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Parola di capitano: Chiellini sulla finale di EURO 2020

Si aspettava una grande Italia e ha sempre ammirato Harry Kane: Giorgio Chiellini ci parla della finale di UEFA EURO 2020 tra Italia e Inghilterra.

Chiellini scalpita in vista della finale
Chiellini scalpita in vista della finale Getty Images

L’emozione per la finale di UEFA EURO 2020 tra Italia e Inghilterra in programma domenica a Wembley cresce di minuto in minuto. Ne parliamo con uno dei grandi protagonisti della cavalcata azzurra, capitan Giorgio Chiellini.

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A 37 anni il difensore azzurro sta sfoderando grandi prestazioni partita dopo partita. La sua partnership con Leonardo Bonucci è esaltata a livello internazionale. Ma tutta l’italia si sta guadagnando sempre più ammiratori mettendo in mostra grandi prestazioni e coraggio da vendere. Per Chiellini, però, non è una sorpresa. Così come non lo è il fatto di sfidare l’Inghilterra di Harry Kane, attaccante che lui ha sempre ammirato.

Cosa ti viene in mente quando pensi alla finale?

E’ un sogno che abbiamo coltivato in questi anni, che portiamo avanti da tre anni e che il mister ci ha inculcato nella testa fino a farlo diventare realtà. Paradossalmente forse anche noi all’inizio lo prendevamo quasi per matto quando ci diceva di metterci in testa che dovevamo vincere l’Europeo. Invece ha costruito in questi anni una squadra che è riuscita ad arrivare in finale. Un centimetro alla volta e adesso manca l’ultimo di centimetro.

La partnership difensiva tra Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci è ormai ultradecennale
La partnership difensiva tra Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci è ormai ultradecennale©Getty Images

Ti aspettavi di sfidare l’Inghilterra?

Onestamente nelle previsioni post girone pensavo di incontrare la Francia al posto della Spagna, perché la vedevo come grande favorita di questo Europeo con qualità ed esperienza internazionale. Secondo me era un gradino sopra le altre. Io avevo previsto un percorso con Belgio, Francia e Inghilterra. Avevo considerato subito l’Inghilterra come una seria candidata per il titolo perché ha qualità, fisicità e l’ho subito trovata una squadra solida e organizzata. Magari non risalta agli occhi. Ha giocato partite ordinate, non scintillanti come altre squadre.

E’ una squadra concreta e forte. Sta portando avanti un percorso importante, non dimentichiamoci che che al Mondiale sono usciti in semifinale per episodi e potevano tranquillamente arrivare fino in fondo. Sicuramente era prevedibile trovarla qui in finale. Ha giocato sei partite su sette in casa. Tutti dettagli che ti fanno capire quanto l’Inghilterra sia sempre stata una candidata importante per la vittoria.

Nella fase a eliminazione diretta tutte battaglie…

Sono state tutte partite impegnative per diversi motivi. Paradossalmente contro il Belgio è stata una prova tosta perché ha attaccanti fortissimi, ma siamo stati più bravi a gestire il gioco noi. Abbiamo sofferto gli ultimi 15 minuti quando hanno messo tanti attaccanti e ci hanno creato qualche grattacapo, ma nella partita ci sono stati più momenti per rifiatare per noi difensori perché la squadra aveva il controllo del gioco. La squadra che ci ha messo più in difficoltà, credo sia evidente, è stata la Spagna. Oltre al classico palleggio in cui sono maestri, la differenza rispetto a tutte le altre gare che ho fatto contro la Spagna è stata la pressione che sono riusciti a dare per 120 minuti.

Solitamente le squadre calano l’intensità nella metà campo avversaria nel secondo tempo. Loro sono riusciti a tenerla per tanti minuti e noi difensori abbiamo avuto poco tempo per rifiatare e ci è mancata un po’ di lucidità di conseguenza. L’abbiamo portata fino alla fine con il cuore, con tanta unità da parte di tutto il gruppo e l’umiltà di capire che avevamo trovato un avversario che ci era superiore in quello che volevamo fare noi: dominare il gioco. Purtroppo non tutte le cose vanno come speri o hai provato in allenamento. Ci sono anche gli avversari che bisogna rispettare sempre e abbiamo dovuto cambiare strategia durante la partita.

Grandi gol nelle finali EURO

Non riuscivate a impostare da dietro come fate di solito.

Con grande onestà pensavo di finire con un possesso palla leggermente inferiore alla Spagna perché loro sono maestri in quello da generazioni. Non pensavo così tanta difficoltà e tanta supremazia da parte loro nel possesso. Per fortuna abbiamo trovato quelle caratteristiche che ci hanno permesso di andare avanti e di creare occasioni. A parte qualche pericolo negli ultimi minuti dei tempi regolamentari quando non riuscivamo a recuperare, per il resto abbiamo creato forse più occasioni noi. E’ la prima volta in questi tre anni che troviamo una squadra che ci ha messo così in difficoltà. Paradossalmente ci servirà per il futuro. Speriamo non adesso e di soffrire meno con l’Inghilterra.

