La Lazio cade contro il Genoa degli ex

All'Olimpico i Biancocelesti sono sconfitti 2-1 dalla squadra guidata dal loro vecchio allenatore Ballardini e vedono avvicinarsi Inter e Roma: segnano l'ex Pandev e Laxalt nel recupero, inutile il momentaneo pareggio di Parolo.

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Lazio-Genoa 1-2 (Parolo 59'; Pandev 55', Laxalt 90'+2')
La Lazio cade in casa contro il Genoa e vede avvicinarsi in classifica Inter e Roma, pur restando al terzo posto. All’Olimpico, il Monday Night della 23esima giornata finisce 2-1 per i Grifoni dell’ex Davide Ballardini, a segno con Goran Pandev e Diego Laxalt; inutile, per i Biancocelesti di Simone Inzaghi, il momentaneo pareggio di Marco Parolo.

La prima chance capita sui piedi di Luis Alberto, ma lo spagnolo svirgola il pallone in area; i Grifoni reagiscono con una conclusione di Oscar Hiljemark, ma il centrocampista svedese manda alto sopra la traversa.

Mattia Perin è attento sul tiro dalla distanza di Alessandro Murgia, Luis Alberto è ancora pericoloso ma non inquadra lo specchio della porta avversaria. Un’occasione ce l’ha anche Diego Laxalt, il centrocampista uruguaiano si inserisce sullo scarico di Pandev ma trova attento Thomas Strakosha.

Nella ripresa, dopo una grande chance per Lucas Leiva, la formazione di Ballardini passa. Luca Rigoni parte in contropiede e crossa, Stefan de Vrij ha un’indecisione e Pandev, di destro, trova il classico gol dell’ex.

Il vantaggio del Genoa, però, dura appena quattro minuti. Sul cross di Martín Cáceres, Parolo indovina uno splendido esterno sinistro al volo e mette il pallone sul palo più lontano: 1-1. Inzaghi getta nella mischia Felipe Anderson e Nani, ma Perin blocca il destro al volo dell’inesauribile Luis Alberto.

A dieci minuti dalla fine i Grifoni passano. Cáceres “buca” l’intervento sul rilancio del portiere avversario, Laxalt si ritrova davanti a Strakosha e lo batte di sinistro: dopo il VAR, però, il gol dell’uruguaiano è annullato per un tocco di mano.

Perin dice di no anche a Ciro Immobile, l’arbitro concede quattro minuti di recupero e al 92’ Laxalt, di testa sul cross di Hiljemark, gela l’Olimpico. Vince il Genoa, la Lazio ora ha un punto di vantaggio sull’Inter e due sulla Roma.


DOMENICA 4 FEBBRAIO

Benevento-Napoli 0-2 (Mertens 20', Hamšík 47')
Il Napoli passa d’autorità sul campo del Benevento e torna solitario al comando della Serie A. Allo Stadio Ciro Vigorito, nel derby campano della 23esima giornata, i Partenopei di Maurizio Sarri si impongono 2-0 e conquistano la settima vittoria consecutiva: sono i gol, uno per tempo, di Dries Mertens e Marek Hamšík a decidere il posticipo.

L’avvio della squadra di Roberto De Zerbi, fanalino di coda del campionato, è intraprendente. Vanno al tiro in rapida successione Enrico Brignola, il serbo Filip Djuričić e il brasiliano Guilherme, ma nessuno dei tre inquadra lo specchio della porta difesa da Pepe Reina. Che poco dopo blocca senza problemi il tentativo di Marco D'Alessandro.

Gli ospiti reagiscono con un pallonetto beffardo di Lorenzo Insigne che si stampa sulla traversa, poi Lorenzo Il Magnifico scarica per Hamšík ma il capitano calcia altissimo. Al 20’, però, la squadra di Sarri passa. Un beffardo tiro-cross di Mertens sorprende Christian Puggioni e vale l’1-0: per l’attaccante belga è la rete numero 14 in questo campionato.

Lo stesso ex PSV Eindhoven e Kalidou Koulibaly vanno vicini al raddoppio, poi a cinque minuti dalla fine il Benevento si divora il pareggio: Brignola rientra sul sinistro ma è chiuso dalla retroguardia avversaria, il pallone finisce a Djuričić che però trova soltanto l’esterno della rete. La squadra di Sarri reagisce con Allan, ma Puggioni si rifugia in angolo.

