Casillas su Porto, Real Madrid e sul club dei 100

Il tre volte campione Casillas parla della sua vita in un "club storico" come il Porto e dei suoi ricordi da giocatore del Real Madrid.

Iker Casillas ha vinto la UEFA Champions League tre volte
Iker Casillas ha vinto la UEFA Champions League tre volte ©Getty Images

Il portiere del Porto, Iker Casillas, ha partecipato a 20 edizioni consecutive di UEFA Champions League, vincendo la competizione col Real Madrid nel 2000, 2002 e 2014; UEFA.com ha intervistato la leggenda spagnola in vista degli ottavi di finale che vedranno il suo Porto affrontare la Roma, soffermandosi sulla sua straordinaria carriera.

Il Porto di Casillas ha chiuso la fase a gironi da imbattuta
Il Porto di Casillas ha chiuso la fase a gironi da imbattuta©Getty Images

Sulla vita a Porto...

Il dragone [simbolo del Porto] fa parte di questo storico club che ha vinto due UEFA Champions League  una col vecchio formato e una col nuovo. Questa è casa mia e qui mi trovo molto bene. Ho solo parole d'elogio per l'FC Porto sin da quando sono arrivato.

È un campionato diverso che ho avuto modo di conoscere sin da subito al mio arrivo e sono davvero felice di aver condiviso così tanti bei momenti con loro. Nel nord [del Portogallo] esiste solo il Porto sin da bambini. È come se fosse innato in loro.

Guarda i più bei momenti di Casillas
Guarda i più bei momenti di Casillas

Sul traguardo delle 100 presenze in UEFA Champions League...

Non avrei mai immaginato di giocare 100 partite di Champions League. Ripensandoci ora, con questa nuova prospettiva, mi spaventa un po' perché sono davvero tante partite. È un record difficile da raggiungere ma sono estremamente orgoglioso di aver vinto [la competizione] tre volte e di aver preso parte alla Champions League per così tanto tempo.

Guarda gli highlights della finle del 2002
Guarda gli highlights della finle del 2002

Sulla prima convocazione nella prima squadra del Real Madrid...

È un aneddoto simpatico. Era il 1997 e stavo facendo l'ora di disegno a scuola. Stavamo parlando del Real Madrid, di come andasse all'epoca. Era la fine di novembre mi pare, e il Real Madrid stentava in campionato. Erano terzi o quarti e avevano risultati negativi ma le cose andavano decisamente meglio in Champions League. Dovevano giocare una partita importante contro il Rosenborg in Norvegia.

A un certo punto entra in classe il preside. Tutti sapevano che giocavo nelle giovanili del Real Madrid e lui mi parlava spesso del Real Madrid proprio come facevo con i miei amici. A un certo punto mi dice: "Iker, ti spiacerebbe uscire un attimo?".

"Certo", gli rispondo. Una volta fuori mi dice: "Faresti meglio a prendere un taxi e andare in fretta a Barajas [l'aeroporto] perché il Real Madrid ha appena telefonato a tua madre e lei ci ha chiamato. Devi sbrigarti perché devi andare Norvegia".

[Mi sono sentito] come se avessi vinto la lotteria. Ricordo perfettamente quel momento. Avevo 16 anni. Così ho lasciato la scuola, sono andato a casa, mi sono cambiato, ho preso un taxi destinazione Barajas e ho conosciuto tutte le stelle del Real - tutte cose che pensi siano impossibili quando sei un ragazzino.

Sono passato dall'essere in classe seduto accanto al mio compagno Julio, all'essere nello stesso tavolo con Fernando Morientes, Clarence Seedorf, Fernando Sanz, Predrag Mijatović, Davor Šuker e Raúl González. È stato qualcosa di magico e me lo ricorderò per sempre.

Il trofeo: un giovane Casillas nel 2002
Il trofeo: un giovane Casillas nel 2002©Getty Images

Sull'ingresso dalla panchina nella finale di UEFA Champions League del 2002...

Non ero pronto a entrare. Avevo sempre giocato con le maniche corte perché mi sentivo più a mio agio e libero nei movimenti. Non ero pronto. A un certo punto arriva il mio momento [per l'infortunio di César Sánchez]. Dovevo entrare dalla panchina e non avevo la mia maglia a mezze maniche. Ero titubante e nervoso perché non volevo entrare in quel modo - specialmente in un finale - e così taglio con le forbici le maniche. Javier Miñano, preparatore fisico e mentale della squadra, mi aiutava mentre Vicente Del Bosque mi dava indicazioni su cosa fare in campo.

Alla fine è andata bene e abbiamo vinto  il mio secondo titolo in Champions League contro un Bayer Leverkusen molto migliorato. La gente dice che quel Bayer Leverkusen non sembrava una grande squadra ma stiamo parlando di una formazione che schierava Michael Ballack e Yildiray Baştürk, giocatori molto bravi a quell'epoca. Avevano eliminato Manchester United, Juventus, ecc. Ripenso a quei momenti con molta felicità, e avevo appena 20 anni.

Tutto è successo molto in fretta, ma alla fine è stato tutto molto strano. Penso sia stata la prima sostituzione di un portiere in una finale di Champions League.

Casillas solleva la UEFA Champions League nel 2014
Casillas solleva la UEFA Champions League nel 2014©Getty Images

Sulla rivalità tra Real Madrid e Barcellona...

Giocare i tanti 'Clásico' che ci sono in Spagna ti fa maturare molto come giocatore. È la rivalità più intensa del mondo. Ovviamente ci sono derby in tutto il mondo, ma tutto ciò che riguarda Madrid-Barça è a un livello più alto perché negli ultimi anni i migliori giocatori del mondo sono stati in questi due club.

Non siamo ancora riusciti a vedere una finale di Champions League tra Real e Barcellona - non penso che siamo ancora pronti per questo. Abbiamo visto qualcosa di simile in altre competizioni come la Copa Libertadores, ma una finale di Champions League tra Real Madrid e Barcellona sarebbe davvero dura.

Abbiamo già visto il Real Madrid contro l'Atlético Madrid. Posso immaginare che [un Clásico] come possibile finale sarebbe difficile, ma sono certo che un giorno riusciremo a vederla.

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