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Cento anni e non sentirli

Pubblicato: Venerdì, 19 ottobre 2007, 9.00CET
Di solito è sotto i riflettori per l'eccellenza del suo settore giovanile, ma in questi giorni ha conquistato la ribalta per il suo centesimo compleanno.
di Giulia Corda
 
 
Pubblicato: Venerdì, 19 ottobre 2007, 9.00CET

Cento anni e non sentirli

Di solito è sotto i riflettori per l'eccellenza del suo settore giovanile, ma in questi giorni ha conquistato la ribalta per il suo centesimo compleanno.

Di solito è sotto i riflettori per l’eccellenza del suo settore giovanile, ma in questi giorni ha conquistato la ribalta per il motivo opposto. L’Atalanta BC ha festeggiato lo scorso 17 ottobre i 100 anni di storia, anche se le “cerimonie” erano iniziate già da alcuni mesi con inni, tornei, concerti, spettacoli e sfilate in campo. Un bellissimo traguardo per la squadra bergamasca, che può a pieno titolo considerarsi la regina della provinciali con 48 partecipazioni al campionato di serie A.

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La fondazione
Fondata da cinque giovani il 17 ottobre 1907 come Società Ginnastica Atalanta, l'Atalanta deve il suo nome all’omonima atleta e cacciatrice della mitologia greca (la ninfa con i capelli al vento che avrebbe sposato chi l'avesse battuta sulla corsa, da cui deriva anche il soprannome della squadra 'la Dea'). La sezione calcio fu istituita nel 1913, ma il riconoscimento ufficiale avvenne solo l’anno successivo. Il primo impianto, dotato di una tribuna con 500 posti a sedere, era a ridosso della ferrovia: sembra che il giorno dell’inaugurazione (maggio 1914) un treno in entrata in stazione rallentò per consentire ai passeggeri di assistere ad alcune fasi della partita.

Stelle nerazzurre
Sarebbe impossibile elencare tutti le grandi stelle del calcio cresciute con la maglia nerazzurra. Quest’ultima divenne la casacca ufficiale nel febbraio 1920, dopo la storica assemblea che portò alla fusione tra la Società per gli Sports Atletici Atalanta e la Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma nella Atalanta e Bergamasca di Ginnastica e Scherma sezione calcio, poi semplificata nell’attuale Atalanta Bergamasca Calcio. Il più famoso è probabilmente Roberto Donadoni, che dopo aver fatto incetta di trofei da giocatore con la maglia dell’AC Milan è diventato allenatore ed è arrivato fino alla panchina della nazionale.

Le parole di Maschio
Per i festeggiamenti del centenario sono arrivate anche vecchie glorie come l'argentino Humberto Maschio - con Omar Sivori e Antonio Valentín Angellillo uno dei 'tre angeli dalla faccia sporca' - autore di 22 gol in 80 partite con gli orobici nei primi anni '60. "Sono davvero grato a tutti, è stato commovente vedere che i tifosi, dopo quarant’anni, non mi hanno dimenticato. E’ stata una settimana piena di emozioni, mai avrei pensato di potere tornare a Bergamo, di sfilare allo stadio e di potere incontrare tanti amici e compagni di squadra. Ripartirò, con un po’ di tristezza nel cuore", ha detto l'argentino.

I record
Il goleador dell’Atalanta, invece, è ancora in attività e vesta tuttora la maglia nerazzurra: si tratta di Cristiano Doni, che a Bergamo ha vissuto le due parentesi più importanti della sua carriera e ha messo finora a segno 77 reti (dal 1999 al 2003 e dal 2006 a oggi). Il giocatore con più presenze è invece Stefano Angeleri, che dal 1949 ha collezionato 319 “gettoni” in undici stagioni. A livello di trofei l’Atalanta può vantare un solo ma preziosissimo successo: la Coppa Italia, vinta nel 1962-63 a San Siro contro il Torino FC (la finale finì 3-1 con tripletta di Angelo Domenghini). Nella loro storia i bergamaschi hanno giocato soltanto un campionato in C1 (1981-82) ma sono subito stati promossi.

Il settore giovanile
Se come prima squadra l’Atalanta ha il quinto posto nel 1947/48 come miglior prestazione, a livello giovanile ha fatto incetta di successi: il vivaio è uno dei più all’avanguardia a livello europeo e secondo una classifica stilata dal Centro studi di Coverciano - che si basa sui giocatori arrivati in prima divisione - è il migliore in Italia e il sesto in Europa. A Zingonia crescono i campioncini del futuro, che permettono la sopravvivenza della società sia a livello tecnico sia economico. Basti pensare, per citare solo qualcuno dei recenti, ai vari Ivan Pelizzoli, Cristian e Damiano Zenoni, Luciano Zauri, Massimo Donati, Samuele Dalla Bona, Rolando Bianchi, Riccardo Montolivo, Giampaolo Pazzini e Massimo Mutarelli.

Le prospettive attuali
Nella sua storia l’Atalanta ha partecipato quattro volte alle coppe europee e nel 1988 è arrivata alla semifinale di Coppa delle Coppe, persa contro i belgi del KV Mechelen. Era l'Atalanta di Emiliano Mondonico e Glenn Stromberg. Ripetersi a quei livelli sembra difficile, ma il collettivo di Luigi Del Neri - arrivato in estate al posto di Stefano Colantuono - ha le caratteristiche per non sfigurare. Finora i bergamaschi hanno perso soltanto una volta in campionato (contro l’UC Sampdoria), trascinati dai gol di Doni e Riccardo Zampagna (splendide le sue acrobazie) e dalle sgroppate sulle fasce di un ritrovato Antonio Langella e del brasiliano Ferreira Pinto. Finite di spegnere le candeline, l’obiettivo sarà migliorare l’attuale decimo posto: buon compleanno, Atalanta!

Ultimo aggiornamento: 19/10/07 1.41CET

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