Florenzi e la Roma vogliono la qualificazione

Tra i Giallorossi e il ritorno dopo dieci anni nei quarti di finale c'è lo Shakhtar Donetsk, che arriva all'Olimpico dopo aver vinto l'andata 2-1. Il giocatore della nazionale: "Dobbiamo dare il 100%, sappiamo quanto vale questa partita".

©AFP/Getty Images

Serve una notte magica, per raggiungere un traguardo che manca da dieci anni. Tra la Roma e i quarti di finale di UEFA Champions League c’è lo Shakhtar Donetsk, che la squadra di Eusebio Di Francesco è chiamata a battere davanti ai suoi tifosi dopo aver perso 2-1 l’andata a Kharkiv. A suonare la carica alla vigilia per i Giallorossi è Alessandro Florenzi: “Vogliamo prenderci la qualificazione”.

Nella capitale si percepisce l’atmosfera delle grandi partite e il nazionale azzurro non si nasconde. “E’ una partita importante, che può valere tanto per noi ma anche per la Roma”, spiega nella conferenza stampa pre-gara, “Può valere una qualificazione che sarebbe la quarta in tutta la storia ai quarti di finale. Cercheremo di approcciare bene e fare del nostro meglio”.

Lo svantaggio è minimo ma i padroni di casa non sembrano voler fare calcoli o giocare con il freno a mano: velocità è la parola d'ordine. “Sarà importante gestire le forze per 90 minuti ma dobbiamo cercare di giocare il nostro calcio e nel nostro calcio si va a mille all'ora”, la tesi di Florenzi, “Se riusciremo a sbloccare la gara non dovremo pensare di avercela fatta ma dovremo continuare a esprimere il nostro gioco”.

“La voglia che abbiamo è quella di ripetere le partite in casa in Champions League”, osserva il numero 24 Giallorosso, “Contro il Torino siamo riusciti a fare una buona gara, vogliamo prenderci la qualificazione: quello è sicuro. Anche se dovremo fare attenzione alle loro qualità. Noi dobbiamo dare il 100%: sappiamo quanto vale questa partita, per i tifosi e l'ambiente Roma vale veramente tanto”.

Molti sostengono che quello di esterno destro difensivo non sia il ruolo congeniale per il 27enne nato a Vitinia. Ma la posizione in campo conta fino a un certo punto. “Do la disponibilità a chi mi allena”, spiega, “Mi trovo bene a giocare terzino, non lo nego, ma come ho sempre detto non ci sono problemi sul ruolo. L'importante è cercare di scendere in campo e dare il 100% per questa maglia. Io posso fare meglio: nella vita, come nel calcio, non si smette mai d'imparare"

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