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Il sogno di Delaunay diventa realtà

Nel primo numero della nuova serie dedicata alle edizioni del passato dei Campionati Europei UEFA, riviviamo l'edizione inagurale del 1960 che vide l'Unione Sovietica di Lev Yashin prevalere sulla Jugoslavia.
Il sogno di Delaunay diventa realtà
Il capitano dell'URSS Igor Netto (destra) con il trofeo ©UEFA.com

Il sogno di Delaunay diventa realtà

Nel primo numero della nuova serie dedicata alle edizioni del passato dei Campionati Europei UEFA, riviviamo l'edizione inagurale del 1960 che vide l'Unione Sovietica di Lev Yashin prevalere sulla Jugoslavia.

Come per il Mondiale FIFA, la Coppa dei Campioni e le moderne Olimpiadi, il primo grande torneo continentale per squadre nazionali nasce dall’intuizione di un francese: Henri Delaunay, segretario della Federcalcio francese.

Nonostante il progetto risalisse al 1927, è solo con l’avvento della UEFA che l’idea decolla, dopo aver incontrato la reticenza iniziale di alcune federazioni europee. Così, quando il progetto riceve il disco verde dal Congresso UEFA nel 1957, Delaunay è scomparso già da due anni. Lungi dall’essere dimenticato, appare subito naturale intitolargli il trofeo.

La Francia, paese natale di Delaunay, è scelta tra le semifinaliste della prima edizione per ospitare la fase finale del torneo. Solo grazie alla richiesta di partecipazione in extremis di molte nazionali, si riesce a raggiungere il numero minimo di 16 squadre. E quando la prima edizione della Coppa della Nazioni Europee parte, all’appello mancano Italia, Germnia Ovest e Inghilterra.

La formula iniziale prevede sfide di andata e ritorno ad eliminazione diretta fino alle semifinali. La prima partita del torneo viene giocata a Mosca, allo stadio Tsentralni Lenin, il 29 settembre 1958. Quel giorno, 100.572 spettatori assistono al primo storico gol di Anatoli Ilyin nel 3-1 dell’Unione Sovietica all’Ungheria (1-1 al ritorno).

Qualificati agli ottavi, i sovietici si vedono negato l’ingresso in Spagna dal generale Franco, che di fatto spiana le porte delle semifinali alla squadra di Gavril Kachalin. Francia, Jugoslavia e Cecoslovacchia si guadagnano invece regolarmente sul campo l’accesso alle semifinali. Tuttavia, nella fase finale, l’Unione Sovietica dimostra il suo valore battendo 3-0 a Marsiglia la Cecoslovacchia, con doppietta di Valentin Ivanov.

I padroni di casa cadono 5-4 in un’emozionante confronto con la Jugoslavia, in quella che ad oggi resta la partita con più gol del torneo. Le assenze di Raymond Kopa e Just Fontaine nelle file della Francia non tolgono nulla ai meriti della Jugoslavia, il cui gioco offensivo e brillante contrasta con l’atteggiamento difensivo dei padroni di casa.

In finale, il 19 luglio 1960 a Parigi, il leggendario portiere sovietico Lev Yashin è battuto soltanto da un tiro deviato di Milan Galić, ma Slava Metreveli pareggia e allunga la sfida ai tempi supplementari. Viktor Ponedelnik realizza di testa il gol che regala all’Unione Sovietica il primo e, ad oggi, unico trofeo.

"Ci sono partite e gol davvero speciali, che sono l’apice della carriera sportiva di un giocatore – ha dichiarato in seguito Ponedelnik -. Quello è stato il momento di gloria". Il torneo, invece, ne avrebbe conosciuti molti altri.

Ultimo aggiornamento: 16/10/13 18.13CET

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