lasciato il segno nel torneo. Sotto 1-0 all'intervallo nella decisiva sfida della fase a gironi contro la Svizzera, la Scozia ha inserito Craig Wighton e Ryan Hardie come coppia d'attacco schierando un 4-4-2. Una volta in vantaggio è passata al 4-4-1-1 con Wighton vero attaccante e Hardie più arretrato per innescare il contropiede. Il cambio tattico e la vittoria scaturita hanno portato la Scozia a finire il girone davanti a Svizzera e Germania, favorite alla vigilia.

Anche se i moduli venivano cambiati, il comune denominatore a Malta era l'utilizzo di ali veloci e tecniche nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3. Anche le squadre eliminate erano attrezzate per cercare di sfruttare le fasce. Malta, con Aidan Friggieri e Joseph Mbong, ha fatto vedere un calcio ambizioso e votato all'attacco basato proprio su rapide incursioni sulle fasce.

Il Portogallo arrivato in semifinale contava molto sulla velocità di Diogo Gonçalves e Buta o João Carvalho sugli esterni. Anche le due finaliste hanno sfruttato molto le fasce. L'abilità nel dribbling e nei tagli di Steven Bergwijn e Bilal Ould-Chikh sono stati fondamentali nell'armonia del gioco d'attacco olandese, mentre l'Inghilterra ha creato pericoli simili con Patrick Roberts e Isaiah Brown.

©Domenic Aquilina

Il terzino sinistro inglese Jonjoe Kenny

Molte squadre hanno cercato di intercambiare i giocatori sulle fasce. Il trend di schierare giocatori destri e mancini sulle opposte fasce di competenza permetteva alle ali di tagliare verso il centro e andare alla conclusione (sia Bergwijn che Roberts hanno chiuso il torneo tra i migliori marcatori) o di favorire le sovrapposizioni dei terzini. Proprio i terzini hanno dato un grande contributo al gioco d'attacco – tanti i candidati a prendere il posto degli inglesi Jonjoe Kenny e Tafari Moore nella selezione dei migliori giocatori del torneo del team tecnico UEFA, in particolare il terzino destro portoghese Hugo Santos e il terzino sinistro scozzese Kyle Cameron.

Approccio costruttivo
Tutte e otto le squadre davano priorità a costruire il gioco d'attacco dalle retrovie, solo la Turchia ha rappresentato a volte l'eccezione cercando di raggiungere il centravanti e capitano Enes Ünal con lanci lunghi. Il modus operandi generale si basava sul possesso palla: quando i portieri avevano il pallone, i due terzini avanzavano; i due centrali si allargavano; e i centrocampisti di contenimento (o uno di loro) arretrava per formare un triangolo.

L'osservatore tecnico UEFA Romeo Jozak parla di tattica

Per essere competitivi a questi livelli,i centrali dovevano essere bravi sul piano tecnico per farsi dare e smistare il pallone, oltre che preparati sull'aspetto difensivo. Tendevano a essere abbastanza prudenti nel posizionamento, anche se la coppia tedesca formata da Lukas Boeder e Benedikt Gimber era pronta a spingersi davanti per dare superiorità numerica a centrocampo. Inoltre il centrale inglese Joseph Gomez è stato spesso protagonista di incursioni veloci in avanti, in particolare contro la Turchia quando proprio un suo inserimento ha permesso a Dominic Solanke di pareggiare con un tap-in.

Con quasi tutte le squadre che cercavano di costruire il gioco a centrocampo, i due centrocampisti centrali avevano un ruolo fondamentale soprattutto nell'aprire il gioco sulle fasce. Il Portogallo aveva un solo centrocampista centrale, Rúben Neves che ha dato un grande contributo formando un ottimo triangolo con Gonçalo Rodrigues che giocava box-to-box e con il talentuoso Renato Sanches che garantiva il collegamento tra centrocampo e attacco. Tra le due squadre con due centrocampisti centrali, l'equilibrio tra i due è stato un fattore decisivo. Nella formazione inglese, il capitano Ryan Ledson garantiva leadership e copertura difensiva, mentre gli altri compiti erano assegnati ai colleghi di centrocampo. La coppia olandese formata da Donny van der Beek e Jari Schuurman aveva un ottimo equilibrio tra il fornire lo schermo protettivo alla linea di difesa e spingere davanti a sostenere gli attacchi.

