La rinascita italiana della Honvéd

Filip Holender, ala serba della gloriosa Budapest Honvéd FC rinata sotto la guida del tecnico italiano Marco Rossi, ha definito l'italian connection del club "un ottimo esempio per tutti in campo e fuori".

Filip Holender è letteralmente sbocciato giocando assieme al contingente italiano della Honvéd
Filip Holender è letteralmente sbocciato giocando assieme al contingente italiano della Honvéd ©Budapest Honvéd FC

La Budapest Honvéd FC è letteralmente rinata sotto la guida tecnica di Marco Rossi: alla vigilia della sfida valida per il secondo turno preliminare di UEFA Europa League contro l'FK Vojvodina, l'ala serba Filip Holender ha indicato nel contingente italiano il motivo della crescita del suo club.

La Honvéd non vince la First League Ungherese dal 1993, ma dopo l'arrivo del 48enne tecnico italiano e del suo staff sembra destinata a tornare ai livelli che le competono per storia e blasone. Rossi, che da giocatore in Serie A ha vestito le maglie di Torino FC, Brescia Calcio e UC Sampdoria, è arrivato a Budapest a gennaio, ed in poco tempo è riuscito a portare la squadra dalla mediocrità di metà classifica al terzo posto finale in campionato ed alla qualificazione in Europa.

E anche questa stagione è iniziata alla grande, con un roboante 13-1 complessivo al primo turno preliminare contro i montenegrini dell'FK Čelik Nikšić. Una delle mosse più azzeccate del tecnico italiano è stata la promozione definitiva di Holender, 18enne ala serba, frutto del settore giovanile della Honved, che ora spera di poter aiutare la proria squadra anche contro i suoi connazionali del Vojvodina, nella gara in programma giovedì a Novi Sad.

"Per me Marco Rossi è la persona più importante, perché da quando sono in prima squadra mi ha aiutato tantissimo a preparare le partite, in termini di mentalità e motivazione," ha dichiarato Holender, autore di tre gol nel primo turno preliminare. "Mi sta aiutando davvero moltissimo, e ho persino iniziato a segnare con regolarità."

Un altro membro del contingente italiano è il direttore generale Fabio Cordella, che ha portato a Budapest quattro nostri compatrioti, tra cui il 20enne Andrea Mancini, figlio dell'ex tecnico di Manchester City FC e FC Internazionale Milano Roberto Mancini, e l'ex nazionale under 20 Emanuele Testardi, in prestito dalla Sampdoria. Arrivato appena tre settimane fa, Testardi si è subito ambientato bene, segnando anche una bella tripletta nel debutto casalingo contro il Čelik Nikšić. Anche Holender è sbocciato con gli italiani, dai quali non sta imparando solamente a giocare a calcio.

"I giocatori italiani hanno un atteggiamento molto positivo. Sono aggressivi quando serve, e sono davvero un ottimo esempio per tutti in campo e fuori," ha aggiunto l'esterno. "Il nostro terzino sinistro Raffaele Alcibiade è un mio grande amico, mentre Fabio [Cordella] e Marco [Rossi] mi danno tanti consigli, non solo dal punto di vista calcistico, ma anche da quello personale, su come prendermi cura di me."

"Il nostro obiettivo assieme a Marco è semplicemente quello di migliorare. La scorsa stagione siamo arrivati terzi, quest'anno invece il tecnico vuole che puntiamo almeno al secondo posto, se non addiritttura al primo. Personalmente, voglio migliorare e aiutare la mia squadra in tutti i modi, anche segnando gol e fornendo assist ai miei compagni. Sono sicuro che con l'aiuto di Marco e degli altri riuscirò a farcela."