De Rossi e la Roma cercano la fiducia perduta

I Giallorossi, in difficoltà in campionato, si rituffano nell'avventura europea, dove lo scorso anno raggiunsero la semifinale: il primo scoglio è il Real Madrid. Il capitano: "Non è la miglior partita, portare via punti potrebbe darci slancio".

©AFP/Getty Images

Sono trascorsi quattro mesi dalla semifinale di UEFA Champions League, sembra che ne siano passati molti di più…Una Roma in crisi di identità - solo una vittoria nelle prime quattro giornate di campionato, appena 5 punti in classifica - si presenta in casa di chi quel trofeo lo sente suo, avendolo conquistato quattro volte nelle ultime cinque stagioni. Contro il Real Madrid, però, i Giallorossi vogliono tornare a essere quello che erano. Parola di Daniele De Rossi.

“Non è la miglior partita, se avessi potuto scegliere”, ammette il capitano alla vigilia della sfida, “Ma le tre partite che sembravano più semplici ci hanno dato delusioni, magari portare via punti dal Santiago Bernabéu potrebbe darci slancio, farci trovare fiducia e farci dire ‘ricordatevi di quanto siamo stati forti pochi mesi fa e che possiamo tornare ad esserlo’”.

La campagna acquisti è stata messa in discussione dopo lo stentato avvio della squadra di Eusebio Di Francesco, soprattutto in considerazione delle cessioni di tre big del calibro di Alisson, Radja Nainggolan e Kevin Strootman. De Rossi, dopo l’addio di Francesco Totti, è però il simbolo della continuità Giallorossa. “Io a Roma ho messo le radici, i calciatori sono lavoratori di passaggio dappertutto”, riflette, “Sono pochi quelli che restano tantissimo in una squadra, la Roma è una delle poche che può vantare questi giocatori. Sono nati e cresciuti qui e c’è anche qualche cosa di più che li spinge a restare”.

“Si può fare anche al Real come [Sergio] Ramos, o invece si può andare via dopo qualche anno come [Cristiano] Ronaldo”, sottolinea il numero 16 della Roma, “Il mercato offre sempre soluzioni. Il dispiacere per non vedere più alcuni compagni di squadra, anche molto forti, deve durare due o tre giorni. Poi dobbiamo lavorare e portare a casa i risultati: ho salutato tanti compagni che non avrei voluto salutare, ma questo è il calcio”.

Insomma, secondo De Rossi “le stagioni da sempre e per sempre saranno figlie del mercato che si fa pochi mesi prima. Il calcio funziona così e da quando sono qui alla Roma è sempre stato così. La Roma si è sempre rigenerata nonostante le cessioni fisiologiche, sono nel destino di questa società. Anche la scorsa stagione c’erano state cessioni importanti e poi abbiamo invece abbiamo raggiunto obiettivi che mai erano stati raggiunti”.

Ma la squadra di Di Francesco va accettata così o bisogna chiederle di più? “Siamo i primi a chiederci di più”, assicura De Rossi, “Non è facilissimo paragonare la Roma contro il Barcellona, arrivata dopo un percorso di conoscenza di nove mesi, e questa che è all’inizio di una nuova stagione. Dobbiamo voler fare di più, ma la Roma contro il Barcellona era la stessa che era stata criticata pochi mesi prima per partite analoghe. Poi la stagione è finita in maniera soddisfacente, anche se senza titoli, e io posso essere solo fiducioso…”.

Quanto a Di Francesco, analizza il numero 16, “al primo anno di calcio importante ha portato la Roma dove non era mai stata, ha una filosofia di gioco precisa che ci ha portato a questi risultati: ora non è felice dei risultati, come noi. E’ stato messo in dubbio anche la scorsa stagione, ma siamo arrivati in semifinale di UEFA Champions League e siamo arrivati terzi”.

Un bis è possibile? “Ripetersi richiederà impegno, qualità e costanza oltre a grande entusiasmo”, conclude De Rossi, “Quello magari viene con le vittorie e con i risultati positivi”.

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