Finale thrilling, la Lazio elimina l'Inter ai rigori

A San Siro i Biancocelesti passano in vantaggio nel secondo tempo supplementare con Immobile, ma sono raggiunti all'ultimo respiro da un rigore di Icardi: dal dischetto sbagliano Lautaro e Nainggolan, di Lucas Leiva il tiro della vittoria.

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Inter-Lazio 4-5 d.c.r. (Icardi 120'+5' su rig; Immobile 108')
La Lazio batte in extremis l’Inter a San Siro e vola in semifinale di Coppa Italia, dove se la vedrà contro il Milan. A San Siro, nell’ultima gara dei quarti, i Biancocelesti di Simone Inzaghi passano in vantaggio grazie al gol realizzato da Ciro Immobile nel secondo tempo supplementare, ma sono raggiunti all’ultimo respiro da un rigore di Mauro Icardi. La sfida si decide dal dischetto, dove sono decisivi gli errori di Lautaro Martínez e Radja Nainggolan: la trasformazione decisiva è del brasiliano Lucas Leiva.

In apertura si segnalano le conclusioni - imprecise - di Luis Alberto e Marcelo Brozović, poi Samir Handanović si salva in due tempi sul tentativo sempre dello spagnolo ex Liverpool. Il portiere sloveno dei Nerazzurri è in serata super e si oppone anche alla bellissima girata mancina di Immobile.

Nella ripresa Luciano Spalletti si presenta con Matías Vecino al posto di Roberto Gagliardini. L’uruguaiano si gira bene dal limite ma calcia alto, poi Handanović vola di nuovo sul destro a giro di Luis Alberto. I Nerazzurri hanno una grande occasione con Antonio Candreva, un ex, che però da due passi manda alto dopo la parata di Thomas Strakosha sul portoghese João Mário.

Handanović dice ancora di no a Immobile, poi il portiere sloveno tiene in vita l’Inter con due miracoli sul subentrato Felipe Caicedo e di nuovo sull’attaccante della nazionale: si va ai supplementari, non prima che Lautaro Martínez si sia divorato il gol della possibile qualificazione dopo la parata di Strakosha su Matteo Politano.

Simone Inzaghi viene espulso per proteste, ma nel secondo tempo supplementare la Lazio passa: Caicedo serve Immobile e il destro del bomber Biancoceleste, leggermente deviato, stavolta è vincente. Per la Lazio sembra fatta, ma nel recupero dell'extra-time l'Inter ottienere un rigore per un fallo di Sergej Milinković-Savić su Danilo D’Ambrosio: Ștefan Radu è furibondo e viene espulso, dagli 11 metri fa centro Icardi.

La qualificazione si decide proprio dal dischetto: sbaglia Lautaro Martínez, imitato da Riza Durmisi, ma l’errore decisivo è quello di Radja Nainggolan. Che consente a Lucas Leiva di trasformare il tiro che vale la qualificazione e la semifinale contro il Milan.


MARTEDI' 29 GENNAIO

Milan-Napoli 2-0 (Piątek 11', 27')
Dopo la UEFA Champions League, il Napoli saluta anche la Coppa Italia. A San Siro, nella sfida inaugurale dei quarti, la squadra di Carlo Ancelotti - un ex - si inchina al Milan: il nuovo acquisto Krzysztof Piątek firma la doppietta decisiva nel 2-0 che porta i Rossoneri in semifinale.

Il polacco, appena arrivato dal Genoa, ci prova subito al volo sul servizio di Franck Kessié - senza inquadrare lo specchio - poi Gianluigi Donnarumma neutralizza il tentativo di Lorenzo Insigne. Al 10' la squadra di Gennaro Gattuso è avanti. Su un lancio dalle retrovie, Nikola Maksimović ha un'incertezza e Piątek si inserisce bene, battendo Alex Meret con un tiro di destro.

Donnarumma dice ancora di no a Insigne, poi al 27' arriva il raddoppio. Con un capolavoro del nuovo attaccante Rossonero, che servito da un altro nuovo acquisto - Lucas Paquetá - controlla, rientra sul destro e con una conclusione a giro fa ancora centro.

Ci prova ancora Insigne, l'uomo più incisivo della squadra di Ancelotti, ma la mira di Lorenzo Il Magnifico non è precisa. Nella ripresa Adam Ounas prende il posto di Allan, poi Dries Mertens rileva Amadou Diawara. Donnarumma controlla senza eccessivi problemi un sinistro da fuori di Arkadiusz Milik, ci provano anche Faouzi Ghoulam e Ounas che non hanno però fortuna.

C'è tempo per la passerella per Piątek, che tra gli applausi di San Siro è rimpiazzato da Patrick Cutrone. Il Napoli deve arrendersi, il Milan fa festa per la qualificazione.

 

 

 

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