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Temi tecnici

 

Temi tecnici

Una delle prime cose che ha catturato l'occhio dello spettatore che si dirigeva verso lo stadio di Zilina è stato l'enorme cartellone pubblicitario che recava la scritta 'RealityDreams', tutto attaccato. Era la campagna pubblicitaria di un'agenzia immobiliare. Ma lo slogan, con la giustapposizione di due parole senza alcuno spazio divisorio, poteva tranquillamente attribuirsi, con un punto interrogativo filosofico, alla fase finale del torneo. Il calcio Under 17 serve come lezione per la realtà? Oppure il suo compito è quello di coltivare calciatori che sognano di raggiungere i livelli più alti e di giocare il calcio dei sogni?

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E' un interrogativo perenne che verte intorno al calcio Under 17. Fino a che punto si concentra sullo sviluppo del calciatore? Fino a che punto contano i risultati? E fino a che punto è possibile conciliare due concetti come è stato fatto con le parole della pubblicità?

Come ha evidenziato Willi Ruttensteiner, uno degli osservatori tecnici UEFA in Slovacchia: "Appare chiaro come il calcio giovanile stia diventando più simile al calcio adulto sotto ogni profilo e lo si riscontra con i modelli tecnici/tattici a livello Under 17. L'interrogativo principale è se dovremmo cercare di contrastare tale tendenza e tornare a una situazione in cui lo sviluppo non è determinato esclusivamente dai risultati”.



Un occhio al risultato

La questione 'risultati vs crescita' è stata sintetizzata da Ivan Gudelj. "Voglio vincere tutte le partite”, ha dichiarato il Ct della Croazia. Il fatto che le prime tre squadre di ciascun girone avrebbero conquistato un viaggio al Mondiale Under 17 FIFA è stato un fattore importante per le squadre al via della fase finale in Slovacchia. "Qualificarsi o meno per il Mondiale non è così determinante in termini di sviluppo dei calciatori - ha spiegato Gudelj -. Lo sviluppo del calciatore è la cosa più importante”. D'altro canto, il Ct della Russia Dmitri Khomukha ha spiegato che la dimensione Mondiale ha condizionato il suo approccio strategico al torneo, mentre il suo omologo in finale, il Ct dell'Italia Daniele Zoratto, ha ammesso: "L'approccio mentale è stato un po' diverso e ho scelto di puntare su calciatori più esperti. L'obiettivo principale era il Mondiale”.

Il prodotto finale
Le otto squadre in Slovacchia hanno senz'altro spuntato molte caselle tecniche e tattiche. Ma il dibattito, una volta di più, ha come punto di partenza i dati sui gol segnati. Questa è diventata una piattaforma regolare di dibattito nelle ultime stagioni e l'elevato numero di squadre coinvolte negli ultimi anni lascia chiaramente intendere che è un tema generalizzato. La fase finale del torneo nel 2012 ha registrato un bottino complessivo di 28 reti, il 40% in meno del totale ottenuto nel 2005 e un calo del 15% rispetto al precedente record negativo di 33 reti stabilito nella fase finale del 2009 in Germania.

Il torneo 2013 in Slovacchia ha evidenziato la tendenza al ribasso registrando un record negativo di 24 gol, per una media di 1,6 gol a partita; ovvero un gol ogni 50 minuti di gioco. Un terzo delle partite si sono concluse senza reti. Come riferimento incrociato, dalle 125 partite giocate nella UEFA Champions League 2012/13 è emerso un nuovo record di 2,94 gol a partita.
 

AnnoGol
201324
201228
201135
201041
200933
200836
200742*
200644*
200548

*escluse partite aggiuntive

I tecnici in Slovacchia hanno formulato spiegazioni plausibili. La qualità della finalizzazione è stata una di queste. "Abbiamo fatto bene sul piano dell'approccio – ha commentato il Ct della Svizzera Heinz Moser – Ma ci è mancato l'ultimo tocco”. "Nelle nostre tre partite abbiamo creato oltre 20 occasioni da rete ma non siamo riusciti a concretizzarle con la dovuta freddezza”, si è lamentato Ivan Gudelj, tecnico della Croazia che, dopo avere eliminato Belgio, Francia e Spagna, era andata in Slovacchia come la squadra più in forma.

