Ancelotti ci crede e punta gli ottavi

Non è bastato vincere per staccare il pass-qualificazione, ma Carlo Ancelotti gonfia il petto: "Siamo in testa al girone più difficile della Champions, davanti a due squadroni, e questo ci rende orgogliosi".

Tutto è ancora possibile: a 90 minuti dal termine, SSC Napoli, Paris Saint-Germain e Liverpool FC possono ancora coltivare speranze di qualificazione agli ottavi di finale di UEFA Champions League.

“L’avevo detto già ieri, questo girone si decide solo alla fine”, spiega Carlo Ancelotti riavvolgendo il nastro di emozioni e parole. Aveva ragione, l’allenatore pluridecorato sulla panchina azzurra: tutto passa per il match dell’Anfield Road e poco importa se il gol di El Fardou Ben Nabouhane nega agli Azzurri la possibilità di qualificarsi anche perdendo 1-0.

“Forse è meglio così - taglia corto Ancelotti - Non si può andare a Liverpool e giocare una gara difensiva pensando di amministrare il risultato. Abbiamo un piccolo vantaggio in classifica, faremo di tutto per capitalizzarlo, ma la verità è che passerà il turno chi giocherà meglio e noi cercheremo di giocare meglio dei Reds. Ci siamo già riusciti all’andata”.

L’orgoglio e la saggezza del grande allenatore: “Siamo in testa al girone più difficile della Champions, davanti a due squadroni, e questo ci rende orgogliosi. Sono soddisfatto, il risultato di stasera era importante”.

A voler trovare un difetto, il Napoli s’è fermato dopo il terzo gol, ma “il calo era inevitabile per quanto abbiamo speso. Abbiamo interpretato molto bene la partita nella prima parte”, minimizza Ancelotti.

A voler evidenziare un pregio, è arrivato finalmente il primo gol stagionale su azione di calcio d’angolo. Dopo il record dei 20 corner senza esito battuti col Chievo, il Napoli ha spezzato l’incantesimo.

“Dopo tante parole sui calci piazzati, abbiamo sbloccato la partita così. Le statistiche sono belle perché sono fatte per essere contraddette”, sorride l’allenatore. E rivela: “Abbiamo cambiato l’uomo sulla bandierina e abbiamo spostato i tre difensori centrali in avanti”. Dal terzo, Nikola Maksimović, è arrivata la deviazione decisiva. Tutto così semplice.

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