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Il cucchiaio di Panenka a EURO '76

Antonín Panenka racconta i retroscena che lo hanno convinto a calciare il rigore in maniera così rischiosa e svela i motivi di questa scelta nella finale di EURO 1976.
Il cucchiaio di Panenka a EURO '76
Panenka con il trofeo Henri Delaunay dopo la vittoria sulla Germania Ovest ©Getty Images

Il cucchiaio di Panenka a EURO '76

Antonín Panenka racconta i retroscena che lo hanno convinto a calciare il rigore in maniera così rischiosa e svela i motivi di questa scelta nella finale di EURO 1976.

Sono stati calciati tantissimi rigori nel corso degli anni nelle più importanti competizioni, ma probabilmente è impossibile dimenticarne uno al Campionato Europeo UEFA del 1976. Avanti di due gol, la Cecoslovacchia si fa raggiungere sul 2-2 all’ultimo minuto dalla Germania Ovest. Dopo trenta minuti di tempi supplementari la sfida viene decisa ai calci di rigore. Uli Hoeness calcia alto il quarto tiro dal dischetto della Germania Ovest; dall’altra parte, Antonín Panenka beffa Sepp Maier con un morbido pallonetto che fissa il punteggio sul 5-3.

Su quel rigore...
Dopo l’allenamento ero solito trattenermi con il nostro portiere per battere qualche calcio di rigore. Ci giocavamo una cioccolata o una birra. Era un portiere molto bravo e spesso perdevo. Così, a volte, prima di addormentarmi pensavo a un modo per batterlo e rifarmi.

Pensai che se avessi ritardato la battuta eseguendo un pallonetto, il portiere si sarebbe tuffato non avendo il tempo di recuperare la posizione. Iniziai così a tradurre questa intuizione anche nella pratica. Presi a vincere le scommesse e, di conseguenza, a mettere su qualche chilo. All’inizio provai quella trasformazione nelle amichevoli, poi nelle serie minori e, infine, nella massima divisione. Il coronamento fu nella finale del Campionato Europeo.

Gli incubi di Sepp Mayer...
Beh, non credo che Sepp Maier l'abbia presa molto bene, anzi era e forse è ancora, un po 'sconcertato. Ho il sospetto che probabilmente non ami sentire troppo spesso il suono del mio nome. Non ho mai voluto ridicolizzarlo. Sono convinto che nessuno sarebbe in grado di prendere in giro qualcuno quando la posta in palio è così alta. Al contrario, ho scelto di calciare il rigore così perché avevo pensato che fosse il modo più semplice di segnare. E 'una ricetta semplice.

La sorpresa del successo cecoslovacco...
Alla vigilia nessuno si sarebbe aspettato da noi un risultato del genere e anche nel nostro spogliatoio non regnava grande ottimismo. Eravamo la classica outsider. Ma noi giocatori sapevamo di avere un’ottima squadra, con un grande gruppo e ottime individualità.

Abbiamo avuto in squadra grande equilibrio, determinati combattenti, qualche giocatore estroso e qualche finalizzatore; un mix idealer. Abbiamo avuto un grande staff tecnico che ci ha preparato al meglio. Nelle 20 partite, sia di qualificazione chee amichevoli, prima del Campionato Europeo, non abbiamo mai perso. Aggiungendo le due partite della fase finale abbiamo totalizzato 22 partite senza subire sconfitte, che di per sé sufficiente a testimoniare la grande forza del gruppo.

Ultimo aggiornamento: 21/03/16 16.23CET

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