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Capitano coraggioso

Scelto dalla Federcalcio tedesca, Fritz Walter è uno dei Giocatori d'Oro che uefa.com ricorda in vista del prossimo UEFA EURO 2008™.

Capitano coraggioso
Capitano coraggioso ©Getty Images

In occasione del cinquantenario della UEFA, le federazioni affiliate hanno eletto il proprio miglior giocatore dell’ultimo mezzo secolo. La Germania ha scelto Fritz Walter.

Ha vestito per tutta la carriera soltanto la maglia dell’1. FC Kaiserslautern, facendo il suo esordio in prima squadra all’età di 17 anni e realizzando due anni più tardi, sempre al debutto, una tripletta con la maglia della nazionale. Ha capitanato la Germania Ovest verso il suo primo titolo mondiale, conquistato a Berna, il 4 luglio del 1954, per 3-2 contro l’Ungheria. Se la sua carriera con la nazionale non si fosse interrotta per 8 anni, dal 1942 al 1950, Fritz Walter sarebbe probabilmente diventato il primo giocatore a raggiungere il traguardo delle 100 presenze in nazionale.

Decisivo in ogni situazione
Fritz Walter era un calciatore dotato di una straordinaria tecnica individuale. Il suo controllo di palla sopraffino gli permetteva di essere sempre in vantaggio sull’avversario diretto. La sua intelligenza tattica, unita alla sua agilità fisica, gli consentivano di intervenire in maniera immediata e decisiva in ogni situazione di gioco.

'Braccio destro'
'Friedrich', come era chiamato dai compagni di squadra, non tardò ad imporsi come leader della squadra, oltre che come goleador. Era un giocatore di poche parole, ma che non aveva problemi a farsi capire, dentro e fuori dal campo. Il Ct di lungo corso della Germania Ovest Sepp Herberger lo considerava il suo ‘braccio destro’ in campo. Discutevano insieme per ore e mettevano a punto le tattiche per la squadra. E se qualcosa non girava per il verso giusto in campo, bastava uno sguardo tra il capitano in campo e il tecnico in panchina per apportare le modifiche tattiche necessarie.

Prigioniero di guerra
Fritz Walter è la dimostrazione del fascino universale del calcio. Verso la fine del secondo conflitto mondiale, fu internato dai russi in un campo di prigionia al confine tra Romania e Russia, dove detenuti e guardie giocavano a calcio. Quando i soldati lo videro giocare a calcio, parlarono con i loro superiori e il giorno dopo faceva già parte della rappresentativa delle guardie impegnata contro un’altra formazione russa.

Il ritorno a casa
Il generale responsabile del campo si rivelò essere un grande appassionato di calcio, e quando fu smantellato, e i prigionieri destinati ad essere trasferiti in territorio sovietico, decise che Fritz Walter poteva rientrare a casa. “Fritz viene da Kaiserslautern, che è una zona occupata dai francesi. Quindi è francese e può tornare a casa”. E a casa fece ritorno, per rifondare il suo club. Nel Kaiserslautern ha ricoperto un po’ tutti i ruoli: giocatore, allenatore, dirigente, accompagnatore, tesoriere. Fu in questo periodo della sua vita che conobbe la sua futura moglie, un’interprete della forza francese di occupazione.

Fritz Walter continua
Saltò a causa di un infortunio la prima partita della nazionale dopo la riammissione nella FIFA nel 1950, e nel 1952, a 32 anni, decise di ritirarsi dalla nazionale. Titoli come “Cosa ci fa questo vecchio nella squadra?”, dopo una sconfitta per 3-1 a Parigi, lo avevano spinto a quella decisione. Herberger lo convinse a ripensarci e Fritz Walter accettò di continuare.

Successo in finale
Continuò e condusse la sua squadra alla conquista del titolo mondiale contro l’Ungheria. I magiari avevano già superato nel girone eliminatorio del torneo 8-3 la Germania Ovest ed erano indicati da tutti come i grandi favoriti. Il doppio vantaggio dell’Ungheria in avvio lasciava presagire una nuova passeggiata dei magiari. Max Morlock accorciava però le distanze e Helmut Rahn rimetteva la sfida in parità. Lo stesso Rahn, a sei minuti dalla conclusione, realizzava il definitivo 3-2. La Germania Ovest era campione del mondo e la vittoria ridava speranza e fiducia al paese, nove anni dopo la conclusione della seconda guerra mondiale.

Ultima tappa della sua carriera
Walter disse addio alla nazionale altre due volte negli anni seguenti, ma partecipò alla Coppa del Mondo del 1958. Un grave infortunio nella semifinale contro i padroni di casa della Svezia pose fine alla sua carriera con la nazionale, dopo 61 presenze e 33 reti realizzate. Nel 1959, giocò la sua ultima partita con il Kaiserslautern, con cui vinse il campionato nel 1951 e nel 1953.

Padre di famiglia
La popolarità di Frits Walter non è mai calata. Si è dedicato con passione alla Fondazione Sepp Herberger, ha visitato spesso i giovani detenuti nelle carceri ed è stato, fino alla sua scomparsa nel giugno del 2002, un padre dedito alla sua famiglia e legato alla squadra campione del mondo del 1954.

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