Weir, quando l'età non conta

Il capitano dei Rangers potrebbe diventare il nazionale scozzese più anziano di sempre nell’esordio delle qualificazioni a UEFA EURO 2012 con la Lituania. “Mi sento come gli altri”, ha detto Weir.

Weir, quando l'età non conta
Weir, quando l'età non conta ©Getty Images

David Weir è prossimo a diventare il nazionale scozzese più anziano di sempre, ma in vista della gara di qualificazione per UEFA EURO 2012 in Lituania dichiara: "Non sento di avere 40 anni".

Tutti avrebbero scommesso che la gara di qualificazione mondiale contro l’Olanda ad Hampden Park lo scorso settembre sarebbe stata l’ultima con la nazionale per il capitano dei Rangers FC. Tuttavia, gli infortuni a Gary Caldwell e a Andy Webster hanno costretto il neo Ct Craig Levein a ricorrere a Weir, che con 40 anni, tre mesi e 24 giorni potrebbe superare Jim Leighton, se venerdì dovesse raccogliere la 66esima presenza contro la Lituania.

"Non ci penso a questa cosa – ha tagliato corto Weir -. Non guardo al passato e mi concentro solo sul futuro. Magari un giorno, quando mi sarò ritirato, ci rifletterò e me ne rallegrerò, ma al momento non mi sento un 40enne. Mi considero un giocatore come gli altri. La questione dell’età sembra interessare più agli altri che a me stesso”.

Weir ha vissuto esperienze altalenanti allo stadio S. Darius & S. Girenas di Kaunas, teatro della gara d’esordio del Gruppo I. Nel 2006 ha vinto 2-1 con la Scozia una gara di qualificazione per UEFA EURO 2008. L’anno seguente, tuttavia, ha subito una sconfitta dolorosa a livello di club: gol in extremis di Linus Pilibaitis per il FBK Kaunas, potenziale avversario venerdì, che eliminava i Rangers dalla UEFA Champions League.

In ogni caso, l’ex difensore di Falkirk FC, Heart of Midlothian FC ed Everton preferisce non soffermarsi sul passato. "Venerdì abbiamo una partita molto importante. Quando si perde è inevitabile farsi delle domande. Fa parte del mestiere di calciatore, ma dalle sconfitte si impara e si esce fortificati. Non esistono stagioni o carriere senza sconfitte o gare negative”.

Unico giocatore ad aver disputato un grande torneo a livello di nazionale, il Mondiale 1998 in Francia, Weir non esclude la possibilità di essere convocato per il torneo in Polonia e Ucraina in caso di qualificazione. Per il momento si accontenta però di affrontare una gara per volta.
"Chi può dirlo? Non sono il tipo che guarda più avanti di due settimane, figuriamoci oltre i due anni. Sono soltanto contento di essere tornato per una partita importante”, ha aggiunto.

"Ci sono state delle occasioni in passato in cui ho pensato che quella poteva essere la mia ultima partita in nazionale, ma il calcio è strano e tutto può cambiare in fretta”, ha concluso Weir.

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