©Domenic Aquilina

Il capitano turco Enes Ünal


L'attacco
Con le eccezioni della Scozia che passava al 4-4-2 e del sostegno garantito da Fatih Aktay a Enes nell'attacco turco, le squadre schieravano una sola punta. Enes potrebbe essere citato come uno dei pochi classici attaccanti punti di riferimento (parleremo dei pochi gol segnati di testa in un altro punto di discussione). Tra le squadre impegnate a Malta, il trend era quello di schierare un attaccante centrale molto mobile pronto ad allargarsi per ricevere il pallone o aprire gli spazi. Adam Armstrong dell'Inghilterra, Segun Owobowale dell'Olanda o Alexandre Silva del Portogallo sono gli esempi tipici. L'Olanda aveva Dani van der Moot come alternativa più pesante in attacco. Anche se ha segnato due reti, non ha chiuso tra i migliori marcatori del torneo.

NomeSquadraGol
Dominic SolankeInghilterra4
Jari SchuurmanOlanda4
Fatih AktayTurchia3
Steven BergwijnOlanda3
Patrick RobertsInghilterra3
Calvin VerdonkOlanda3
Dani van der MootOlanda2
Hayrullah AlıcıTurchia2
Luís MataPortogallo2
Enes ÜnalTurchia2
Adam ArmstrongInghilterra2
Abdelhak NouriOlanda2

Gol
I 46 gol nel torneo per una media superiore a tre a partita contrastano con la precedente fase finale in Slovacchia, che in media aveva fatto registrare 1,6 gol per partita. I confronti lasciano il tempo che trovano perchè solo la Svizzera era presente in entrambi i tornei, e la fase finale del 2014 vedeva la partecipazione di sei ex vincitrici del torneo che volevano aggiungere trofei in bacheca. Come ha sottolineato Meléndez "Ho partecipato a tanti tornei con la squadra spagnola, ma questo è stato sicuramente uno dei migliori. I concetti fatti vedere dalle squadre erano molto interessanti in termini di velocità e dinamismo, fantasia e movimento. Il possesso palla su cui io mi identifico era ben visibile – un possesso palla progressivo, verticale utilizzando gli esterni e portando tanti giocatori in area di rigore. Il numero di gol segnati riflette la filosofia delle squadre e la qualità del loro gioco d'attacco".

©UEFA.com

Il contrasto tra i due ultimi tornei può essere ulteriormente evidenziato guardando le due squadre campioni Nel 2013, la Russia ha vinto il torneo con 6,6 tiri in porta a partita, 3,2 nello specchio. La tabella qui sotto include le statistiche dei campioni del 2014.

©UEFA.com


Uno spunto interessante sul torneo sono stati gli appena cinque gol (11%) segnati da calci piazzati; due rigori trasformati dal difensore olandese Calvin Verdonk. Tre altri rigori (nei tempi regolamentari) sono stati parati dai portieri. Solo due reti sono scaturite da corner – entrambe nelle partite tra Olanda e Inghilterra. Durante la gara della fase a gironi, Van der Moot ha incornato in rete da due passi sugli sviluppi di un corner battuto corto. In finale l'Inghilterra ha segnato con un corner battuto lungo e rimesso di testa verso il secondo palo. Questi sono gll unici due corner dei 121 battuti che hanno portato alla rete.

Solo un gol è arrivato da punizione diretta, quella battuta dal portoghese Pedro Rodrigues che si è insaccata nella porta tedesca dopo aver eluso attaccanti e difensori.

Sul successo dei calci piazzati, i tecnici hanno parlato della qualità delle battute.

Nonostante la qualità degli scambi e delle azioni personali, la fonte maggiore di gol è stata quella dei tiri dalla distanza, spesso arrivati quando le difese erano costrette ad arretrare, lasciando zone non protette ai limiti dell'area di rigore. Anche se le transizioni difesa-attacco erano generalmente veloci, solo tre gol sono arrivati su azioni di contropiede, una delle quali grazie allo spunto di Gomez che ha portato al pareggio inglese contro la Turchia.

©UEFA.com

I gol non sono stati distribuiti equamente durante gli 80 minuti, solo 14 (30%) sono stati segnati nel primo tempo mentre 32 nella ripresa. Sarebbe avventuroso giustificare questa statistica solo con il fattore stanchezza, in quanto solo sette gol sono stati segnati negli ultimi dieci minuti e nessuno nei minuti di recupero.

MinutiGol
2014
%Gol
2013
%Gol
2012
%
1-101214311
11-20511312311
21-30492827
31-404941727
41-5081741714
51-60102214518
61-70715417518
71-80715312518
80+002926

Il gioco dei cartellini
Il torneo a Malta ha prodotto 307 falli, rispetto ai 413 dell'anno precedente – il 25% in meno. Nelle 15 partite disputate sono stati 30 i cartellini gialli rispetto ai 68 del 2012 e ai 54 del 2013. Due giocatori sono stati espulsi nella fase finale di un torneo che ha visto le finaliste primeggiare anche nella classifica fair play UEFA.

