Rimonta all'Inter, la Fiorentina è sempre terza

All'Artemio Franchi i Viola vanno all'intervallo sotto di un gol trafitti da Brozović, ma nella ripresa la squadra di Paulo Sousa fa sua la partita grazie alle reti di Borja Valero e Babacar. Espulsi Telles, Zárate e Kondogbia.

Khouma Babacar (Fiorentina) insacca il gol decisivo per i Viola contro l'Inter
Khouma Babacar (Fiorentina) insacca il gol decisivo per i Viola contro l'Inter ©AFP/Getty Images

Fiorentina-Inter 2-1 (Borja Valero 60’, Babacar 90’+1’; Brozović 26’)
La Fiorentina batte in rimonta l’Inter e consolida il terzo posto in classifica, riducendo a sette punti il distacco dal Napoli. Al Franchi i Viola di Paulo Sousa vincono 2-1 con un gol fortuito di Khouma Babacar, in una sfida caratterizzata da tre espulsioni. 

I padroni di casa partono forte, ispirati da un Federico Bernardeschi che sembra in serata di grazia. L’attaccante della nazionale Under 21 prima impegna Samir Handanovič con una conclusione dalla distanza, poi serve Josip Iličić che calcia a colpo sicuro ma trova la respinta sulla linea di Alex Telles. Al 26’, però, è l’Inter a passare: Geoffrey Kondogbia serve Rodrigo Palacio, che scarica all’indietro per Marcelo Brozović che non lascia scampo a Ciprian Tătăruşanu: per il centrocampista croato è il terzo gol in campionato.

Prima dell’intervallo c’è un’altra grande parata di Handanovič, che si oppone alla grande sul colpo di testa di Matías Vecino. Al 61’ la Fiorentina pareggia. Sul cross di Iličić dalla destra, c’è la spizzata di Jeison Murillo che però non impedisce a Borja Valero - tutto solo - di firmare l’1-1 di testa. A otto minuti dalla fine viene espulso il difensore brasiliano Telles per doppia ammonizione e in pieno recupero la squadra di Paulo Sousa trova il gol vittoria.

Handanovič si oppone alla conclusione di Mauro Zárate, entrato in campo nella ripresa, il pallone finisce sul petto di un altro nuovo entrato, Babacar, che di petto firma il 2-1 per i Viola. Il finale è rocambolesco, con i rossi a Zárate e Kondogbia; l’Inter di Roberto Mancini incappa nella seconda sconfitta nelle ultime quattro partite, la sesta complessiva. 

Juventus-Napoli 1-0 (Zaza 88')
La Juventus vince la sfida Scudetto contro il Napoli e vola in testa alla classifica. Davanti ai loro tifosi, i campioni d’Italia piegano 1-0 la squadra di Maurizio Sarri e la scavalcano, conquistando la quindicesima vittoria consecutiva: è un gol di Simone Zaza a due minuti dalla fine a far esplodere lo Juventus Stadium. La serie dei Partenopei, ora attardati di un punto dalla vetta, si ferma invece a otto successi di fila.

La prima azione offensiva è della Juventus, Juan Cuadrado calcia sullo scarico di Sami Khedira ma Pepe Reina blocca sicuro. Paul Pogba ci prova su punizione e mette a lato, la reazione del Napoli è affidata a Gonzalo Higuaín in ritardo di un soffio sul cross di José Callejón; dalla parte opposta è ancora attento Reina, che si distende sulla conclusione di Claudio Marchisio.

Nella ripresa la squadra di Sarri si rende subito pericolosa con Lorenzo Insigne, che costringe all’intervento di piede Gianluigi Buffon; Patrice Evra ha un’ottima opportunità per i Bianconeri, ma il suo destro è da dimenticare. I ragazzi di Allegri premono, Paulo Dybala calcia di sinistro ma mette alto di pochissimo. Dries Mertens subentra a Insigne, Marek Hamšík prova il sinistro da fuori ma sfiora l’incrocio dei pali.

La partita si decide all’88’. Zaza - in campo da mezzora al posto di Álvaro Morata - prova il sinistro da fuori area, la deviazione decisiva di Raúl Albiol mette fuori causa Reina: per l’attaccante è il quarto gol in campionato, la Juventus vince e festeggia il sorpasso.

Lazio-Verona 5-2 (Matri 44’, Mauri 50’, Felipe Anderson 69’, Keita 82’, Candreva su rig. 90'; Greco 72’, Toni 79’)
Dopo tre partite, la Lazio ritrova gol e vittoria e si porta al settimo posto in classifica. Nel primo anticipo della 25ª giornata, i Biancocelesti stendono 5-2 il Verona fanalino di coda, in una sfida pirotecnica soprattutto nella ripresa.

L’inizio di partita è scoppiettante all’Olimpico. Felipe Anderson mette i brividi al Verona con un destro incrociato, poco dopo Alessandro Matri sulla sponda di Stefano Mauri si divora il gol del possibile vantaggio. Gli scaligeri si fanno notare con Luca Toni, che manda a lato di poco, e con Giampaolo Pazzini, che costringe Federico Marchetti all’intervento in tuffo.

Va vicino a sbloccare la partita, due volte, anche Danilo Cataldi, ma allo scadere del primo tempo la Lazio trova il sospirato 1-0. Lo firma Matri, che con il sinistro inganna Pierluigi Gollini sull’assist di Cataldi. A inizio ripresa la squadra di Pioli trova anche il raddoppio. Senad Lulić smarca Cataldi per l’inserimento, il tocco in mezzo pesca Mauri che di sinistro batte ancora il portiere avversario.

Il Verona centra la traversa con una svarione difensivo di Wesley Hoedt e i Biancocelesti trovano il tris. Felipe Anderson, sul centro di Matri, non ha problemi a mettere nel sacco e sembra mettere in ghiaccio la partita. Sembra, perchè nello spazio di sette minuti il Verona realizza due gol.

L’ex romanista Leandro Greco, su punizione, non dà scampo a Marchetti, poi arriva il guizzo di Luca Toni a rimettere in partita la squadra guidata da Luigi Delneri. La Lazio però non ci sta e prima va a segno con Keita Baldé Diao, su assist di Miroslav Klose, e poi trova il pokerissimo con un rigore di Antonio Candreva, concesso per fallo di Gilberto su Lulić.