I soprannomi delle squadre di UEFA Europa League: dalla L alla Z

Ecco la seconda parte dei soprannomi delle 32 squadre impegnate nei sedicesimi di finale di UEFA Europa League, tra cui spiccano lupi, puledri, aquile con una o due teste, diavoli rossi e sottomarini gialli.

Jünter, la mascotte del Mönchengladbach
Jünter, la mascotte del Mönchengladbach ©Getty Images

Legia Warszawa – Wojskowi (i Militari)
Il Legia è stato fondato da soldati della Legione Polacca (il primo esercito della Polonia per generazioni) durante la Prima Guerra Mondiale. In seguito è diventato il club ufficiale dell'esercito polacco, da qui l'appellativo.

Ludogorets Razgrad – The Eagles (le Aquile)
Un tempo i bulgari del Ludogorets erano conosciuti come i Lupi, ma tanti anni fa hanno spiccato il volo per ragioni non del tutto certe. Una teoria vuole che la città gemella di Razgrad, ovvero Orel, significhi Aquila. Da qui il soprannome.

Lyon – Les Gones (i Bambini)
Non c'è una storia particolare dietro. Il soprannome infatti trasmette giovinezza e freschezza e, dato che Gones è una parola dialettale di Lione, l'appellativo richiama immediatamente il Lyon.

José e Fred the Red
José e Fred the Red©Getty Images

Manchester United – The Red Devils (i Diavoli Rossi)
I giocatori dello United erano gli Heathens (perché provenivano dall'area Newton Heath di Manchester e giocavano di domenica), ma negli anni '60 Sir Matt Busby aveva preso in simpatia la squadra di rugby dei Red Devils. 'Diavoli Rossi' era infatti il soprannome della vicina formazione di rugby di Salford da quando un giornalista francese li aveva definiti "Les Diables Rouges" nel 1934.

Mönchengladbach – Fohlenelf (i Puledri)
Negli anni '70, ovvero l'epoca d'oro di Hennes Weisweiler e Udo Lattek, il Gladbach divenne famoso per la forza, veemenza, dinamismo e per il gioco prettamente offensivo. Puledri sembrava il soprannome più calzante per una squadra così vigorosa in campo.

Olympiacos – Thrylos (Leggenda)
L'Olympiacos deve il suo soprannome agli entusiasti scrittori sportivi della fine degli anni '20, letteralmente rapiti dalle prodezze della squadra durante una serie di tornei amichevoli di quel periodo.

Osmanlıspor –  Yeniçeriler (Giannizzerri), Akıncılar (Cavallerie) 
Il club era conosciuto come Ankaraspor fino al 2014, quando, con la squadra in declino, il sindaco della capitale turca, Melih Gökçek, decise per un rebranding più evocativo per rilanciare la squadra (Osmanlıspor significa sport ottomano). La scelta ha portato talmente fortuna che l'Osmanlıspor è stato subito promosso e l'anno scorso si è piazzato al quinto posto nella massima serie. 

PAOK – Dikefalos Aetos (Aquila a due teste)
Ci sono tante aquile nel calcio, ma quella a due teste è sicuramente meno comune. Il soprannome proviene dal logo della squadra, ispirato a sua volta dallo stemma dell'impero bizantino. Simboleggia il forte legame con Costantinopoli, ovvero la città di provenienza dei rifugiati che hanno fondato il club.

Roma – I Lupi
La lupa è il simbolo di Roma. Quando il nonno di Romolo e Remo venne tradito dal fratello che ne usurpò il posto, il traditore ordinò che i gemelli venissero abbandonati sulla riva del Tevere. La leggenda vuole che a salvare i due da morte certa fosse una lupa, e che anni dopo Romolo abbia fondato Roma.

Lo Schalke tra anatre e miniere
Lo Schalke tra anatre e miniere©Getty Images

Rostov – Zhelto-Siniye (i Gialloblù)
La squadra ha tanti soprannomi ma al momento Zhelto-Siniye sembra in vantaggio su Rostovchane (cittadini di Rostov) e Yuzhane (Meridionali). Il club era conosciuto anche come Selmashi o Harvesters, entrambi i soprannomi legati alla nascita della squadra come passatempo per i lavoratori di un'industria di macchine agricole.

Schalke – Die Knappen (i Minatori)
Gelsenkirchen si trova nel cuore industriale della Germania, e nei primi tempi la maggior parte dei tifosi dello Schalke proveniva dalla comunità legata alle cave di carbone. I minatori che superavano l'apprendistato si chiamavano infatti Knappe.

Un tifoso dello Shakhtar col kit completo
Un tifoso dello Shakhtar col kit completo©Getty Images

Shakhtar Donetsk – Himyky (i Minatori)
Un altro omaggio ai lavoratori delle miniere di carbone, questa volta nella regione del Donbass. Shakhtar significa infatti lavoratore delle miniere in ucraino. Nel logo del club c'è un martello e un piccone, e i tifosi indossano spesso dei luminosi cappelli arancioni come quelli delle miniere.

Sparta Praha – Rudí (i Marroni)
Lo Sparta indossava divise nere, poi bianche e nere e solo in seguito marrone. Pare infatti che un funzionario del club abbia visto un volta giocare l'Arsenal a Londra e sia rimasto talmente folgorato dalle loro divise da comprarne un set per la squadra. Colore e soprannome sono rimasti nel tempo, anche se negli anni '20 l'imbattibile Sparta Praha si è conquistato l'appellativo di Iron Sparta.

St-Étienne – Les Verts (i Verdi)
L'inconfondibile colore verde proviene dalle tendine dell'ufficio di Geoffroy Guichard, fondatore della celebre catena 'Groupe Casino' che diede vita al club nel 1919. Anche lo stadio porta il nome dell'imprenditore francese.

Tottenham – Spurs
Un appellativo più breve per indicare Hotspur, che proviene da Harry Hotspur, ovvero un nobile inglese del Medioevo che appare nell'Enrico IV di Shakespeare e che è diventato famoso per i suoi speroni da stivali e per i galli da combattimento.

Villarreal: il Sottomarino Giallo
Villarreal: il Sottomarino Giallo©Getty Images

Villarreal – El Submarino Amarillo (il Sottomarino Giallo)
Alcuni tifosi durante un partita al Madrigal del 1968 hanno cambiato le parole della celebre canzone dei Beatles, 'Yellow Submarine', in "Amarillo es el Villarreal/amarillo es/amarillo es"(giallo è il colore del Villareal, del Villareal, del Villareal) per sostenere la squadra. Da allora è rimasto il soprannome il Sottomarino Giallo.

La storia completa dietro il soprannome del Villarreal

Zenit – Blue-White-and-Sky-Blues (Blu-Bianco-Azzurri)
Wikipedia suggerisce anche Zenitchiki (armata contraerea), ma praticamente nessuno usa questo soprannome. 'Zenitovtsy' (dello Zenit) si sente negli spalti, ma anche Sine-Belo-Golubye è diffuso. Oltre a questi, negli spalti riecheggia ovviamente l'urlo 'Zenit! Zenit!'.

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