Nella ripresa, dopo due minuti, il Napoli chiude di fatto la partita: assist di José Callejón per Hamšík, che insacca a porta vuota: per il capitano è la quinta rete in campionato. La squadra di De Zerbi prova a reagire con Andrea Costa, che di testa non riesce a trovare la porta. Poi i padroni di casa ottengono un rigore per l’intervento di Koulibaly su Costa, ma il VAR ravvisa un fuorigioco e il penalty è revocato.

Il Napoli insiste, Puggioni è tempestivo nell’uscita su Mertens mentre Callejón non trova lo specchio della porta. Reina non si fa sorprendere dal tentativo dalla distanza di Sandro, poi Mertens deve abbandonare il campo per una sospetta distorsione. Nel recupero ancora Callejón va vicino al tris, mentre il subentrato Massimo Coda esalta i riflessi dell’estremo difensore del Napoli. Che vince e torna davanti alla Juventus al comando.


Atalanta
-ChievoVerona 1-0 (Mancini 72')
L’Atalanta colleziona la terza vittoria nelle ultime quattro partite e sale al settimo posto in classifica. All’Atleti Azzurri d’Italia, la Dea di Gian Piero Gasperini piega 1-0 il ChievoVerona grazie al primo gol in Serie A del giovane - 21 anni - Gianluca Mancini.

Nel primo tempo i padroni di casa si rendono pericolosi con Bryan Cristante e lo sloveno Josip Iličić, mentre Stefano Sorrentino è reattivo su un’altra conclusione sempre di Cristante. Il centrocampista di proprietà del Benfica e cresciuto nel Milan ci prova ancora poco prima dell’intervallo, ma il pallone lambisce il palo.

Nella ripresa sono sempre Cristante e Iličić i più attivi, ma la mira non è quella dei giorni migliori. Ci prova anche Andrea Masiello, senza fortuna, poi a diciotto minuti dalla fine l’Atalanta passa. Il difensore Mancini insacca di petto sugli sviluppi di un corner, l’arbitro convalida dopo aver consultato il VAR.

La squadra di Gasperini va vicina la raddoppio con l’olandese Marten de Roon e l’attaccante danese Andreas Cornelius, nel finale un colpo di testa di Nicola Rigoni sul cross di Roberto Inglese mette i brividi al pubblico di casa. Ma i Nerazzurri riescono a conquistare una preziosissima vittoria.

Udinese-Milan 1-1 (aut. Donnarumma 76'; Suso 9')
Arriva una leggera frenata per il Milan. Dopo tre vittorie consecutive, i Rossoneri di Gennaro Gattuso devono accontentarsi di un pareggio sul campo dell’Udinese, malgrado il gol in apertura dello spagnolo Suso: è una rocambolesca autorete del portiere Gianluigi Donnarumma a consentire alla squadra guidata da Massimo Oddo - un ex - di raccogliere un prezioso pareggio.

In apertura il Milan ha subito un’occasione con Giacomo Bonaventura, ma il vantaggio arriva comunque al 9’ con un capolavoro di Suso, che da almeno 30 metri indovina un sinistro che trova l’incrocio dei pali.
L’argentino Rodrigo De Paul e Kevin Lasagna vanno vicini al pareggio per i Friulani, dalla parte opposta è André Silva a sciupare una ghiotta chance per raddoppiare.

Donnarumma si salva ancora su Lasagna, che poco prima dell’intervallo mette fuori di testa sul cross di De Paul. Nella ripresa la squadra di Gattuso prova a chiudere la partita. Un tiro-cross di Suso sorprende Albano Bizzarri ma esce, mentre André Silva si gira in uno spazio ristrettissimo ma calcia alto: questa volta, l’attaccante portoghese è sfortunato.

Il Milan, però, resta in dieci a poco più di 20 minuti dalla fine: Davide Calabria rimedia il secondo giallo per un contrasto aereo su Jakub Jankto ed è espulso. La squadra di Oddo preme, Donnarumma si salva proprio sul ceco Jankto mentre il suo connazionale Antonín Barák fallisce il tap-in.

Il portiere Rossonero è bravo nell’uscita con i piedi ancora su Lasagna, poi si ripete su Maxi López. Ma al 76’ è costretto a capitolare, mettendo il pallone nella sua porta dopo una deviazione del capitano Leonardo Bonucci. In inferiorità numerica il Milan costruisce due chance con Franck Kessié e il subentrato Nikola Kalinić, ma la sfida termina in parità.

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