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Genoa rimontato, primo acuto esterno per l'Atalanta

Nel posticipo del martedì, la squadra di Gasperini - un ex - sbanca Marassi e si porta all'ottavo posto in classifica: segna subito Bertolacci, ma Iličić e Masiello firmano il primo successo in trasferta della 'Dea'.

Genoa rimontato, primo acuto esterno per l'Atalanta
Genoa rimontato, primo acuto esterno per l'Atalanta ©Getty Images

Genoa-Atalanta 1-2 (Bertolacci 4’; Iličić 45’, Masiello 52’)
L’Atalanta ottiene la prima vittoria in trasferta in questo campionato - la seconda nelle ultime tre partite - e sale all’ottavo posto in classifica, a un punto dal Milan. A Marassi, in una gara posticipata a martedì per l’allarme maltempo, i Bergamaschi battono 2-1 in rimonta il Genoa grazie ai gol di Josip Iličić e Andrea Masiello, un ex come l’allenatore dei Nerazzurri Gian Piero Gasperini. 

La sfida inizia come meglio non potrebbe per i padroni di casa. Dopo quattro minuti Andrea Bertolacci riceve il pallone da Adel Taarabt e lascia partire un gran sinistro che non dà scampo a Etrit Berisha: è il primo gol in campionato per il centrocampista tornato in prestito dal Milan.

Al 25’ la squadra di Davide Ballardini ringrazia il suo portiere, Mattia Perin, che compie un grande intervento sul colpo di testa del difensore brasiliano Rafael Tolói, un passato nella Roma. Allo scadere del primo tempo, comunque, la ‘Dea’ riporta in equilibrio la partita. Iličić, sull’assist di Andrea Petagna, trova un gran gol di destro, il piede meno “sensibile”.

Nella ripresa Gasperini toglie Tolói e inserisce l’argentino José Luis Palomino. E dopo sette minuti l’Atalanta perfeziona la rimonta. Iličić veste questa volta i panni dell’uomo assist e pesca con un cross sul secondo palo Masiello, che di testa mette dentro il classico gol dell’ex.

I Bergamaschi inseriscono anche l’olandese Marten de Roon, che rimpiazza Petagna, poi arriva anche la mossa di Ballardini: fuori l’uruguaiano Diego Laxalt, dentro Gianluca Lapadula. è però Perin il portiere più impegnato. Il capitano dei Grifoni prima blocca il destro di De Roon, poi effettua un super salvataggio sul colpo di testa di Palomino.

Il Genoa ci prova con generosità, ma l’Atalanta difende bene. E dopo il primo posto nel girone di UEFA Europa League, conquista anche il primo, sospirato successo in trasferta di questo campionato.


LUNEDI'

Lazio
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Torino 1-3 (Luis Alberto 69'; Berenguer 54', Rincón 64', Edera 73')
La Lazio cade in casa contro il Torino e fallisce l’aggancio alla Roma al quarto posto in classifica. All’Olimpico, nel Monday Night della 16esima giornata, i Biancocelesti perdono per espulsione Ciro Immobile allo scadere del primo tempo e si inchinano 3-1 nella ripresa al cospetto dei Granata di Siniša Mihajlović, a segno con Álex Berenguer, Tomás Rincón e Simone Edera. Inutile, per la squadra di Simone Inzaghi, la prodezza di Luis Alberto. 

All’Olimpico il primo squillo è del Torino, Iago Falque dopo un’azione personale tocca per Andrea Belotti ma il “Gallo” colpisce il palo. Qualche minuto dopo ci prova anche Rincón, ma il centrocampista venezuelano - in prestito dalla Juventus - calcia alto.

Salvatore Sirigu dice di no al montenegrino Adam Marušić, poi è Cristian Molinaro ad avere una grandissima opportunità: l’esterno sinistro difensivo, ex Juventus e Stoccarda, è servito in modo splendido da Iago Falque ma il suo diagonale sinistro termina a lato davvero di pochissimo.

Ancora Belotti, sul cross di Daniele Baselli, non trova lo specchio della porta, poi Sirigu vola a respingere la punizione di Luis Alberto. Lo spagnolo veste anche i panni di uomo assist, servendo con una “succhiaiata” sopraffina Immobile: uno degli ex della serata colpisce però il legno.

Nel finale di primo tempo succede di tutto. Lo stesso Immobile protesta invano per un rigore sul tocco di mano di Iago Falque, giudicato involontario, e poi dopo un litigio con Nicolás Burdisso tocca il difensore argentino: l’arbitro ricorre al VAR ed espelle l’attaccante della nazionale, la Lazio è costretta a giocare tutta la ripresa in inferiorità numerica.

Nella ripresa la squadra di Mihajlović va alla conclusione prima con Rincón e poi con Iago Falque, ma al 54’ i Granata passano in vantaggio. Berenguer, scattato sulla sinistra, è il più lesto a fiondarsi sul pallone dopo un suo cross respinto e con un destro rasoterra batte Thomas Strakosha sul palo più lontano.

Inzaghi mette subito dentro Dušan Basta e Felipe Anderson, per poi gettare nella mischia qualche minuto dopo anche Felipe Caicedo. Al 64’, però, il Torino raddoppia. Sul tiro di sinistro di Rincón, Strakosha non può nulla. La Lazio prova a reagire con Ștefan Radu e Basta, ma al 69’ i Biancocelesti riescono comunque a riaprire la partita.

