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Khomukha e le palle inattive
Il Ct della Russia Dmitri Khomukha ©Sportsfile

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Khomukha e le palle inattive

Non è un caso che Dmitri Khomukha, all'apice della sua carriera con FC Zenit St Petersburg e PFC CSKA Moskva, venisse soprannominato "il re delle palle inattive" in virtù dei molti gol realizzati sugli sviluppi di calci da fermo. E non stiamo parlando di storia antica, quando i palloni erano di cuoio e gli scarpini semplici scarpini. Khomukha, regista a tutto tondo, ha lasciato il calcio giocato nel 2006 e quando ha trionfato ai Campionati Europei UEFA Under 17 a Zilina era entrato a far parte dello staff della Federcalcio russa da appena due anni, dopo una breve esperienza da allenatore delle giovanili del CSKA, diventando campione d'Europa a soli 43 anni.

Khomukha ha trascorso due anni insieme alla squadra, scegliendone i membri tra 120 giocatori che si erano messi in luce appena 15enni nei campionati regionali. La Russia Under 17 ha giocato 16 gare tra sfide di qualificazioni e amichevoli prima delle fasi finali in Slovacchia e in vista degli impegni nel Gruppo B ha effettuato un ritiro di nove giorni in Austria, disputando due amichevoli contro le giovanili dell'SK Sturm Graz e dell'FC Slov��cko. le preoccupazioni alla vigilia del torneo erano legate alla perdita per infortunio di un centrale difensivo e di due centrocampisti centrali e sulla squalifica fino al termine della fase a gironi del principale terminale offensivo della squadra.

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Il credo di Khomukha si basa sulla volontà di giocare "un calcio molto tecnico con combinazioni veloci e un buon equilibrio tra fase offensiva e fase difensiva". Il suo approccio, tuttavia, è stato mitigato durante le fasi finali dal desiderio di staccare il biglietto per la Coppa del Mondo FIFA di categoria. "Questo pensiero ha avuto un peso importante - ha ammesso -. Soprattutto a livello tattico".

L'avventura della Russia in Slovacchia è cominciata proprio con una palla inattiva. "Siamo dovuti migliorare in difesa, perché nel primo tempo avevamo avuto problemi - ha spiegato Khomukha dopo il successo 3-0 all'esordio contro l'Ucraina -. Le palle inattive, però, hanno sempre un peso importante in tornei come questo e se chi se ne occupa lo fa al meglio, non possiamo che esserne soddisfatti". Non a caso, a spezzare gli equilibri della sfida, era stata una magistrale punizione di Dzhamaldin Khodzhaniyazov.

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In Slovacchia, Khomukha e il suo staff si sono concentrati su un'adeguata preparazione fisica per un torneo fisicamente impegnativo, cercando di instilare allo stesso tempo alla squadra una mentalità vincente. "Non ci siamo mai allontanati dal modello di gioco che ci eravamo proposti - ha ribadito Khomukha -. Naturalmente, lo abbiamo modificato in base ai punti di forza e alle debolezze degli avversari". In albergo, Khomukha ha preferito dedicare la propria attenzione esclusivamente ai giocatori e allo staff, trasmettendo tranquillità e fiducia anche all'interno dell'area tecnica, con indicazioni mirate ma sempre comunicate con grande calma.

Khomukha ha poi ritrovato un alleato formidabile nelle palle inattive. Durante la serie di 22 rigori finali nella semifinale contro la Svezia ha mantenuto un aplomb invidiabile, anche quando gli scandinavi si sono presentati sul dischetto con un matchball. E in finale ha trasmesso calma e fiducia ai suoi in occasione dei tre rigori parati da Anton Mitryushkin all'Italia che di fatto hanno regalato il titolo alla Russia. Dopo la premiazione, il Ct è rimasto con i piedi per terra: "Se dopo un successo si comincia ad essere più indulgenti con se stessi, si viene punti subito", ha spiegato. Il successo in Slovacchia, dunque, è stato la giusta ricompensa per Khomukha, capace di costruire una squadra dotata di grande forza mentale, resistenza, determinazione e abilità nello sfruttare i calci da fermo. Da vero re delle palle inattive.

https://it.uefa.com/under17/season=2013/technical-report/winning-coach/index.html#khomukha+palle+inattive