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L'evoluzione del gioco

Tutte le edizioni dei Campionati Europei UEFA sono state caratterizzate da approcci tattici differenti e UEFA EURO 2016 in Francia non mancherà di rispettare questa tradizione.
L'evoluzione del gioco
La Grecia si è rivelata tatticamente insuperabile a UEFA EURO 2004™ ©AFP

L'evoluzione del gioco

Tutte le edizioni dei Campionati Europei UEFA sono state caratterizzate da approcci tattici differenti e UEFA EURO 2016 in Francia non mancherà di rispettare questa tradizione.

Tutte le edizioni dei Campionati Europei UEFA sono state caratterizzate da approcci tattici differenti e UEFA EURO 2016 non mancherà di rispettare questa tradizione, regalando agli appassionati uno spaccato dell’interpretazione odierna del gioco del calcio.

A partire dalle prime edizioni dei Campionati Europei, quelle degli anni ’60, il tradizionale schema 2-3-5 (due difensori, due mezzali, un centrocampista centrale, due ali, due attaccanti esterni e un centravanti), cominciò a lasciare spazio a soluzioni tattiche più raffinate e incentrate su una maggiore attenzione alla fase difensiva. Non subire gol divenne quasi più importante di segnarli. L’introduzione di nuovi schemi, come il 4-3-3 (che non prevedeva l’utilizzo di ali), il 4-4-2 e il 4-2-4 contribuirono a velocizzare la manovra, rendendola più piacevole.

Con il mutare degli schemi, anche i ruoli tradizionali si trasformarono. L’Italia, trionfatrice nel 1968, poteva contare non solo su una difesa solida e su attaccanti spietati, ma anche su un terzino dalle straordinarie qualità offensive, Giacinto Facchetti, l’inventore del ruolo di fluidificante. Fu negli stessi anni che emerse la figura del trequartista, il cui antesignano fu Günter Netzer, vincitore del trofeo nel 1972 con la Germania Ovest. Il trequartista ricopre una posizione ibrida in campo ed è in grado sia di finalizzare l’azione, sia di aprire il gioco, con passaggi illuminanti o calci piazzati. Uno dei massimi esponenti del ruolo, Michel Platini, trascinò la Francia al successo continentale nel 1984, in patria, conquistando anche il titolo di capocannoniere con nove reti in cinque partite.

Risale agli anni ’70 anche l’invenzione del libero, un difensore piazzato alle spalle dei compagni di reparto, libero da obblighi di marcatura e incaricato di chiudere con tempestività eventuali falle nella difesa. Massimo interprete del ruolo fu il tedesco Franz Beckenbauer, capitano della Germania Ovest nel 1972, che grazie alla sua straordinaria visione di gioco non si limitava soltanto a difendere, ma amava proporsi in fase di costruzione facendo ripartire la squadra.

Nel corso degli anni, il calcio è diventato sempre più complesso sotto il profilo tattico e segnare un gol, di conseguenza, sempre più difficile. Questa tendenza è stata analizzata con attenzione durante le ultime edizioni dei Campionati Europei dal Gruppo di Studi Tecnici UEFA, formato da allenatori ed esperti di tattica, che ogni quattro anni fa il punto sulle principali innovazioni e tendenze tattiche che caratterizzano il gioco.

Ad EURO '96™, quasi tutte le squadre adottarono un 3-5-2 molto votato alla copertura, che di fatto segnò la fine delle ali nel calcio moderno, sostituite da terzini votati all’offesa. Le difese potevano contare su un’ulteriore protezione offerta dal cosiddetto "libero", un centrocampista arretrato con compiti prevalentemente di copertura. Con l’introduzione della regola che vietava ai portieri di utilizzare le mani in caso di retropassaggio effettuato da un compagno di squadra, anche questi ultimi furono costretti a ripensare il proprio ruolo, migliorando nei fondamentali.

Nell’edizione del 2000, disputatasi in Olanda e Belgio, la principale tendenza tattica è quella di schierare il centrocampo a rombo, con un mediano in posizione più arretrata, due centrocampisti puri ai suoi lati e un trequartista in posizione più avanzata per supportare gli attaccanti. Altre formazioni optano per l’unica punta, una soluzione molto in voga anche oggi, o per il doppio centrale di centrocampo, per offrire ulteriore protezione alle difese. Maturità tattica, duttilità e velocità di pensiero sono ormai doti imprescindibili per qualsiasi calciatore, unite ad una forma fisica sempre ai massimi livelli.

A partire dal 2004, tecnica e velocità ricoprono un ruolo se possibile ancor più decisivo. Il collettivo diventa preponderante sul singolo ed ogni partita è un alternarsi di coperture difensive e ripartenze furiose. Il gioco ragionato ed il palleggio perdono di significato, schiacciati dalla prestanza fisica, mentre tornano in auge la ali, grimaldelli essenziali per aggirare difese sempre più impenetrabili per vie centrali, e sempre più spesso le sorti delle partite vengono decise da palle inattive. In Portogallo, la migliore interprete di questo tipo di calcio si rivelò essere la nazionale ellenica, vincitrice a sorpresa, ovvero un autentico concentrato di disciplina tattica, organizzazione e spirito di squadra.

Il calcio manovrato e la circolazione di palla non erano comunque destinate a passare di moda. Quattro anni più tardi la Spagna sbarcò in Austria e Svizzera con un centrocampo molto più tecnico che fisico, i cui cardini - Xavi Hernández, Andrés Iniesta e Marcos Senna - erano tutti al di sotto di 1 metro e 77 di altezza. Non potendo sovrastare fisicamente gli avversari, la Spagna trionfò irretendo tutti con la sua elegante quanto ossessiva ragnatela di passaggi.

Una strategia ulteriormente perfezionata quattro anni più tardi, quando l'esclusione per infortunio di David Villa da UEFA EURO 2012 spinse le Furie Rosse a giocare senza un attaccante vero e proprio. Al suo posto la Spagna optò per il falso nove, un attaccante solo di nome che arretra molto spesso portando i difensori avversari fuori posizione e crea così spazi per gli inserimenti dei compagni. In fase di spinta, il 4-3-3 spagnolo diventava 3-4-3, con un centrocampista a scalare in difesa e i due terzini pronti a sostenere l'azione offensiva. Un meccanismo perfetto.

Il calcio non ha mai smesso di evolversi, ma cosa ci aspetterà in Francia per UEFA EURO 2016?

Ultimo aggiornamento: 10/10/13 14.03CET

https://it.uefa.com/uefaeuro/history/background/the-evolution-of-football/index.html