Fatica forma fisica
Il calendario intenso ha richiesto molto ai giocatori, obbligando i Ct a pensare al riposo e al recupero durante i due giorni tra le partite. Tre delle semifinaliste (Inghilterra, Olanda e Portogallo) hanno potuto riposarsi di più avendo conquistato la qualificazione nel girone con un turno di anticipo. Alcuni tecnici hanno invece dovuto fare i conti con la fatica accumulata prima del viaggio a Malta. La Germania, per esempio, aveva giocatori che avevano da poco giocato la finale per il titolo nazionale nei giorni che hanno preceduto la fase finale.

©Sportsfile

Il Ct della Germania Christian Wück

"Alcuni sono già nelle squadre Under 19 o in quelle giovanili" ha commentato il Ct Christian Wück, "e avevano giocato circa 50 partite prima del torneo a Malta. In questa fase dello sviluppo di calciatori, dobbiamo essere bravi a differenziare tra 'condizione atletica' e 'condizione calcistica' e accettare che, per quanto riguarda il lavoro dei giocatori, un approccio 'lavorare meno per ottenere di più' è il più appropriato." Il maltese Sergio Soldano ha invece enfatizzato che "serviva equilibrio per la preparazione fisica. E' essenziale ricordarsi che il calcio non è una scienza esatta – ma anche che la scienza può aiutare".

Attitudini e atteggiamenti
"Questi tornei sono concepiti per aiutare i calciatori a crescere. La dinamica di lavoro è diversa. Quando si ha la possibilità di trascorrere diversi giorni insieme ci si concentra sulla gestione degli uomini pensando allo spirito di gruppo e al senso di responsabilità. Pertanto, al di là delle qualità individuali, guardo alla capacità del calciatore di inserirsi nel gruppo, al comportamento, all'ambizione di migliorare. Dobbiamo aiutare a formare l'atteggiamento del calciatore". Le parole del portoghese Emilio Peixe sono condivise dalla maggior parte degli allenatori presenti a Malta, in merito ai criteri di selezione.

Il Ct dell'Olanda Maarten Stekelenburg concorda: "Cerco di avere un mix di personalità e mi pongo domande del tipo: 'E' un talento?' o 'E' soltanto forte fisicamente?'. In Olanda possiamo dare quasi per scontata l'abilità tecnica, quindi dobbiamo guardare altre cose, per esempio qual è il suo reale contributo in campo, se la 'voglia di vincere' rientra tra le sue prerogative e se riteniamo che abbia concrete possibilità di raggiungere la prima squadra”.

"E' importante conoscere i giovani calciatori sul piano personale, sapere quello che fanno fuori del campo – spiega il Ct elevetico Yves Débonnaire -. Ed è affascinante tracciare lo sviluppo di ciascun calciatore, seguire i calciatori che salgono e scendono ogni anno. Alcuni dei nostri Under 16, per esempio, non ce l'hanno fatta, altri sono cresciuti abbastanza per fare il salto nella squadra”.  

©Domenic Aquilina

Il direttore rendimento della Scozia Mark Wotte

Débonnaire è un convinto sostenitore della politica della federazione elvetica di affidare le squadre giovanili a educatori anziché a ex calciatori dai nomi altisonanti. Punto di vista condiviso dal direttore prestazioni della Scozia, Mark Wotte. "Sono un ex insegnante di educazione fisica e ritengo importante che via sia un retroterra educativo nel mestiere dell'allenatore”. Stekelenburg, esperto di settore giovanile, preferisce un approccio misto: “Volevo lavorare con un calciatore ritiratosi di recente e ho reclutato Mark van Bommel, il quale purtroppo non ha potuto assistere alla fase finale del torneo”.  

Peixe, ex nazionale portoghese, ha spiegato che "quando si è alla guida di una squadra nazionale a questi livelli, non si lavora tanto sulla tecnica quanto sul migliorare la conoscenza tattica, la lettura della gara e l'interpretazione dei concetti". Débonnaire concorda: "Più che lavorare sui dettagli vengono trasmessi dei concetti. Ci si avvale di metodi di scoperta guidata per incoraggiare i calciatori a risolvere i problemi”.

Il futuro
Il torneo svoltosi a Malta è stato l'ultimo a otto squadre. Dall'edizione del 2015 in Bulgaria si passerà a 16. I tecnici hanno salutato unanimemente il cambiamento come un importante progresso per il calcio giovanile. "E' un passo positivo – ha dichiarato il Ct della Turchia Hakan Tecimer -. Permetterà di misurarsi con una maggiore varietà di sistemi di gioco e strategie tattiche. E quindi migliori occasioni educative e maggiori opportunità di misurarsi con altri paesi. Per i tecnici significherà maggiori contatti con i colleghi delle altre squadre”.

https://it.uefa.com/under17/season=2014/technical-report/technical-topics/index.html#spunti+tecnici