La coppia centrale Chiellini-Bonucci sempre più apprezzata a livello internazionale

Fa piacere. Sono tanti anni che giochiamo insieme ad alti livelli. Abbiamo incontrato alcuni avversari una decina di volte. È successo con Sergio Busquets e Jordi Alba, avremo giocato una miriade di partite contro. E’ capitato anche con altre squadre. C’è grande rispetto tra colleghi e quando la squadra va così bene è chiaro che se ne parli anche a livello internazionale ma a noi interessa relativamente. L’unica cosa che conta è che la squadra vinca e la squadra può vincere non per Giorgio o per Leo o per un singolo giocatore. E’ tutta la rosa che sta facendo un Europeo straordinario. Altrimenti non si riesce ad andare avanti in un torneo come questo.

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Dopo il Belgio di Lukaku e una Spagna senza veri attaccanti, adesso è la volta dell’Inghilterra di Kane…

Contro Kane sarà difficilissimo. Se andate a ripescare vecchie interviste, vedete che lui mi è sempre piaciuto tanto. Mi ricordo ancora una delle sue prime esperienze in nazionale. Giocammo a Torino contro l’Inghilterra. Già mi fece una grandissima impressione. Ho avuto la fortuna di giocarci contro anche con il Tottenham. E’ un giocatore completo, sa venir fuori, sa mandare in gol gli altri attaccanti, fa gol di testa, fa gol da lontano, fa gol da vicino. E’ un giocatore completo che in questi anni è cresciuto ancora. Si è confermato sempre di più a livello internazionale.

L’Inghilterra però non è solo Kane, ha giocatori eccezionali sulle fasce, ha la panchina con giocatori che potrebbe tranquillamente essere tutti titolari di una squadra che vince l’Europeo. Ieri in panchina avevano [Jack] Grealish, [Jadon] Sancho, [Marcus] Rashford, [Dominic] Calvert-Lewin, [Phil] Foden. Davanti hanno una batteria davvero incredibile. Lo stesso [Jordan] Henderson capitano del Liverpool era in panchina. Hanno una rosa completa e di grande livello. Ma sarà una gran partita. Nessuna delle due squadre avrà timore, ma sicuramente grande rispetto. Loro hanno qualità ma anche noi in tutti i reparti.

La pressione potrebbe giocare uno scherzo a un’Inghilterra non abituata a giocare finali?
C’è tanta pressione per entrambe, tanta gioia per entrambe. Alla fine è un’occasione che potrebbe non capitare più per tutti e 22 i giocatori. Non capita tutti gli anni di arrivare a una finale di una competizione internazionale. Quindi ci sono tutte le emozioni belle e brutte per entrambe le squadre. Non penso che questo possa condizionare più una squadra rispetto all’altra.

Grandi gol nelle finali EURO

Cosa proverai sentendo l’inno a Wembley prima della finale?
E’ stato un crescendo di emozioni. Dalla prima a Roma contro la Turchia a questa finale. Ma se devo essere onesto, rileggendo i messaggi che mandavo prima degli Europei ad alcuni amici stretti, la sensazione era quella. Di vivere un’estate piena di emozioni e gioia, di notti magiche e di grandi avventure. Dentro di noi c’era perché si percepiva quella facilità con cui riusciamo a fare le cose che abbiamo dentro di noi. Sono contento e felice ma non così sorpreso. Poi potevamo anche perdere: se con l’Austria ti va male magari non siamo qua. Se [Gianluigi] Donnarumma non fa una parata sotto il sette o [Leonardo] Spinazzola non salva un gol sulla linea. Per arrivare in fondo gli episodi sono determinanti, ma la sensazione che potevamo fare qualcosa di importante insieme ce l’avevo già un mese fa.

Cosa significherebbe per tre vincere un trofeo così a questo punto della carriera? 
Ogni età ha le sue cose belle. Vincere è bello a 37 come li ho io come a 21 per [Giacomo] Raspadori. Paradossalmente forse te lo godi di più a 37 perché capisci quanto sia difficile e capisci cosa c’è dietro. Le emozioni sono completamente diverse e in queste partite penso di essere riuscito a portare quelle esperienze che ho vissuto e le emozioni diverse che ho provato nell’arco degli ultimi 15 anni. Da quando gioco ad alti livelli. Hai una percezione migliore e puoi aiutare e sai cosa si prova a ogni fascia di età. Sicuramente adesso ho una maturità e una lucidità che mi permettono di godermi a pieno tutto quello che ci sta riservando questo fantastico mese.