La Lazio crede nel primo posto

Già qualificati ai sedicesimi, i Biancocelesti arrivano a Cipro per sfidare l'Apollon Limassol: ora l'obiettivo diventa provare a vincere il girone. "Crediamo tanto al primo posto", dice Simone Inzaghi alla vigilia.

©Getty Images

La qualificazione è già in cassaforte. Ora il sogno è mettere la mani sulla vetta del Gruppo H, occupato da un Eintracht Francoforte finora a punteggio pieno. La Lazio, dopo aver timbrato il pass per i sedicesimi, affronta in trasferta l'Apollon Limassol. "Crediamo tanto al primo posto", dice Simone Inzaghi nella conferenza stampa della vigilia.

"Ci crediamo tanto", spiega l'allenatore Biancoceleste, "Sappiamo di avere tre punti di ritardo in classifica, però noi giovedì vogliamo vincere e fare una partita importante. Anche il Francoforte non avrà una gara semplice".

La squadra capitolina è reduce dall'1-1 casalingo contro il Milan, firmato da un super gol di Joaquín Correa: il Tucu giocherà in attacco insieme con Felipe Caicedo, Inzaghi dovrebbe affidarsi a un abbondante turn-over e confermare solo un giocatore della formazione di domenica scorsa. Francesco Acerbi.

Giovedì "è una gara importante per tutti", prosegue Inzaghi, "In estate sapevamo di avere l'Europa League. Qualificarci era un nostro obiettivo e l'abbiamo fatto con due partite di vantaggio. Giovedì farò dei cambi, ma io voglio vincere. Tutti potranno mettersi in mostra".

Aggregati alla squadra ci saranno tre giocatori della primavera - Alia (portiere), Armini (difensore) e Rezzi (centrocampista) - mentre Inzaghi conferma che Correa scenderà in campo dal 1'. "E' un giocatore importante per noi, che si è inserito bene con i compagni", osserva l'allenatore, "E' un valore aggiunto".

Acerbi dovrebbe essere l'unico "superstite" della formazione titolare che aveva giocato contro il Milan. "Gioco molto volentieri perché oltre a essere il mio lavoro il calcio è una mia passione", assicura l'ex difensore del Sassuolo, "Non mi sentirete mai dire che voglio riposare, non è da me. Se fosse per me vorrei giocare sempre, la mia testa mi dice di non saltare mai un minuto, ma poi è il mister che decide, al di là dei record".

"Se entrassimo in campo con la leggerezza di chi si è già qualificato rischieremmo di fare una brutta figura", avverte Acerbi, "Un professionista non può permettersi di sottovalutare un match. Non ci sono partite che non contano, anche queste gare sono prove importanti per chi ha giocato di meno e per la squadra in generale. Non bisogna assolutamente sottovalutare questo match".

 

 

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