Come piattaforma di dibattito, vale la pena registrare il numero di tiri in porta:

SquadraConclusioniA segnoMediaGol
Belgio 31 18 10.33 3
Francia 36 16 12 3
Germania 85 32 17 7
Islanda 16 9 5.33 2
Olanda 55 22 11 6
Polonia 37 14 9.25 2
Georgia NaN 11 NaN 2
Slovenia 22 8 7.33 3

I paragoni con le precedenti fasi finali non sono lusinghieri. Germania e Olanda, finaliste nel 2012, hanno calciato in porta rispettivamente 96 e 68 volte. Sebbene la valutazione tecnica debba evitare gli estremi giornalistici, il calo può legittimamente definirsi drammatico. Le statistiche rivelano che i campioni della Russia hanno tirato in porta una media di 3,2 volte.

Come sono stati segnati i gol
I contropiedi hanno originato soltanto quattro dei 24 gol del torneo (16.6%). La metà dei gol è nata da giocate di attacco manovrate e elaborate. Ben 7 reti (29.2%) sono nate da calci da fermo, e una rete è nata da un'azione individuale.

In controtendenza rispetto a UEFA EURO 2012, soltanto due gol sono stati segnati di testa. Due-terzi sono stati segnati con conclusioni di prima intenzione, gli altri otto dopo che la palla era stata controllata.

Un quarto dei gol sono stati segnati da distanza ravvicinata nell'area di porta. Quindici gol sono stati segnati da altre posizioni nell'area di rigore. Soltanto tre sono stati firmati da fuori area.

Tre gol sono stati segnati direttamente da calcio di punizione o a seguito di azione individuale. Per i restanti 21 gol, quattro degli assist sono stati fatti dall'interno dell'area di rigore; cinque dalla zona centrale fuori dall'area; cinque dalla fascia sinistra (tra cui un passaggio diagonale in area); e ben 7 da una zona tra il limite dell'area e la linea laterale sulla fascia destra.

I gol sono stati distribuiti in maniera difforme nell'arco degli 80 minuti: nove (37.5%) sono stati realizzati nel primo tempo e 15 dopo l'intervallo. Tuttavia, sarebbe rischioso affermare che l'affaticamento sia stato un fattore decisivo in un torneo che ha visto livelli di forma incredibilmente elevati, e in cui soltanto tre gol sono stati segnati dopo il 70'.

MinutiGol
2012
%
1-10311
11-20311
21-3027
31-4027
41-5014
51-60518
61-70518
71-80518
80+26

Conclusioni pungenti
John Peacock, membro della squadra tecnica UEFA alla fase finale del torneo 2012, aveva evidenziato che "mancavano i goleador, quei finalizzatori che ti fanno vincere le partite”. Dušan Fitzel e Willi Ruttensteiner, la squadra tecnica in Slovacchia, hanno confermato questa opinione, e quando un'opinione si conferma da un anno all'altro è legittimo parlare di un indicatore di tendenza.

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Il fatto che nessun calciatore abbia segnato più di due gol conferma la mancanza di 'goleador' e, dei quattro calciatori autori di due gol in Slovacchia, due sono centrocampisti (Robin Kamber della Svizzera e Mario Pugliese dell'Italia); uno un difensore centrale (Elio Capradossi dell'Italia ) salito in occasione dei calci da fermo; e l'altro l'ala slovacca Martin Slaninka, che ha iniziato tutte le gare dalla panchina. Dei 20 calciatori a segno, cinque sono stati attaccanti; cinque sono stati ali/esterni di centrocampo; cinque sono stati centrocampisti; e cinque difensori. Questo dato è in linea con quello del 2012, con soltanto due giocatori autori di più di un gol e soltanto il 25% dei 28 gol segnati da attaccanti. Curiosamente, dei cinque attaccanti selezionati dalla squadra tecnica per la squadra ideale del torneo, soltanto l'ala svizzera Marco Trachsel è andata a segno.

