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Il calcio in Polonia

La Polonia vanta due semifinali mondiali nonostante abbia attraversato epoche avare di soddisfazioni. UEFA.com passa in rassegna la storia del calcio polacco, raccogliendo alcuni aneddoti insoliti.
di Piotr Koźmiński
da Varsavia

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Il calcio in Polonia

La Polonia vanta due semifinali mondiali nonostante abbia attraversato epoche avare di soddisfazioni. UEFA.com passa in rassegna la storia del calcio polacco, raccogliendo alcuni aneddoti insoliti.

Co-organizzatrice di UEFA EURO 2012, la Polonia esordisce in un Campionato Europeo UEFA soltanto nel 2008, pur vantando due semifinali su sette partecipazioni alla Coppa del Mondo FIFA.  UEFA.com punta i riflettori sulla storia del calcio polacco, da un attaccante con sei dita del piede a una speciale corona di cristallo.

L'uomo con sei dita
La nazionale polacca si afferma per la prima volta sulla scena internazionale negli anni '30, piazzandosi al quarto posto alle Olimpiadi di Berlino del 1936 e raggiungendo gli ottavi alla Coppa del Mondo di due anni più tardi. Il cammino della Polonia in Francia si conclude con la sconfitta per 6-5 ai tempi supplementari contro il Brasile, con  Ernest Wilimowski unico calciatore nella storia dei Mondiali a segnare quattro reti alla Seleção in una partita comunque persa. Per molti, l'attaccante di Katowice è il miglior calciatore della storia del calcio polacco. Autore di 112 gol in 86 presenze con il KS Ruch Hajduki Wielkie, una volta ha segnato dieci gol in una sola gara. Wilimowski, che aveva sei dita in un piede, viene tuttavia dimenticato per decenni avendo scelto di rappresentare la Germania dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Cieślik eroe contro l'Unione Sovietica
Fondata nel 1919, la federazione polacca (PZPN) ritorna operativa alla fine della guerra, ma gli anni '50 e '60 sono avari di soddisfazioni malgrado talenti del calibro di Gerard Cieślik, Ernest Pol, Edward Szymkowiak e Lucjan Brychczy. Pol, migliore realizzatore della prima divisione polacca con 186 centri, Brychczy e Cieślik, rispettivamente secondo e terzo, non sono riusciti a imporsi sulla scena internazionale. Tuttavia, non sono mancate le vittorie di prestigio, a partire dal 2-1 contro l'Unione Sovietca in una gara di qualificazione mondiale a Chorzow, con Cieślik autore di una doppietta e portato in trionfo dai tifosi insieme al resto della squadra. In campo nazionale, il Górnik Zabrze vanta sei campionati negli anni '60 e una finale di Coppa delle Coppe UEFA nel 1970, persa 1-0 contro il Manchester City FC a Vienna, in quella che resta l'unica finale di un club polacco in una finale europea.

La corona di Lato
Quel risultato incoraggiante e il cammino del Legia Warszawa fino alla semifinale di Coppa dei Campioni quella stessa stagione, lasciavano presagire un cambio di rotta. Agli ordini di Kazimierz Górski, la squadra nazionale infila una serie di successi senza precedenti, culminati con la conquista della medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1972. Due anni più tardi, la Polonia si piazza al terzo posto, trascinata da campioni del calibro di Kazimierz Deyna, Jan Tomaszewski e Grzegorz Lato. Lato, attuale presidente della PZPN, è stato capocannoniere in Germania Ovest con sette gol. In omaggio a questo risultato, una ditta polacca di vetro gli offrì una speciale corona con sette sfere di cristallo a simbolizzare ciascun gol. "Ce l'ho ancora, fu un bel regalo", ha dichiarato a UEFA.com.

Boniek raccoglie il testimone
La Polonia raggiunge nuovamente le semifinali in Spagna otto anni più tardi, con Antoni Piechniczek in panchina e il brillante Zbigniew Boniek con la fascia di capitano. Uno dei migliori calciatori polacchi di sempre, Boniek è stato a lungo il calciatore polacco più pagato quando dall'RTS Widzew Łódź è passato alla Juventus per 1,3 milioni di euro nel 1982. Neanche lui, tuttavia, riesce a evitare la sconfitta contro il Brasile agli ottavi di finale della Coppa del Mondo 1986. Quella è stata anche l'ultima partecipazione della Polonia alla rassegna mondiale nel XX secolo.

Giovani speranze
Negli anni difficili il paese si aggrappa ai giovani, vincendo il Campionato Europeo Under 16 UEFA nel 1993. Sei anni più tardi la Polonia arriva seconda nello stesso torneo e nel 2001 conquista il titolo continentale Under 18, lasciando intravedere tempi migliori. E infatti la squadra di Jerzy Engel si riaffaccia in una Coppa del Mondo nel 2002. La Polonia non supera la fase a gironi, come le capiterà anche nel 2006 in Germania, ma l'arrivo in panchina di Leo Beenhakker segna un miglioramento, che si traduce nell'esordio in un Campionato Europeo UEFA in Austria e Svizzera del 2008, dove la squadra viene eliminata dopo aver conquistato un solo punto.

Ultimo aggiornamento: 06/12/13 5.56CET

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