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Napoli, un sogno azzurro nel cassetto

Il modo in cui il Napoli ha liquidato la Dinamo Mosca conferma che la squadra di Rafael Benítez ha il carattere per arrivare lontano: "Il sogno sarebbe una finale con un’altra italiana", dice Benítez.

Napoli, un sogno azzurro nel cassetto
Napoli, un sogno azzurro nel cassetto ©AFP/Getty Images

“Il sogno sarebbe una finale con un’altra italiana: se devo firmare lo faccio subito. Sarebbe una cosa importante per tutto il calcio italiano. Ora aspettiamo la prossima partita, sperando che sia l'avversaria più facile possibile. Anche se arrivati a questo punto le squadre sono tutte forti”. Parola di Rafael Benítez.

Il tecnico del Napoli, che l’UEFA Europa League l’ha vinta già due volte, sogna un tris magico con l'SSC Napoli, per la prima volta ai quarti di finale di una competizione europea dal 1989. “Il percorso di crescita continua, abbiamo vinto due coppe e l’anno scorso abbiamo centrato il record di punti in campionato: adesso siamo nei quarti d'Europa League, un risultato storico. Ma io parlo sempre di equilibrio”, quasi si schermisce Benítez.

Eppure il Napoli ci crede, crede nell'impresa, crede nella possibilità di arrivare fino in fondo, fino alla finale di Varsavia. Il tecnico spagnolo, però, predica calma. Una partita alla volta, un passo dopo l'altro: “Adesso pensiamo alla prossima partita e poi proviamo ad andare avanti e a vincere la coppa. Ma è una cosa ovviamente molto difficile e il cammino è ancora lungo. Quindi ora concentriamoci sul campionato e sulla sfida contro l'Atalanta”.

I complimenti alla squadra, però, sono obbligatori: “Mi è piaciuto molto l'atteggiamento della squadra e la capacità di saper leggere bene la partita – chiosa Benítez - Un segnale di crescita anche questo, se avessimo fatto gol sarebbe stato ancora meglio, ma queste partite sono pericolose perché una rete della FC Dinamo Moskva avrebbe reso tutto più complicato”.

Canta Napoli, canta anche Marek Hamšík, pure impiegato solo nell'ultima mezzora: “Siamo contenti di aver fatto la storia ma questo è solo un passo: perché noi vogliamo andare fino in fondo in tutte le competizioni. Possiamo riuscirci, a patto che non sbagliamo l’approccio alle gare: a Mosca siamo stati perfetti, a Verona no”. La maturità del capitano.

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