Nei precedenti tornei, la chiara tendenza verso un modulo 4-2-3-1 aveva generato un dibattito sul ruolo della punta unica. Tuttavia, gli osservatori tecnici in Slovacchia hanno segnalato una maggiore varietà di schemi. Croazia, Slovacchia e Ucraina hanno adottato il 4-2-3-1; Austria, Russia e Svizzera hanno usato varianti del  4-3-3; mentre Italia e Svezia hanno giocato con un classico 4-4-2. "E' rischioso parlare troppo di numeri, perché i sistemi cambiano rapidamente quando la squadra passa dalla fase offensiva a quella difensiva”.

Prima linea di difesa
In Slovacchia, il denominatore comune nelle transizioni attacco-difesa è stato che gli attaccanti diventavano immediatamente la prima linea di difesa. Un ottimo esempio è quello del russo Ramil Sheydaev che, durante la finale contro l'Italia, ha corso instancabilmente per impedire al portiere di servire in verticale i difensori centrali. Il punto è se vi sia una correlazione tra i compiti difensivi degli attaccanti e la loro mancanza di concretezza e lucidità in zona gol.

Approccio diretto

Le assenze di paesi quali Francia, Portogallo e Spagna ha certamente condizionato il torneo in Slovacchia. La tendenza generale è stata quella di attacchi diretti piuttosto che di azioni manovrate, sebbene Svizzera, Austria e, qualche volta, Italia e Slovacchia abbiano prodotto qualche bella combinazione. La tendenza generale è stata quella dei difensori centrali che hanno lanciato lungo verso l'attaccante-boa o, in qualche caso, le ali. "Per me, la tendenza più significativa è stata quella del gioco diretto, unito alla velocità delle combinazioni”, ha commentato il Ct della Slovacchia Ladislav Pecko.

Agli attaccanti-boa è stato chiesto di lottare per la palla e, in caso di successo, di difenderla per attendere rinforzi da dietro. Attaccanti quali il croato Fran Brodić, lo slovacco Tomáš Vestenický, l'ucraino Viktor Tsygankov o lo svedese Valmir Berisha, hanno fatto un ottimo lavoro in questo senso. Quest'ultimo è stato sostenuto da Gustav Engvall nell'attacco a due punte della Svezia, mentre l'Italia, l'altra squadra a giocare con il 4-4-2, si è affidata a Alberto Cerri (la cui stazza ha attirato i difensori come una calamita) pronto ad aprire spazi per il più rapido Luca Vido, che si è ritrovato a tu per tu con i portieri grazie a rapidi inserimenti centrali propiziati da Cerri.

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Nelle squadre con un solo attaccante, la mancanza di gol ha generato interrogativi sul fatto che, quando si è concentrati a difendere molto bassi, vi sia sufficiente sostegno agli attaccanti. Un punto sollevato è che sia più facile insegnare a difendere che coltivare qualità creative e offensive. Su questa questione si è soffermato il Ct dell'Italia, Daniele Zoratto. "Gli italiano sanno difendersi per natura, senza allenarsi troppo. Storicamente, è il nostro punto di forza. Stiamo cercando di sviluppare altri concetti più offensivi. La difesa ci viene più naturale. Insegnare ad attaccare è più difficile”. Il Ct della Svezia Roland Larsson ha commentato: "Abbiamo sempre insistito di più su una buona organizzazione difensiva. Adesso stiamo cercando di equilibrarlo con qualità offensive”.

I registi
Chi sono stati i giocatori creativi? E dove hanno giocato? Gli osservatori tecnici in Slovacchia hanno affrontato questi due interrogativi. Dei giocatori particolarmente dotati a individuare e fornire il passaggio decisivo, due hanno agito sulla sinistra di un centrocampo a tre con un solo mediano: l'austriaco Valentino Lazaro e lo svizzero Robin Kamber. Uno, il croato Alen Halilović, ha agito come 'spirito libero' dietro la prima punta. Per contro, l'italiano Mario Pugliese, lo svedese Elias Andersson, lo slovacco Jakub Grič e l'ucraino Beka Vachiberadze sono stati schierati in ruoli centrali di contenimento e hanno agito in un'area simile a quella occupata da Andrea Pirlo davanti alla difesa a UEFA EURO 2012.

