Il 'martello' Conte firma per il Chelsea

Antonio Conte lascerà la panchina dell'Italia dopo UEFA EURO 2016 per sedersi su quella del Chelsea. Paolo Menicucci ci spiega cosa deve aspettarsi Stamford Bridge dal 'Mourinho italiano'.

Antonio Conte siederà sulla panchina del Chelseea dopo UEFA EURO 2016
©Getty Images

La scelta del Chelsea di affidare la panchina ad Antonio Conte, non appena si concluderà la sua avventura con la nazionale italiana al termine di UEFA EURO 2016, è sicuramente dovuta alla fama di saper rilanciare grandi squadre al di sotto dei loro standard.

Esattamente ciò che ha fatto dopo aver preso la guida della Juventus nel 2011. Nelle due stagioni precedenti, infatti, i Bianconeri erano arrivati al settimo posto in campionato e non si erano qualificati in Europa (eventualità che potrebbe capitare anche al Chelsea). La Juventus vince subito lo Scudetto senza perdere una partita. Sempre con l'ex capitano in panchina, la Juve vince altri due campionati e nel terzo (2013/14) stabilisce il nuovo record di punti in Serie A: 102.

"Sono orgoglioso di essere il Ct della nazionale del mio paese e solo un ruolo prestigioso come quello di tecnico del Chelsea poteva seguire", ha dichiarato Conte dopo l'annuncio del sio approdo sulla panchina dei lues nel 2016/17 al posto di Guus Hiddink.

"Un vero martello" - così lo definisce Leonardo Bonucci - che sin dal suo arrivo ha lavorato soprattutto sull'aspetto mentale della squadra. "L'abbiamo seguito sin dall'inizio e siamo riusciti a trasferire in campo concetti chiave come sacrificio e cattiveria agonistica", ha raccontato il difensore bianconero.

"È un allenatore duro ma è davvero fenomenale", ha aggiunto Carlos Tévez. "Per lui ogni partita è come una finale, è un maniaco del lavoro e vuole vincere tutte le partite".

Tatticamente Conte ha basato i suoi successi alla Juventus sul 3-5-2, dimostrando tuttavia una certa flessibilità. Proprio questa scelta tattica dimostra che Conte non è un allenatore che si fossilizza sul modulo, ma lo adatta in base ai giocatori a disposizione – prova ne è il fatto che, prima di approdare a Torino, il suo modulo preferito era il 4-2-4.

"Schieravo sempre due attaccanti larghi e due punte - ha spiegato -. Volevo farlo anche alla Juventus, ma non avevo gli uomini adatti a questo gioco".

L'ex centrocampista ha preso la guida dell'Italia dopo l'uscita degli Azzurri alla fase a gironi della Coppa del Mondo FIFA del 2014, in seguito alle sconfitte contro Costa Rica e Uruguay. Con lui in panchina, la nazionale si è qualificata a UEFA EURO 2016 da imbattuta superando un girone abbastanza difficile con squadre insidiose Croazia, Norvegia e Bulgaria. L'aspetto più importante, però, è che Conte è riuscito a ricostruire un gruppo solido dopo la delusione del Mondiale.

Da Ct degli Azzurri, il 46enne Conte non ha mai nascosto la sua preferenza per il lavoro giornaliero con una squadra. Nonostante ciò, la sua impronta si vede anche nella vita quotidiana del quartier generale degli Azzurri. Le pareti del ristorante di Coverciano, infatti, sono piene di avvisi e raccomandazioni ai giocatori su cosa possono e non possono mangiare.

"Il mister è un perfezionista - ammette il capitano dell'Italia, Gianluigi Buffon - È una persona che crede fermamente nella disciplina e nelle regole. Credo fosse l'unico in grado di tirarci fuori da dove ci eravamo cacciati. Ha le idee molto chiare e riesce a trasmettercele senza il rischio di essere frainteso".

Antonio Conte: i miei ricordi di EURO
Antonio Conte: i miei ricordi di EURO

Sebbene un bilancio del suo regno si potrà fare solo dopo UEFA EURO 2016, il tecnico ha numerosi estimatori, tra cui Andrea Pirlo. "Sono stato davvero fortunato ad aver conosciuto Antonio Conte", ha scritto il 'Maestro' nella sua autobiografia.

"Quando Conte parla, le sue parole ti assaltano. Sfondano le porte della tua mente, spesso con violenza, e si assestano in profondità. Ho perso il numero di volte in cui ho pensato 'Conte ha detto qualcosa di veramente azzeccato anche oggi'".

"In Italia lo chiamano il Mourinho italiano - ha aggiunto recentemente Gianluca Vialli -. Ha la stessa personalità e anche lui è un vincente. Le sue squadre giocano in maniera semplice, con umiltà e tanto orgoglio. Tatticamente, tra l'altro, sono sempre ben preparate".

Paragone che lo stesso José Mourinho aveva già accettato. "Mi piace - ha detto una volta in un'intervista a Tuttosport -. Mi sento onorato. Lui sa bene cosa vuole ed è un vincente nato".

I tifosi del Chelsea sperano che Conte possa avere lo stesso impatto di Mourinho nel 2004.

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