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Gli eroi EURO: Luigi Riva, 1968

"La mattina dopo mi sono ritrovato all'aeroporto di Roma senza capire come ci fossi arrivato", ha raccontato Luigi Riva ricordando il trionfo EURO dell'Italia.

"Rombo di tuono" nel 1968
"Rombo di tuono" nel 1968 ©UEFA.com

Ancora oggi il miglior marcatore di tutti i tempi dell'Italia, Luigi Riva ha segnato 35 reti con la maglia della nazionale, di cui il più importante e famoso nella finale dei Campionati Europei UEFA 1968. Si era rotto il piede sinistro appena 12 mesi prima ed era alle prese con un infortunio all'inguine nel corso della fase finale, ma il suo carattere da guerriero nonstante le difficoltà gli è valso il soprannome di 'Rombo di tuono'.

Il primo grave infortunio
Durante un'amichevole disputata nel marzo 1967 contro il Portogallo, Riva subisce il primo di una serie di gravi infortuni. "Stavamo giocando a Roma, il giorno dopo Pasqua. Era la mia terza partita in nazionale, la prima da centravanti, ruolo che mi piaceva molto", ha raccontato Riva.

Highlights finale 1968: Italia - Jugoslavia 2-0
Highlights finale 1968: Italia - Jugoslavia 2-0

"Eravamo sotto per 1-0 quando mi si è presentata l'occasione di pareggiare. In quell'azione però invece di prendere la palla mi sono scontrato con il portiere e mi sono rotto il piede sinistro. Non ho rimpianti. Ripensandoci rifarei la stessa cosa perché non tirerei mai indietro il piede se avessi la possibilità di fare gol".

Umili origini
Nato a Leggiuno, un paese di provincia nel nord Italia, il taciturno Riva ha trascorso quasi la metà della sua carriera con la maglia del Cagliari Calcio, segnando 164 gol in Serie A con i sardi. Riva è entrato ulteriormente nella leggenda e nei cuori degli abitanti della Sardegna dopo la vittoria dello Scudetto nel 1970. "Eravamo una famiglia al Cagliari, quella vittoria non sarebbe stata la stessa cosa in un top club", raccontava spesso Riva.

Il rientro in grande stile

Riva ha giocato nel Cagliari per 13 anni
Riva ha giocato nel Cagliari per 13 anni


Dopo quel grave infortunio contro il Portogallo, Riva deve attendere sei mesi prima di tornare a giocare col Cagliari. Nel novembre 1967, torna in nazionale, e lo fa in grande stile siglando una tripletta contro Cipro nelle qualificazioni EURO. Ne segna altri due nel 2-2 con la Svizzera nello stesso mese, e va ancora in gol nel 4-1 contro gli stessi avversari a dicembre, ma la pubalgia sarebbe tornata a farsi sentire nel 1968. Nella vittoria nei quarti di finale sulla Bulgaria disputata in primavera, il milanista Pierino Prati era il titolare dell'attacco degli Azzurri, così come nella semifinale contro l'Unione Sovietica decisa a Napoli dal lancio della monetina dopo lo 0-0 finale. Gli Azzurri vanno così in finale contro la Jugoslavia nella cornice dello stadio Olimpico di Roma.

Riva e Fabio Cannavaro in nazionale
Riva e Fabio Cannavaro in nazionale

Prati, che aveva appena vinto col Milan lo Scudetto e la Coppa delle Coppe, parte nuovamente da titolare, ma in finale l'Italia non va oltre l'1-1. Il commissario tecnico Ferrucci Valcareggi opta così per Riva nella ripetizione della gara che si sarebbe disputata 48 ore dopo. Riva impiega appena 12 minuti per portare l'Italia in vantaggio con un preciso sinistro, e Pietro Anastasi chiude i conti poco dopo per il 2-0 fiinale. L'Italia vince così il suo primo e unico titolo europeo.

La collezione privata
"Non sono un collezionista di maglie, ma qualcuna l'ho conservata", ha raccontato Riva. "Sono particolarmente legato a una di queste, e stranamente non è la mia classica N.11 ma la N.17 che Valcareggi mi diede per gli Europei del 1968 nonostante l'infortunio all'inguine. Prima della ripetizione della gara, il mister mi disse che avrei giocato e mi chiese di resistere il più possibile. E così ho segnato il gol del vantaggio. È stata una serata meravigliosa. La mattina dopo mi sono ritrovato all'aeroporto di Roma senza nemmeno capire come ci fossi arrivato!"

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