La Juve sbanca Napoli e vola a +16

Al San Paolo - in una sfida caratterizzata da due espulsioni, legni e un rigore sbagliato - i campioni d'Italia vincono 2-1 e allungano sulla squadra di Carlo Ancelotti: segnano Pjanić ed Emre Can, ai Partenopei non basta Callejón.

©Getty Images

Napoli-Juventus 1-2 (Callejón 61’; Pjanić 28’, Emre Can 39’) 
La Juventus ottiene la quarta vittoria consecutiva in campionato e compie un passo decisivo verso lo Scudetto numero 35, l’ottavo di fila. Al San Paolo, nel posticipo della 26esima giornata, i campioni d’Italia battono 2-1 il Napoli e portano a sedici punti il loro vantaggio sulla squadra di Carlo Ancelotti: in una sfida caratterizzata da due espulsioni, sono i gol di Miralem Pjanić ed Emre Can a stendere i Partenopei, che riescono solo ad accorciare le distanze con José Callejón.

I padroni di casa partono forte e hanno due buone occasioni con il polacco Piotr Zieliński, ma al 25’ arriva l’episodio che condiziona il match: un avventato retropassaggio di Kévin Malcuit diventa un assist per Cristiano Ronaldo, che va giù sul contatto con Alex Meret. Per l’arbitro è punizione e rosso diretto al portiere, Ancelotti corre ai ripari e inserisce David Ospina al posto di Arkadiusz Milik.

Sulla successiva punizione, però, Pjanić mette il pallone alle spalle del portiere colombiano in prestito dall’Arsenal e festeggia il vantaggio della squadra di Massimiliano Allegri, oltre al primo gol personale in questo campionato. Zieliński colpisce un clamoroso palo in contropiede, poi ci prova un paio di volte senza fortuna Lorenzo Insigne.

Al 39’ i Bianconeri raddoppiano. Il gol lo trova Emre Can, con un colpo di testa deviato sugli sviluppi di un corner. Si va all’intervallo con la Juventus avanti di due gol e nella ripresa Ancelotti ridisegna la squadra: fuori Malcuit e dentro Dries Mertens, con i padroni di casa che passano alla difesa a tre.

Si ristabilisce la parità numerica, perché Pjanić - già ammonito - rimedia il secondo giallo per un tocco di mano e viene espulso. I Partenopei sono più convinti e infatti riaprono la partita con Callejón, che si inserisce bene sull’assist di Insigne e batte Wojciech Szczęsny.

Ci provano invano Fabian Ruiz e Allan; poi Zieliński prima esalta i riflessi del connazionale Szczęsny, poi colpisce una clamorosa traversa nella sua sfortunata serata. Il Napoli ha una grossa occasione per pareggiare nel finale, quando l’arbitro assegna un rigore - dopo aver consultato il VAR - per il tocco di mano di Alex Sandro sul cross di Fabian Ruiz: dal dischetto, però, Insigne colpisce il palo.

La Juve di Allegri riesce a portare a casa un’altra importante vittoria e vola a +16.


SABATO 2 MARZO

Lazio-Roma 3-0 (Caicedo 12', Immobile 73' su rig., Cataldi 89')
Dopo tre vittorie consecutive, la Roma cade fragorosamente nel derby e fallisce l’aggancio all’Inter al quarto posto. Allo Stadio Olimpico, la Lazio vince 3-0 e riduce a tre punti il gap dai Giallorossi, con una gara ancora da recuperare: sono i gol di Felipe Caicedo, Ciro Immobile su rigore e Danilo Cataldi a regalare una serata indimenticabile alla squadra allenata da Simone Inzaghi. La formazione di Eusebio Di Francesco finisce la stracittadina in dieci per l’espulsione dell’ex Aleksandar Kolarov nel recupero.

La Lazio parte meglio e dopo dodici minuti è già avanti. Joaquín Correa serve in verticale Caicedo, che taglia fuori Juan Jesus - sostituto dell’indisponibile Kostas Manolas - aggira Robin Olsen e insacca di sinistro: 1-0. Edin Džeko va vicino al pareggio con un destro dal limite che Thomas Strakosha neutralizza con bravura, ma si va all’intervallo con i Biancocelesti in vantaggio.

Nella ripresa la Roma attacca con un po’ più di costanza. Nicolò Zaniolo, uno dei migliori dei suoi, va vicino al pareggio con un sinistro in caduta, poi ci prova invano Stephan El Shaarawy. I Giallorossi insistono, ci prova Alessandro Florenzi da fuori area ma Strakosha si salva d’istinto.

L’occasione migliore ce l’ha comunque Javier Pastore, entrato in campo da pochi minuti al posto di Daniele De Rossi, ma l’argentino si ostacola con Lorenzo Pellegrini e manda fuori di un soffio.

A diciotto minuti dalla fine i Biancocelesti chiudono la partita. Correa si invola verso Olsen e viene steso da Federico Fazio, con l’arbitro che ammonisce il difensore argentino e assegna il rigore: dal dischetto, Immobile - subentrato proprio a Caicedo - non sbaglia e firma il raddoppio.

Entra anche Cataldi al posto di Correa e ancora una volta la mossa di Inzaghi si rivela azzeccata. Il centrocampista romano riceve da Sergej Milinković-Savić e di sinistro batte ancora Olsen, correndo a festeggiare sotto la Curva Nord. Per la squadra di Di Francesco piove anche sul bagnato, perché nel recupero viene espulso Kolarov per doppia ammonizione. Fa festa grande la Lazio, che torna a sperare nel quarto posto.



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