Belotti si fa “scippare” il pallone, Luis Alberto si invola verso la porta di Sirigu e lo scavalca con un super pallonetto. Mihajlović richiama Iago Falque e inserisce Edera: la mossa del tecnico serbo è subito premiata. Proprio il 20enne Edera si trova solo al limite e con un sinistro a giro trova il terzo gol del Torino, il suo primo in Serie A.

Senad Lulić lascia partire una grande botta dalla distanza, ma Sirigu para con un gran balzo. Il Torino sfiora il poker, ma conquista comunque una vittoria di prestigio dopo quattro pareggi consecutivi e malgrado l'esclusione di Adem Ljajić; la Lazio di Inzaghi, alla terza sconfitta in campionato, mastica amaro.


DOMENICA

Napoli
-Fiorentina 0-0
Il Napoli non riesce a riconquistare la vetta solitaria della Serie A. In casa, dopo la sconfitta con il Feyenoord e l’eliminazione in UEFA Champions League, la squadra di Maurizio Sarri non va oltre il pareggio contro la Fiorentina ed è ora seconda a un punto dall’Inter: al San Paolo finisce a reti inviolate.

I padroni di casa hanno subito una grande opportunità con Jorginho, che non capitalizza l’ottimo lavoro di Dries Mertens: il centrocampista della nazionale spara alto da posizione favorevolissima. La Fiorentina poco dopo passa in vantaggio con Giovanni Simeone, ma il gol dell’1-0 è annullato per fuorigioco del “Cholito”.

Pepe Reina si distende e agguanta un’insidiosa conclusione di Marco Benassi, poi il portiere spagnolo si ripete sullo scatenato Simeone, bravo a eludere in velocità la marcatura di Kalidou Koulibaly. Nella ripresa è Piotr Zieliński a sciupare una ghiotta chance, non sfruttando l’assist da manuale di Allan.

Il polacco, complice l’intervento di Marco Sportiello, colpisce poco dopo il palo sul tacco di Mertens, poi il capitano Marek Hamšík dà solo l’illusione ottica del gol al pubblico del San Paolo. Il Napoli preme, il centrocampista slovacco smarca José Callejón che però di testa non inquadra lo specchio della porta.

Sportiello si erge a protagonista al 71’, quando “mura” un Mertens che avrebbe comunque potuto fare meglio sul tocco di Allan. Sarri mette dentro l’algerino Adam Ounas e il croato Marko Rog, poi getta nella mischia anche Amadou Diawara. Proprio sul cross di Ounas ha un’altra opportunità Callejón, ma la spagnola non centra lo specchio della porta avversaria.

L’arbitro concede tre minuti di recupero, ma il Napoli non riesce a vincere. Per la terza partita consecutiva. La Fiorentina di Stefano Pioli, al terzo pareggio nelle ultime quattro gare, è settima.


Milan-Bologna 2-1 (Bonaventura 10', 76'; Verdi 23')
Al terzo tentativo, Gennaro Gattuso ottiene la prima vittoria da allenatore del Milan. Nella serata dell’esordio a San Siro del nuovo tecnico, i Rossoneri battono 2-1 il Bologna a San Siro e salgono al settimo posto, trovando un successo che mancava dal 5 novembre: il posticipo lo decide la doppietta di Giacomo Bonaventura, che vanifica il momentaneo pareggio di Simone Verdi.

Il Milan parte con il piede premuto sull’acceleratore. Vasilis Torosidis è provvidenziale nella chiusura su Fabio Borini, poi la difesa dei Felsinei si salva sul doppio tentativo di Franck Kessié e Riccardo Montolivo. Al 10’ i Rossoneri sbloccano il risultato. Nikola Kalinić fa la sponda di testa per Bonaventura, che complice la leggere deviazione di Giancarlo González mette fuori causa Antonio Mirante.

Il portiere ospite è attento sul destro di Borini come sul successivo tentativo di Kessié, ma al 23’ arriva il pareggio della formazione di Roberto Donadoni, uno dei grandi ex della serata. Mattia Destro supera agevolmente Mateo Musacchio e serve Verdi, che controlla e mette il pallone all’incrocio dei pali: un gol confezionato da due ex Rossoneri.

Lo stesso autore dell’1-1 salta secchio Musacchio ma manda alto, poi una girata di testa di Leonardo Bonucci sul corner di Suso termina di poco alta sopra la traversa. Gattuso nella ripresa decide di cambiare: fuori Ignazio Abate, dentro Patrick Cutrone. Poi Kalinić rimpiazza André Silva.

A quattordici minuti dalla fine arriva il gol decisivo. Cross di borini, Bonaventura sovrasta Torosidis con un imperioso stacco di testa e insacca il 2-1. Gianuluigi Donnarumma salva la porta del Diavolo prima sul colpo di testa di Saphir Taïder e poi sul successivo tiro di Adam Masina, poi Destro mette a lato di testa sulla punizione di Verdi.

Il triplice fischio dell’arbitro è una liberazione per i Rossoneri, Gattuso festeggia per il suo primo successo in panchina.

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