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Imbastire gli attacchi
Il Ct dell'Austria Hermann Stadler ha dichiarato: "La tendenza nella costruzione delle manovre prevede l'allargamento dei difensori centrali, i due terzini che salgano, e il mediano che si abbassa sulla linea dei difensori centrali”. Gli osservatori tecnici UEFA hanno visto una tendenza positiva nei difensori centrali pronti a salire palla al piede per creare superiorità numerica a centrocampo. "Naturalmente questo richiede maggiori doti creative da parte dei difensori centrali – ha sottolineato Stadler -. Inoltre, stiamo vedendo più mancini giocare a destra e viceversa, il che significa che le ali si accentrano partendo larghe e o vanno al tiro o scaricano una palla per l'attaccante alle spalle della difesa”.

Gioco di contatto

La predilezione per i lanci lunghi e una 'mentalità per le seconde palle', unita alla penuria di calcio di prima, ha fatto di molte partite battaglie di contatti fisici, con i calciatori impegnati a lottare nel gioco aereo o su palloni che rimbalzavano. Il totale di 413 calci di punizione, per una media di 27,5 a partita, hanno rappresentato un incremento del 24% rispetto al 2012. Questo ha determinato un incremento sostanziale nel numero di interruzioni, sollevando interrogativi sul tempo effettivo giocato e sul valore dell'intrattenimento.

Per contro, il netto aumento del numero di falli è stato accompagnato da una calo deciso nei cartellini gialli: da 68 nel 2012 a 54.

Standard professionistici
Come già detto in precedenza, i parametri del calcio Under 17 si stanno muovendo rapidamente in direzione di quelli delle nazionali maggiori, non soltanto in termini di maturità tattica. In Slovacchia, molti selezionatori hanno elogiato pubblicamente i propri staff per il lavoro fisico e di programmazione svolto durante la fase finale del torneo che, per le due finaliste, ha comportato cinque partite in 13 giorni. In particolare, è stato importante studiare in che modo utilizzare i due giorni di riposo tra una partita e l'altra.

Le squadre si sono avvalse di staff che ha analizzato video delle squadre avversarie, una delle finaliste ha investito in un sistema di analisi statistico. (Gli osservatori tecnici UEFA si sono chiesti se i sistemi di analisi potevano essere utilizzati dalla UEFA e distribuiti alle federazioni affiliate). Lo psicologo dello sport è adesso una presenza regolare, e l'importanza di questo aspetto del gioco è stato evidenziato dalla forza mentale mostrata dai calciatori nei momenti critici, in particolare le serie finali dei calci di rigore che hanno deciso una semifinale e la finale. Lo si è visto nella qualità con cui sono stati calciati i rigori in situazione di stress estremo. Come ha sottolineato il Ct della Slovacchia Pecko: "C'è stato un avanzamento importante nell'area mentale”.

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Dalla Russia con i guanti
Il portiere della Russia Anton Mitryushkin si è messo in luce grazie alle sue prodezze in due serie finali dal dischetto. Ma concentrarsi esclusivamente su questo significa sottovalutare lo straordinario contributo reso al successo della squadra. Ha sintetizzato l'ottimo livello dei portieri in Slovacchia. I dati dei 'tiri in porta' indicano che i portieri non sono stati molto impegnati sul piano delle conclusioni da parare, ma alcune parate sono state decisive in molte partite e, in generale, i portieri sono stati determinanti nelle prestazioni delle loro squadre, coprendo con rapidità l'ampia zona alle spalle della difesa e, in molti casi, avviando le azioni d'attacco distribuendo la palla con intelligenza. Prima di attribuire il basso numero totale di gol esclusivamente alle carenze degli attaccanti, è importante rendere merito agli alti livelli dei portieri e discutere se abbia a che vedere con l'innalzamento degli standard nella formazione degli allenatori dei portieri.

E adesso?
La vittoria della Russia ha evocato i ricordi del suo precedente successo a livello di Under 17 nel 2006. "Questa squadra è un esempio, ma ci sono molte cose che possono impedire a un ragazzo di affermarsi ai massimi livelli – ha dichiarato il Ct Dmitri Khomukha -. Soltanto il tempo dirà quali tra i miei ragazzi arriveranno in alto”. Per gli educatori, qual è il modo migliore di trasformare i sogni in realtà?

https://it.uefa.com/under17/season=2013/technical-report/technical-topics/index.html#temi+tecnici