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Il capitano dello United, Harry Maguire, sulla sfida col Milan e sulla sua carriera

"Mi faccio sentire in campo e in spogliatoio", commenta il capitano del Manchester United in vista della sfida contro il Milan.

Harry Maguire durante l'intervista a UEFA.com
Harry Maguire durante l'intervista a UEFA.com UEFA.com

Harry Maguire è diventato una delle figure predominanti del Manchester United di Ole Gunnar Solskjær. Il difensore centrale, 27 anni, è stato nominato capitano a gennaio 2020, pochi mesi dopo il suo arrivo dal Leicester City.

In vista della gara di andata degli ottavi contro il Milan, il giocatore parla a UEFA.com delle prospettive della sua squadra in UEFA Europa League e del suo atteggiamento con i compagni.

La sfida contro il Milan agli ottavi

Da ragazzo seguivo sempre il Milan, che è una grande squadra. San Siro è uno stadio leggendario e quando ci hanno detto chi ci era toccato eravamo esaltati. Sarà una sfida emozionante.

Diogo [Dalot] è in prestito dallo United e sono sicuro che qualche mio compagno lo avrà già sentito. Sappiamo che il Milan è forte: quest'anno va anche bene in campionato, dunque sarà una gara difficile.

Essere il capitano dello United

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È un grande privilegio. Ho la fortuna di essere il capitano di questa squadra ed è un grande onore. Faccio tutto il possibile per essere un bravo capitano; ovviamente, ciò che conta è iniziare a vincere trofei e partite con continuità. Sono molto esigente. Di sicuro, i miei compagni dicono che mi faccio sentire in campo e anche in spogliatoio.

[Io e Ole Gunnar Solskjær] abbiamo un bellissimo rapporto. Sta lavorando molto bene: è freddo e calmo, ma quando serve non ha paura di rimproverarti. Siamo simili. Parliamo molto prima degli allenamenti e delle partite. Io gli dico le mie idee, parlo del gruppo, della mentalità, di come possiamo migliorare e di dove possiamo arrivare come squadra, e lui è esattamente uguale.

Essere competitivi

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Ho due fratelli e ci sfidavamo sempre in giardino, prendendoci letteralmente a calci e consumando il terreno. La mamma non era molto contenta, ma anche mio padre giocava a livello dilettantistico e amava il calcio. In TV c'era sempre una partita e siamo cresciuti così.

Tutto quello che facevamo era competitivo, che fosse calcio o meno. La sconfitta fa male, ora come allora. È difficile rialzarsi dopo aver perso, ma con l'esperienza ci riesci.

La stagione dello United

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Siamo migliorati nettamente. Sono arrivato due anni fa e la gente non pensava che saremmo arrivati fra le prime quattro, invece ci siamo riusciti. Poi inizia la stagione successiva e la gente pensa di nuovo che non arriverai fra le prime quattro. Poi però ti ritrovi secondo e tutti iniziano a dire: "ll Manchester United è secondo, dovrebbe lottare per il primo posto". È sempre così... è una questione di pretese, pretese e pretese.

La nostra mentalità è cambiata. Ora siamo più costanti. Ovviamente è stato brutto essere eliminati dalla [UEFA] Champions League, ma siamo in buona posizione in Premier League e dobbiamo consolidarla.