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Malafeev e l'effetto Advocaat

Il portiere della Russia elogia il Ct per aver trasformato una squadra in difficoltà in una potenzialmente capace di andare lontano a UEFA EURO 2012.

Vyacheslav Malafeev ha fiducia in Dick Advocaat
Vyacheslav Malafeev ha fiducia in Dick Advocaat ©UEFA.com

Il portiere Vyacheslav Malafeev elogia Dick Advocaat per aver trasformato una squadra che aveva mancato la qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA 2010 in una potenzialmente capace di andare lontano a UEFA EURO 2012.

Anche se la capolista del Gruppo A non è andata oltre il pareggio contro la Polonia, è apparsa in gran forma in occasione del 4-1 sulla Repubblica Ceca nel primo incontro. Quella vittoria ha ricordato le imprese di UEFA EURO 2008, quando la Russia ha raggiunto le semifinali con un altro olandese in panchina, Guus Hiddink.

"Il mister ha le qualità giuste e sa usarle nei momenti che contano - commenta Malafeev -. Ha esperienza e conosce bene tutti i giocatori a disposizione. Ha fiducia in noi e ce lo dice sempre".

Anche se destinato a tornare al PSV Eindhoven dopo l'Europeo, Advocaat ha un'evidente affinità con il calcio russo, avendo vinto la Coppa UEFA con l'FC Zenit St Petersburg di Malafeev e compagni nel 2007/08.

"Allo Zenit ha avuto modo di affrontare tutte le squadre del campionato russo, quindi conosce i giocatori - aggiunge Malafeev -. Non ha mai avuto problemi ad adattarli o a gestirli, poi ha creato la strategia che abbiamo usato negli ultimi due anni e che cerchiamo di migliorare partita dopo partita".

L'estremo difensore, 33 anni, è grato ad Advocaat anche per averlo portato in Polonia e Ucraina, nonostante la concorrenza. Il precedente titolare Igor Akinfeev, per esempio, si è ripreso ottimamente da un infortunio ai legamenti crociati, ma ad avere la meglio è stato Malafeev.

"Se n'è parlato molto - commenta Malafeev, che ha superato le avversità dopo aver perso la moglie in un incidente stradale a marzo -. Io e Igor non sapevamo chi avrebbe giocato fino all'ultimo minuto: il mister non ha voluto dirci niente, neanche in allenamento".

Nonostante l'incertezza, in nazionale il portiere si sente a casa, anche perché può contare su altri sei compagni dello Zenit. "Ovviamente aiuta - commenta -. Ognuno conosce le qualità dell'altro e sappiamo dove trovarci in campo".

"I difensori, però, non giocano allo Zenit, quindi dobbiamo sempre metterci d'accordo prima della partita, ma siamo professionisti e non abbiamo problemi a parlarne. Giochiamo insieme da tempo, e anche in nazionale c'è una buona intesa".

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