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1992: La favola danese

Chiamata a sostituire la Jugoslavia, con sole due settimane di preparazione la squadra Møller-Nielsen compie la grande impresa.

Europei 1992 ©Getty Images

Sicuramente giugno del 1992 non è il periodo migliore per arredare la cucina, ma è piano di ricordi per gli appassionati più romantici. Dopo aver fallito la qualificazione, la Danimarca fu chiamata a sostituire la Jugoslavia e si laureò a sorpresa campione d'Europa.

"Dovevo cambiare la cucina, ma mi chiamarono per giocare in Svezia", ricordò il Ct della Danimarca Richard Møller-Nielsen dopo il trionfo. "La cucina adesso è pronta. Ho chiamato un arredatore professionista per finirla". Un risultato incredibile considerando che la squadra ebbe solo due settimane per prepararsi e che Michael Laudrup decise di non partecipare al torneo.

La Danimarca cominciò con uno 0-0 contro l'Inghilterra. Poi perse 1-0 contro la Svezia di Tomas Brolin e Martin Dahlin. Ma la sorpresa delle sorprese arrivò contro la Francia di Michel Platini: vittoria 2-1 e secondo posto nel girone dietro ai padroni di casa della Svezia.

Nell'altro gruppo si rispecchiarono i cambiamenti che aveva stravolto l'Europa. La Germania si presentò unificata, mentre l'ex Unione Sovietica con il nome di CSI (Comunità degli Stati Indipendenti). L'Olanda vinse il girone trascinata da un giovane Dennis Bergkamp contro CIS e Germania.

Bergkamp andò a bersaglio anche in semifinale, ma Henrik Larsen segnò due volte per la Danimarca e solo un gol di Frank Rijkaard nel finale portò la partita ai supplementari. Si arrivò quindi fino ai rigori dove si esaltò Peter Schmeichel parando il tiro di Marco van Basten e portando i danesi in finale.

La squadra Møller-Nielsen non aveva però finito di stupire. Contro la Germania di Berti Vogts che aveva battuto la Svezia 3-2 con la doppietta di Karlheinz Riedle, sorprese il mondo andando in vantaggio con John Jensen al 18'. Kim Vilfort completò poi l'opera nella ripresa. La reazione tedesca si infranse su un grandissimo Schmeichel.

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